Sintesi della Bibbia: il Deuteronomio

23 Maggio 2021

Nella fase più cruciale e importante della storia d’Israele, quella in cui nacque il Pentateuco, più o meno nella forma in cui oggi lo conosciamo, gli ebrei vollero ricapitolare gli eventi che più hanno segnato la loro esistenza, come singoli e come popolo.

Nasce così l’ultimo libro del Pentateuco, il Deuteronomio. Esso deriva dal greco e significa “seconda legge” (Deuteronomion - Δευτερονόμιοv). Il nome ebraico - devarìm (דְּבָרִ֗ים ossia “parole”) - deriva invece, come gli altri nomi dei libri del Pentateuco, da una delle prime parole del libro): “Queste sono le parole che Mosè …” (Dt 1,1).

I tre discorsi di Mosè

Il libro è composto dai tre discorsi che Mosè pronunciò, nell’arco di una sola giornata, quarant’anni dopo dall’uscita dall’Egitto (Dt 1,3), a oriente del Giordano e, perciò, alle porte di Canaan.

Nel primo discorso (capp. 1-4,43) Mosè ricapitola tutte le fasi del viaggio attraverso il deserto, dopo l’uscita dall’Egitto e fino ai confini della Terra Promessa.  Il discorso si chiude con l’ingiunzione ad osservare la legge del Signore - la Torah - come garanzia di sopravvivenza del popolo in Canaan (cap. 4,1-43). 

Il secondo discorso (capp. 5-28,68) inizia con una nuova formulazione dei Dieci Comandamenti (cap. 5).  Segue una piccola parte - capp. 6-11 - che rappresenta una raccolta di esortazioni a rispettare le leggi del Signore, sulla base di ciò che egli ha compiuto a favore d’Israele lungo il cammino nel deserto.

Inizia poi la parte centrale e più importante del Deuteronomio (capp. 12-26), chiamata solitamente “codice deuteronomico”, dove sono raccolte ed aggiornate le antiche leggi contenute nel “codice dell’alleanza” (Es 19-24), mentre se ne aggiungono di nuove. 

Il discorso si chiude con una serie di benedizioni e maledizioni corrispondenti all’osservanza o alla non osservanza della leggi (Dt 28,1-68).

Il terzo discorso (capp. 28,69-30) inizia con l’informazione del luogo - il paese di Moab - in cui il Signore stabilì con Mosè la legge esposta nei capitoli precedenti (28,68).  Segue una nuova rievocazione delle tappe dell’esodo, e le raccomandazioni ad osservare la legge, con relative benedizioni e maledizioni.

Infine i capp. 31-34 rappresentano gli ultimi atti della vita di Mosè e riferiscono anche della sua mor

Senza entrare nei dettagli, che illustrerò nelle parti seguenti del corso, possiamo dire qui che il Deuteronomio evidenzia uno stile e un linguaggio assai diversi dal resto del Pentateuco. Vi è un continuo richiamo all’osservanza della legge quale garanzia di prosperità nel paese in cui gli ebrei si apprestano ad entrare e di un futuro tranquillo (cf. Dt 4,1-2; 5,1-3; 30, 15 ss.).

Si tratta, perciò, di un libro che non solo chiude il Pentateuco, ma anticipa il contenuto e il linguaggio delle parti seguenti della Bibbia: i “libri storici” che narrano le vicende d’Israele fino all’esilio babilonese (587 a.C.). 

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Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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