👤 Personaggi principali
Antioco IV Epifane
Greco: Ἀντίοχος Δ΄ Ἐπιφανής
Nascita: ca. 215 a.C.
Morte: 164 a.C.
Eleàzaro
Greco: Ἐλεάζαρος
Ebraico: אֶלְעָזָר (ʾElʿāzār, “Dio ha aiutato”)
Scriba anziano e maestro della Legge, descritto nel testo come un uomo di circa novant’anni (2Mac 6,24). Non conosciamo le date precise della sua nascita, ma il racconto suggerisce che sia nato verso la fine del III secolo a.C.
⚔️ L’imposizione dell’ellenismo e la profanazione del tempio (2 Mac 6,1-9)
«Il re inviò un vecchio ateniese per costringere i Giudei ad allontanarsi dalle patrie leggi e a non governarsi più secondo le leggi divine» (2Mac 6,1).
Questo versetto descrive l’inizio di una politica di repressione religiosa. L’“ateniese” inviato dal re rappresenta l’imposizione ufficiale della cultura ellenistica.
Secondo Goldstein, l’espressione indica probabilmente un funzionario incaricato di organizzare il culto pagano a Gerusalemme (II Maccabees, pp. 281-283).
Il tempio di Gerusalemme viene dedicato a Zeus Olimpio (Giove Olimpio). L’autore sottolinea che anche il tempio sul monte Garizim fu consacrato a Zeus Xenios (“Giove Ospitale”).
Secondo Lester L. Grabbe, questa trasformazione del tempio fu uno degli eventi che portarono direttamente alla rivolta maccabaica (A History of the Jews and Judaism in the Second Temple Period, 273-274).
Il testo descrive inoltre una degradazione morale del santuario:
«Il tempio fu pieno di dissolutezze e gozzoviglie» (6,4). L’autore vuole evidenziare il contrasto tra la santità del luogo e la profanazione pagana.
🔥 Le persecuzioni contro i fedeli alla Torah (2 Mac 6,10-11)
«Furono denunciate due donne che avevano circonciso i figli: appesero i loro bambini alle loro mammelle… e le precipitarono dalle mura» (2Mac 6,10).
Il racconto presenta esempi concreti di persecuzione. La circoncisione, segno dell’alleanza con Dio (Gen 17), era diventata illegale.
Secondo Schwartz, questo passo mostra come la persecuzione mirasse a cancellare i segni identitari della religione giudaica (2 Maccabees, pp. 299-300).
Un altro episodio riguarda un gruppo di Giudei bruciati vivi mentre osservavano il sabato. Il fatto che non si difendano indica l’importanza assoluta del riposo sabbatico.
Goldstein osserva che il racconto riflette una tensione reale tra fedeltà alla Legge e necessità di autodifesa, questione che verrà affrontata nei capitoli successivi (II Maccabees, pp. 284-285).
🕊️ Interpretazione teologica delle persecuzioni (2 Mac 6,12-17)
«I castighi non vengono per la distruzione ma per la correzione del nostro popolo» (2Mac 6,12).
Questa sezione costituisce una riflessione teologica dell’autore. L’autore afferma che Dio permette la sofferenza del suo popolo come forma di disciplina, non di distruzione.
Secondo Collins, questa interpretazione rientra nella tradizione teologica deuteronomistica, secondo cui la punizione divina ha uno scopo educativo (Introduction to the Hebrew Bible, pp. 565-566).
L’autore contrappone Israele agli altri popoli: Dio punisce Israele subito, mentre lascia che le nazioni accumulino i peccati prima del giudizio finale.
Lester L. Grabbe osserva che questo concetto riflette una teologia della correzione paterna, molto diffusa nel giudaismo del periodo del Secondo Tempio (A History of the Jews and Judaism in the Second Temple Period, vol. 2, pp. 276-277).
✝️ Il martirio di Eleàzaro (2 Mac 6,18-31)
«Preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio» (2Mac 6,19).
Eleàzaro è presentato come uno scriba anziano e rispettato. Il re lo costringe a mangiare carne suina, proibita dalla Legge (Levitico 11,7).
Alcuni amici gli propongono una soluzione: fingere di mangiarla. Eleàzaro rifiuta.
Secondo David A. deSilva, il problema non è solo personale ma educativo: la sua finzione potrebbe scandalizzare i giovani ( Introducing the Apocrypha, Grand Rapids, pp. 255-256).
Eleàzaro afferma infatti:
«Non è degno della nostra età fingere…» (6,24). Il suo martirio diventa quindi testimonianza pubblica.
Secondo Schwartz, questo racconto rappresenta una delle prime formulazioni della teologia del martirio nel giudaismo (2 Maccabees, pp. 304-305).
Il versetto finale sottolinea la funzione esemplare della sua morte:
«Lasciando ai giovani nobile esempio» (6,31).
Secondo Goldstein, il racconto anticipa il tema centrale del capitolo successivo, dedicato ai martiri maccabei (II Maccabees, pp. 287-288).
📚 Bibliografia essenziale
Collins, John J. Between Athens and Jerusalem: Jewish Identity in the Hellenistic Diaspora. Grand Rapids, Eerdmans, 2000.
Collins, John J. Introduction to the Hebrew Bible. 2ª ed. Minneapolis, Fortress Press, 2014.
Goldstein, Jonathan A., II Maccabees. Anchor Bible 41A. New York, Doubleday, 1983.
Grabbe, Lester L. A History of the Jews and Judaism in the Second Temple Period, Vol. 2: The Coming of the Greeks. London: T&T Clark, 2008.
Schwartz, Daniel R., 2 Maccabees. Commentaries on Early Jewish Literature. Berlin–New York, De Gruyter, 2008.
deSilva, David A., Introducing the Apocrypha: Message, Context, and Significance, Grand Rapids, Baker Academic, 2002.











