In cosa consiste la creazione? L’opera separatrice di Dio

25 Novembre 2021

In Genesi 1,4 inizia l’opera separatrice di Dio:

וַיַּ֧רְא אֱלֹהִ֛ים אֶת־הָאֹ֖ור כִּי־טֹ֑וב וַיַּבְדֵּ֣ל אֱלֹהִ֔ים בֵּ֥ין הָאֹ֖ור וּבֵ֥ין הַחֹֽשֶׁךְ׃

Elohim vide la luce che era buona e Elohim separò la luce dalla tenebra

La cosiddetta “creazione” – termine non ebraico ma greco (κτίσις ktisis) – non consiste solo in un “fare” (in Ebr. עָשָׂ֔ה ‘asah) – ma anche nel “separare”. Questo verbo – in Ebr. בָּדַל presente nella Bibbia ebraica solo nella flessione hphil – dice diverse cose.

Il concetto di separazione

Anzitutto, la derivazione storico-letteraria del testo di Genesi 1. Infatti, gli studiosi pensano che questo primo capitolo sia stato composto nel VI sec. a.C. dai sacerdoti che erano stati esiliati in Babilonia.

Per essi, dopo la catastrofe dell’esilio nel 587 a.C., le speranze per la sopravvivenza del popolo giudaico una volta rientrati in patria, coincidevano con la definizione della carta di identità del buon ebreo.

Sostanzialmente, ogni buon giudeo doveva “separarsi” dai non giudei e soprattutto contrarre matrimoni con donne giudee (vedi Esdra 9). Anche nel libro del Levitico – scritto sempre dai sacerdoti – la separazione era una questione centrale (cfr. Levitico 10,10; 11,45; 20,25)

Questa opera di separazione risale fin dalle origini agli occhi dei sacerdoti giudaici e riguarda la creazione stessa di Dio, che anzitutto separa la luce dalle tenebre. Si tratta della prima e più importante separazione cosmica.  Perché?

La separazione tra luce e tenebre come presupposto per l’emergere della vita

Perché per proseguire nella configurazione dell’habitat umano, così come viene presentato in Genesi 1 e com’era pensato e immaginato dagli antichi ebrei, le tenebre e tutto ciò che esse rappresentano e contengono, dovevano essere relegate al di fuori della sfera di Dio presente nella storia.

Quest’opera separatrice continuerà a caratterizzare l’opera creatrice di Dio, dividendo le acque inferiori da quelle superiori (Genesi 1,7), la terraferma dai mari (Genesi 1,9-10) e permettendo così alla vita di fiorire sulla terra.

Quest’opera di separazione è rilevante anche in ambito esistenziale, come ci ricorda Isaia – cap. 59 – perché le iniquità umane separano l’uomo da Dio, dal suo volto, non per volontà divina, ma per scelta umana.

Così, la separazione tra luce e tenebre è un’opera umano/divina che ciascuno di noi può fare per accedere al cosmo a quell’ordine originario che è il riflesso della luce di Dio sulla terra e che permette alla vita di fiorire in tutto il suo rigoglio.

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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