Sintesi della Bibbia: il libro delle Lamentazioni

14 Novembre 2023

Il nome ebraico del libro delle Lamentazioni è אֵיכָה ‘ekàh, che significa “come” oppure “oh, come … !” (cfr. lamentazioni 1,1). Questa parola è la prima del libro e riflette il tono di lamento e dolore che permea l’intero testo.

La parola ‘ekah è una esclamazione di tristezza e sorpresa. È un grido di dolore, una lamentela profonda e struggente che riflette il senso di shock e disperazione del popolo di fronte alla distruzione di Gerusalemme e al dolore associato all’esilio in Babilonia.

Struttura del libro

Le Lamentazioni sono composte da cinque poemi o lamenti, ciascuno costituito da ventidue versi, eccetto il terzo che ne ha sessanta e sei.

La prima lettera dei versetti corrisponde all’ordine delle consonanti dell’alfabeto ebraico. Questa scelta stilistica contribuisce a conferire ordine e una certa monotona ripetitività a una lamentazione così struggente.

Da notare che il numero dei versetti – ventidue – riflette un alfabeto ebraico che non fa distinzione tra il suono sh e s della ש (shin).

I temi principali

Dolore per la Distruzione di Gerusalemme: Uno dei temi predominanti è il profondo dolore causato dalla distruzione di Gerusalemme. Le Lamentazioni descrivono il lutto delle persone, le mura della città abbattute e il Tempio distrutto.

Ah! come (‘ekah) sta solitaria
la città un tempo ricca di popolo!
È divenuta come una vedova,
la grande fra le nazioni;
un tempo signora tra le province
è sottoposta a tributo.

1,1

Rimorso e Confessione: Il popolo esprime rimorso per i propri errori e riconosce che la catastrofe è anche una conseguenza delle loro scelte sbagliate. C’è una sincera confessione di colpa e un appello a Dio per la misericordia.

«Giusto è il Signore,
poiché mi sono ribellata alla sua parola.
Ascoltate, vi prego, popoli tutti,
e osservate il mio dolore!
Le mie vergini e i miei giovani
sono andati in schiavitù.

1,18

Speranza e Consolazione: Nonostante il dolore, emergono segnali di speranza e consolazione. Il popolo si aggrappa alla fede nella bontà di Dio e nell’opportunità di un nuovo inizio dopo la purificazione.

Le misericordie del Signore non sono finite,
non è esaurita la sua compassione;
esse son rinnovate ogni mattina,
grande è la sua fedeltà.
«Mia parte è il Signore – io esclamo –
per questo in lui voglio sperare».

3,21-23

Data di composizione e autore

Le Lamentazioni furono probabilmente scritte poco dopo la distruzione di Gerusalemme nel 586 a.C. durante il regno di Nabucodonosor II e il periodo della cattività babilonese. L’autore tradizionalmente attribuito è il profeta Geremia, testimone oculare della catastrofe.

La tradizione ebraica attribuisce la scrittura del libro delle Lamentazioni al profeta Geremia, il quale è spesso considerato uno dei maggiori profeti dell’Antico Testamento.

La tradizione ebraica afferma che Geremia ha scritto questo libro come una lamentazione per la distruzione di Gerusalemme e la cattività in Babilonia, evento che egli aveva predetto nei suoi scritti profetici.

Alcuni studiosi ritengono invece che il libro delle Lamentazioni possa essere stato composto da più autori o che potrebbe essere il risultato di una tradizione orale che si è evoluta nel tempo.

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Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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