Bibbia e Archeologia: un rapporto difficile

9 Marzo 2019

I Biblisti – gli studiosi di Bibbia – ritengono oggi che il Pentateuco – i primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio – siano stati scritti alla fine del VI sec. a.C. Dicendo che sono stati “scritti” non si vuole dire che siano stati “inventati”.

Com’è nato il Pentateuco?

Significa che i Giudei rientrati dall’esilio raccolsero antiche tradizioni, probabilmente tramandate da secoli, aggiungendo commenti e interpretazioni. Tutto questo lavoro diede origine all’attuale Pentateuco. Una cosa simile dovrebbe essere accaduta anche per i cosiddetti “libri storici”, ossia da Giosuè a 2 Re (senza includere i libri che appartengono al canone cristiano e che fanno parte di questo gruppo: Rut, Esdra-Neemia, Tobia, Giuditta, Ester, 1-2 Cronache, 1-2 Macabbei).

Ma è possibile sapere quali fossero queste “antiche tradizioni” raccolte? La risposta degli studiosi è per lo più negativa, perché la mano di chi raccolse ed editò quelle tradizioni ha nettamente prevalso su quelle antiche tradizioni.

Bibbia e Archeologia: alcuni esempi

Il compito dell’Archeologia non è di confermare la Bibbia, né la Bibbia è il manuale che l’archeologo deve tenere sotto mano quando studia gli strati archeologici.

Ciò non significa, però, che la Bibbia – in questo caso Pentateuco e Libri storici – sia solo un’opera letteraria, priva di qualsiasi fondamento storico e che l’archeologia non abbia nulla da dire sulla storicità della Bibbia.

Insomma, non è corretta la posizione di chi sostiene che la “Bibbia aveva ragione”, ossia che tutto ciò che dice è storico. Ma non è corretto neppure gettare “l’acqua con il bambino” come si suol dire.

Per esempio, la cosiddetta “benedizione dei sacerdoti” risalente al periodo del Primo Tempio, ossia quello risalente al periodo di Salomone (X sec. a.C.) e che poi fu distrutto dai Babilonesi (VI sec. a.C.). Era la preghiera di benedizione che i sacerdoti pronunciavano nel Tempio.

Prima della scoperta, avvenuta negli anni Settanta, gli studiosi pensavano che quel testo (Numeri 6) fosse stato scritto alla fine del VI secolo.

Nel libro di Giosuè, che gli studiosi ritengono (non a torto) in gran parte non storico, il capitolo 12 riporta una lista di 31 re che Giosuè sconfisse e oggi sappiamo che nel periodo del Tardo Bronzo Antico (1500-1200 a.C.) c’erano circa 30 Città Stato cananee in Israele rette ciascuna da un re.

In Giosuè 11,10 leggiamo che la città di “Hazor era la principale di tutti questi regni”. L’archeologia conferma che essa era infatti la più vasta città cananea. Perciò anche se Giosuè è un libro che ha subito una massiccia rielaborazione, non per questo esso non parla di realtà archeologicamente verificabili.

Le scoperte di Qumran

E come non citare scoperte ancora più importanti, come per esempio i Manoscritti del Mar Morto?

Purtroppo, molti siti della Giudea e della Samaria non sono stati sufficientemente investigati a causa del loro non chiaro statuto politico. Quante cose sono perciò ancora sepolte sotto terra? E se, per pura ipotesi, la Palestina venisse scandagliata palmo a palmo cosa ne deriverebbe? Che avremmo tante altre conferme sulla storicità della Bibbia? Forse sì.

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