Come si è formata la Bibbia? (Settima parte)

24 Gennaio 2024

Sguardo finale d’insieme

Con questo articolo, finisce la prima parte della nostra indagine sulla formazione della Torah, ossia il Pentateuco. Giunti a questo punto, queste sono le cose “sicure” che si possono dire riguardo alla formazione del Pentateuco:

  1. il Pentateuco non fu scritto (solo) da Mosè. Mosè resta il punto di partenza per la grande tradizione che poi confluì nel Pentateuco, ma non è più possibile pensare che fu lui a scriverlo materialmente.
  2. Gli antichi avevano un altro modo di comporre i testi. Essi non “buttavano” il materiale preesistente anche quando esso era antitetico a quello precedente.
  3. Il senso letterale non va tralasciato, perché da esso scaturisce ogni successiva lettura, anche quella allegorica o spirituale; ciò significa che bisogna discernere quale sia stato il significato originale delle parole bibliche.
  4. Un testo non va solo spiegato attraverso lo studio esegetico, ma anche compreso, ossia afferrato nella sua valenza teologica e spirituale.

Esistono anche dei punti deboli che obbligano a superare o comunque integrare l’ipotesi documentaria classica:

  1. l’impiego del nome divino (principalmente YHWH e elohim) non è un criterio sufficiente per attribuire un testo ad una fonte o ad un’altra. Essi va integrato da altri criteri letterari e stilistici.
  2. Anche il criterio dei “duplicati” all’interno di uno stesso brano non è un criterio sufficiente in se stesso per identificare fonti diverse corrispondenti. Una più profonda conoscenza della retorica ebraica impedisce di vedere testi duplicati laddove si tratta, per esempio, di una semplice “simmetria concentrica”.
  3. Il criterio dei “testi contraddittori” è ugualmente un criterio insufficiente in se stesso per riconoscere mani diverse all’interno di uno stesso testo. Soprattutto perché gli antichi usavano accostare testi anche tra loro contraddittori più che tralasciarli in nome di una logica che essi non conoscevano.
  4. Non basta neppure lo stile per identificare un certo autore.
  5. Il criterio della teologia che caratterizza e differenzia un certo brano da un altro è assai rischioso per riconoscere fonti e autori diversi. Ciò a causa della soggettività di un tale giudizio da parte dell’esegeta.

Infine, la teoria documentaria è assolutamente inadatta al riconoscimento delle tradizioni più antiche. Infatti, se la fonte D (Deuteronomio) e la fonte P sono facilmente riconoscibili ed attribuibili al Giudaismo del VI secolo rappresentato sia dai Giudei rimasti in Giudea che dai Giudei rientrati in patria, le più antiche fonti J ed E sono assai più fumose e nebulose.

Ciò però non significa che non esistano tradizioni più antiche del VI secolo; solo che esse non possono essere riconosciute a partire da una loro attribuzione alle fonti J o E.

Problemi di fondo …

A mio parere, uno dei problemi più importanti nell’esegesi biblica è l’unilateralità dei vari metodi, che nel loro insieme non permettono altri tipi di lettura.

Non credo che la verità contenuta nella Bibbia sia solo quella che riguarda la nostra salvezza (cfr. Dei Verbum 11), perché se così fosse, allora i brani dove YHWH immaginato come Re bellicoso e vendicativo fa strage di donne e bambini nelle città votate allo sterminio restano un enigma irrisolvibile.

Possiamo dire che in molti brani si respira veramente un clima spirituale elevatissimo, che fa bene all’anima e al corpo. In questi brani è certamente più semplice parlare di “ispirazione divina”.

Occorre allora fare delle distinzioni, per trovare nella Bibbia – in ogni sua parte, perché così dice il concilio (Dei Verbum 11) – quelle parti o quel livello di lettura dove scorre la linfa divina, capace di curare la nostra anima. Ma per far questo, i metodi che oggi si usano nelle università sono solo propedeutici, perché il grosso di questo lavoro dev’essere ancora fatto.

Bisogna allora accostarsi ai testi originali della Bibbia ebraica con apertura mentale e apertura del cuore, non lasciandosi ingabbiare dalle strettoie storico-critiche, ma avvalendosi di esse per giungere a sguardi d’insieme sempre più ampi e profondi che però si basano su presupposti metodologici diversi e nuovi.

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

il nome

CORSO DI EBRAICO ANTICO

Se vuoi verificare il significato originale della Bibbia, per capire meglio cosa accade nel mondo e uscire dall’ansia della precarietà, di una vita senza radici, il video corso di ebraico antico è ciò che fa per te!

CORSO BIBLICO

Pensi che la Bibbia sia un libro che parli solo del passato? Credi che la Bibbia non abbia nulla a che fare con la tua vita, oggi? Scopri il corso che ti farà cambiare idea e crollare tanti luoghi comuni

Articoli correlati

Quando il silenzio diventa grido  (Giobbe 3)

Quando il silenzio diventa grido (Giobbe 3)

🌑 1Giobbe apre la bocca e maledice il suo giorno – Gb 3,1-3 אַחֲרֵי־כֵן פָּתַח אִיּוֹב אֶת־פִּיהוּ וַיְקַלֵּל אֶת־יוֹמוֹ ’Acharé-khèn patàch ’Iyyòv ’et-pìhu, wayqallèl ’et-yomò. “Dopo questo, Giobbe aprì la sua bocca e maledisse il suo giorno.” (Gb 3,1) Il capitolo...

Quando il dolore tocca la carne (Giobbe 2)

Quando il dolore tocca la carne (Giobbe 2)

אִיּוֹב – ’Iyyòv – Giobbe Il nome ebraico è אִיּוֹב, ’Iyyòv. La sua etimologia resta discussa. Alcuni vi riconoscono un possibile legame con l’idea di ostilità o persecuzione; altri preferiscono considerarlo un nome antico, non pienamente spiegabile a partire...

Quando la fede entra nella prova (Giobbe 1 )

Quando la fede entra nella prova (Giobbe 1 )

Personaggi principali אִיּוֹב – ’Iyyòv – Giobbe Il nome ebraico è אִיּוֹב, traslitterato ’Iyyòv. La sua etimologia non è sicura. Alcuni collegano il nome a radici semitiche che possono evocare l’idea di ostilità, persecuzione o inimicizia; altri lo considerano un nome...

Il libro di Giobbe

Il libro di Giobbe

Un libro che nasce da una domanda ferita Il libro di Giobbe è una delle opere più alte, più difficili e più coraggiose di tutta la Bibbia. Non è semplicemente un libro “sul dolore”. È un libro sulla crisi delle spiegazioni facili. Giobbe non domanda soltanto: “Perché...

SCOPRI I TESORI DELLA BIBBIA EBRAICA

CON I MIEI CORSI

CORSO DI EBRAICO ANTICO

Un corso unico, che ti consente di imparare l’ebraico in maniera basilare fin dal primo livello. Dalla Genesi, ai profeti, ti do le chiavi del tuo mondo interiore…

CORSO BIBLICO

Una vera e propria scuola di interpretazione biblica. Ogni testo viene studiato a più livelli, attualizzandolo e portandolo direttamente alla tua esperienza di vita.

biblepedia

La Bibbia come non te l’hanno mai spiegata

Elifaz parla: quando la consolazione diventa spiegazione – (Giobbe 4)

👥 Personaggi principali אֱלִיפַז הַתֵּימָנִי – ’Elifàz ha-Temanì – Elifaz il Temanita Il nome ebraico è אֱלִיפַז, ’Elifàz. L’etimologia non è del tutto sicura. Può essere collegata a un significato come “il mio Dio è oro/finezza” oppure “Dio è forza”, ma occorre...

COME POSSO AIUTARTI?

Privacy Policy

1 + 4 =

error: Il contenuto è protetto