Non è bene che l’uomo sia solo

27 Luglio 2021

Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile».

Genesi 2,18

Eccoci giunti al momento più solenne del secondo racconto della creazione (Genesi 2). Ecco cosa dice Dio tra sé e sé. Potremmo dire anche che questo versetto contiene il pensiero di Dio sull’uomo, sulla sua condizione esistenziale dopo che l’aveva creato: egli era “solo”.

Dio dice che “non è bene”. Se quando diceva che le opere della creazione erano “cose buone” (cf. Gen cap. 1), Dio intendeva dire che esse corrispondevano perfettamente alla sua volontà, qui si dice l’opposto. Che, cioè, non corrisponde affatto alla sua volontà che l’uomo sia solo.

Cosa significa l’essere soli?

Tuttavia, la parola “solo” (in Ebr. לְבַדֹּ֑ו lebaddo) non esprime bene ciò che la corrispondente parola ebraica significa. Per dare un’idea di ciò che essa indichi, potremmo immaginare un castello con alte mura che non permettono in alcun modo di vedere gli edifici e le bellezze custodite al suo interno.

Questa è un po’ la condizione esistenziale che Dio definisce “non buona” (in Ebr. לֹא־טֹ֛וב lo’thov). Non si tratta della solitudine, perché essa può avere anche un significato positivo se chi è solo si dedica anima e corpo ad un alto ideale.

Si tratta, invece, dell’isolamento. La condizione di chi non riesce ad esprimere (oppure non vuole) ciò che è dentro, la propria ricchezza interiore, l’identità profonda. Non solo non riesce ad esprimerla, ma men che meno a condividerla. 

Quando, allora, si dice: “voglio fargli un aiuto che gli sia simile”, si vuol dire qualcosa che corrisponda alla profonda natura dell’uomo. Qualcosa o piuttosto qualcuno che permetta all’uomo di uscire fuori di sé, comunicando con un essere che abbia la sua stessa dignità.

“Un aiuto che gli sia simile” (in Ebr. עֵ֖זֶר כְּנֶגְדֹּֽו ‘ezer kenegdo) per dire che all’uomo serve qualcuno che espleti una funzione a lui utile; che gli permetta di rompere il muro dello splendido isolamento in cui si trova o si può trovare. Chi sarà mai questo essere in grado di farlo diventare veramente uomo?

Photo by Sirisvisual on Unsplash

Simone Venturini

Simone Venturini

Biblista

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

CORSO DI EBRAICO ANTICO

Un corso unico, che ti consente di imparare l’ebraico in maniera basilare fin dal primo livello. Dalla Genesi, ai profeti, ti do le chiavi del tuo mondo interiore.

CORSO BIBLICO

Una vera e propria scuola di interpretazione biblica. Ogni testo viene studiato a più livelli, attualizzandolo e portandolo direttamente alla tua esperienza di vita.

Articoli correlati

Il libro dei misteri di Qumran

Il libro dei misteri di Qumran

Forse che tutti i popoli non odiano la perversione? E tuttavia è per mezzo di tutti loro che si diffonde. Non è forse dalla bocca di tutti i popoli che promana l'encomio della verità? Ma c'è un labbro o una lingua che aderisca ad essa? Qual popolo vorrebbe essere...

L’archetipo dei fratelli rivali: Giacobbe ed Esaù

L’archetipo dei fratelli rivali: Giacobbe ed Esaù

Da un punto di vista storico, i due fratelli rappresenterebbero agli occhi dell'autore due nazioni tra loro rivali: gli Israeliti (Giacobbe) e gli Edomiti (Esaù). Questo livello di lettura spiegherebbe l'intenzione dell'autore e il messaggio teologico che ne...

Tenebre (חשֶׁךְ) e abissi

Tenebre (חשֶׁךְ) e abissi

E le tenebre ricoprivano l'abisso Genesi 1,2 Qui ci sono due parole che necessitano di essere spiegate, o per meglio dire, immaginate. Gli antichi ebrei, infatti, non ragionavano per concetti, non si facevano idee astratte della realtà, ma nutrivano la loro mente...

Il serpente (נָחָשׁ nachash) è davvero un animale maledetto?

Il serpente (נָחָשׁ nachash) è davvero un animale maledetto?

Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita Genesi 3,14 Povero serpente! Condannato...

SCOPRI I TESORI DELLA BIBBIA EBRAICA

CON I MIEI CORSI

CORSO DI EBRAICO ANTICO

Un corso unico, che ti consente di imparare l’ebraico in maniera basilare fin dal primo livello. Dalla Genesi, ai profeti, ti do le chiavi del tuo mondo interiore…

CORSO BIBLICO

Una vera e propria scuola di interpretazione biblica. Ogni testo viene studiato a più livelli, attualizzandolo e portandolo direttamente alla tua esperienza di vita.

biblepedia

La Bibbia come non te l’hanno mai spiegata

Barà (בָּרָ֣א): creare dal nulla?

La seconda parola della Bibbia ebraica è barà (בָּרָ֣א) che, normalmente e giustamente, viene tradotta con "creare": All'inizio del tempo, Dio creò ... non parlerò di "che cosa" creò, ma del significato di questo verbo ebraico. Il verbo può essere tradotto,...

COME POSSO AIUTARTI?

Privacy Policy

13 + 11 =