Perché si ha paura di essere nudi?

3 Ottobre 2024

Rispose: «Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto».

Genesi 3,10

Perché Adamo ebbe paura? Cosa significa essere nudi? Significa la consapevolezza di essere creature davanti a Dio, bisognose di affidarsi a lui – e solo a lui – per poter vivere un’esistenza degna di questo nome.

L’angoscia che cova sotto le ceneri

Ma ciò è possibile solo quando non si fugge dall’angoscia, quando essa affiora, ma la si lascia parlare. Ci accorgeremo subito di quante mascherestratagemmi usiamo ogni giorno per non sentirla; per illuderci di trovare in qualche angolo della nostra vita, qualcosa che possa essere strappato al logorio del tempo e alla fragilità della vita.

Insomma, finché l’angoscia cova sotto le ceneri, NOI dobbiamo essere Dio, illudendoci di dare all’effimero uno spessore e un sapore di eterno che esso non può e non potrà mai avere.

Quando il fiume pauroso e tenebroso scorre sotto l’apparente calma quotidiana, essere semplici creature, fragili e tremanti è una condizione insopportabile e non può essere tollerata, neppure un minuto. La nudità è scoprirsi improvvisamente tali.

E quando ciò accade, magari in seguito a qualcosa di tragico che è accaduto, affiora subito la paura. La paura di cadere in quel baratro che, fino a quel momento, si è accuratamente velato e coperto. Ci vorrà tempo e tanta pazienza per capire che non si tratta di un baratro, ma di uno spazio che può essere abitato e trasformato.

Prima di allora, occorre subito affidarsi a Dio, una buona volta. Ma a chi? Al Dio dispotico e faraonico che ha assunto i volti e le storie di quelle persone a cui incautamente ci siamo affidati? No, certamente.

Il vero volto di Dio oltre la cortina della paura

Occorre invocare, pregare, urlare che il Dio dell’amore e della pace riveli finalmente il suo volto e abbracci finalmente la nostra esistenza, donandole quella sicurezza che nessuno al mondo può darci.

Egli, infatti rifugge ogni schema, ogni morale, ogni idea, ogni dottrina, per rivelarsi semplicemente nella luce e nella pace in cui abita. La Genesi lo presenta come un signore tranquillo e che passeggia sereno nel giardino.

Ma quando accade veramente qualcosa di inaspettato o di tragico e non si decide di ascoltare e ascoltarsi senza censure, questa immagine di Dio ‘spaventa’ perché corrisponde alla fragilità e alla precarietà appena affiorate. Non ci sono sconti e non ci sono facili via d’uscita.

Una cosa sola è certa: quando l’angoscia affiora, perché ci scopriamo (finalmente) nudi, appare subito il Dio dell’amore e della pace che abita appena oltre il velo dell’angoscia … basta mettersi in contatto con lui, prima possibile!

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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