Riflessioni su alcuni elementi del testo ebraico di Sodoma e Gomorra

14 Maggio 2024

Nel racconto biblico di Genesi 18,20-32, Abramo si interpone tra Dio e gli abitanti di Sodoma e Gomorra, insistendo ripetutamente sulla possibilità di trovare giusti nella città.

La sua perseveranza nel cercare di salvare anche un piccolo numero di innocenti, persino ipotizzando la presenza di un solo giusto, evidenzia la sua fede nella misericordia divina. Abramo chiede a Dio, con crescente audacia, di risparmiare la città per 50, 45, 40, 30, 20 e infine 10 giusti, mostrando un profondo rispetto per la vita e la giustizia.

Noè e la scelta del bene

Analogamente, Noè, descritto in Genesi 6,5 come un uomo retto in un mondo corrotto, è scelto da Dio per preservare la vita sulla terra attraverso l’arca. La sua storia ci incoraggia a riflettere sulla nostra capacità di fare scelte etiche in un mondo spesso guidato da intenti malvagi. L’esame di queste narrazioni in ebraico può aiutarci a cogliere sfumature e insegnamenti che vanno oltre il testo tradotto.

L’ebraico biblico e la sua rilevanza

Prendiamo, per esempio, la ripetuta intercessione di Abramo in Genesi 18. La parola ebraica per “forse” (אולי – ulai) ricorre più volte nel dialogo di Abramo con Dio.

Questo termine, nella sua radice ebraica, porta con sé una sfumatura di speranza e possibilità, suggerendo una delicatezza nella negoziazione di Abramo con Dio, non evidente nella stessa misura in alcune traduzioni.

Abramo utilizza questa espressione per abbassare gradualmente il numero dei giusti necessari per salvare le città, dimostrando la sua perseveranza e speranza fino a chiedere misericordia per soli dieci giusti.

Profondità del testo ebraico

Un altro esempio è l’uso del termine “distruggere” (שחת – shachat) che Abramo usa nel versetto “distruggerai tutta la città?” (Genesi 18,24). In ebraico, questo termine può anche significare “corrompere” o “rovinare”, che fornisce una connessione diretta con la narrazione di Noè, dove si dice che la terra era “corrotta” (corrotta) davanti a Dio (Genesi 6:11).

Questo parallelismo linguistico arricchisce la nostra comprensione del testo, mostrando come le scelte di parole rivelino un tema ricorrente di corruzione e redenzione, connettendo così le storie di Abramo e Noè in un dialogo teologico più ampio.

Implicazioni contemporanee

Comprendere questi dettagli in ebraico ci permette di riflettere sulla nostra capacità di intercessione e responsabilità etica. In un’epoca in cui i dilemmi morali sono spesso ridotti a battaglie di ‘sì’ o ‘no’, il dialogo di Abramo con Dio ci invita a considerare le sfumature e le complessità delle decisioni morali.

La persistenza di Abramo nel cercare la misericordia di Dio, sottolineata dalla ripetizione e dalla scelta delle parole, ci ispira a non accontentarci di risposte semplici quando si tratta di questioni di giustizia e umanità.

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Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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