La lettera peh: פ

5 Maggio 2023

È la diciassettesima lettera dell’alfabeto ebraico. La peh si trova in due forme: all’inizio di parola, oppure in mezzo ad una parola, essa è scritat פ se, invece, si trova alla fine di una parola, la linea curva si distende e diventa ף.

Inoltre, pe’ è una delle sei lettere che hanno un suono diverso a seconda che si trovino all’inizio di parola, oppure alla fine di una consonante o di parola. Se si trova all’inizio – e la parola precedente termina con una consonante – allora il suono è e si scrive פּ. Il puntino interno si chiama daghesh.

Se si trova invece alla fine di una sillaba oppure è preceduta da vocale, allora il suono è e si scrive normalmente, senza daghesh: פ. Perciò i suoni che negli alfabeti non semitici sono distinti – f e p – in Ebraico sono rappresentati da una sola consonante.

La forma della lettera

Nel sistema pittografico delle consonanti che caratterizzava la cosiddetta lingua paleo-ebraica, assai simile al fenicio, la פ era descritta con una specie di bocca, che in ebraico, infatti, è scritta פֶּה (peh).

Anche la forma della lettera nell’ebraico detto “squadrato”, ossia quello usato oggi nelle bibbie ebraiche, assomiglia ad una specie di cavità orale con un dente o un’arcata dentale vista di fianco. Senza il dente – che è una specie di yod rovesciato – la consonante diventa una כ (kaf).

Valore numerico

Nella ghematria – per la quale ogni lettera rappresenta un numero – la peh rappresenta il numero 80. Ottanta rappresenta l’età che raggiungono gli uomini “robusti”, come recita il salmo:

Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo

(Salmo 89,10)

Attenzione però! Il numero 80 associato a peh fa parte di un sistema di numerazione non propriamente biblico, ma che deriva dalla letteratura post-biblica. Infatti, nel salmo citato sopra, il numero ottanta è espresso non da peh, ma dal nome שְׁמֹ֘ונִ֤ים (shemonim).

La lettera del ben parlare

Ad ogni modo, la lettera riguarda tutto ciò che può essere espresso, detto, proclamato. Tuttavia, se si osserva bene la prima forma della lettera (פ) sembra quasi una “bocca chiusa” rispetto alla forma che si incontra alla fine di una parola (ף) che invece sembra una “bocca aperta”.

Non solo, ma quest’ultima forma suggerisce anche una posizione eretta. Il libro dei proverbi (10,20) dice che chi frena le labbra – ossia sa tenere la bocca chiusa – è una persona prudente.

Quando Dio affida a Mosè l’incarico di andare a chiedere al faraone la libertà per gli ebrei, egli obietta dicendo di essere “pesante di bocca” (in Ebraico כְבַד־פֶּ֛ה kevad-peh Esodo 4,19), per dire che era impacciato nel parlare. Dio interpreta le parole di Mosè, come una mancanza di fiducia e replica:

מִ֣י שָׂ֣ם פֶּה֮ לָֽאָדָם֒ … אָנֹכִ֖י יְהוָֽה׃

chi ha posto una bocca (peh) per l’uomo? … Io sono YHWH (Esodo 4,11)

La virtù di parlare al momento giusto è data da Dio, dal seguire non ciò che dice la mente in subbuglio, ma il cuore dove regna la pace.

 

Articoli correlati

Una teologia troppo piccola per il dolore – Giobbe 25

Una teologia troppo piccola per il dolore – Giobbe 25

🗣️ Bildad parla ancora, ma ormai ha poco da dire «Bildad il Suchita prese a dire» (Giobbe 25,1) וַיַּעַן בִּלְדַּד הַשֻּׁחִי וַיֹּאמַר׃ Va-ya‘an Bildàd ha-Shuchì va-yomàr. Giobbe 25 si apre come molti altri discorsi del libro: un amico “risponde”. Ma questa volta la...

⚖️ Quando all’ingiustizia viene dato tempo – Giobbe 24

⚖️ Quando all’ingiustizia viene dato tempo – Giobbe 24

⏳⚖️ Perché Dio non fissa il giorno della giustizia? «Perché l’Onnipotente non si riserva i suoi tempie i suoi fedeli non vedono i suoi giorni?» (Giobbe 24,1) מַדּ֗וּעַ מִ֖שַּׁדַּי לֹא־נִצְפְּנ֣וּ עִתִּ֑ים וְ֜יֹֽדְעָ֗יו לֹא־חָ֥זוּ יָמָֽיו׃ Madùa‘ mi-Shaddày lo-nitzpenù...

L’invenzione della colpa: l’ultima accusa di Elifaz – Giobbe 22

L’invenzione della colpa: l’ultima accusa di Elifaz – Giobbe 22

⚖️ Dio ha forse bisogno della nostra giustizia? – (Gb 22,1-5) וַיַּעַן אֱלִיפַז הַתֵּמָנִי וַיֹּאמַר׃הַלְאֵל יִסְכָּן־גָּבֶרכִּי־יִסְכֹּן עָלֵימוֹ מַשְׂכִּיל׃הַחֵפֶץ לְשַׁדַּי כִּי תִצְדָּקוְאִם־בֶּצַע כִּי־תַתֵּם דְּרָכֶיךָ׃הֲמִיִּרְאָתְךָ יֹכִיחֶךָיָבוֹא עִמְּךָ...

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

il nome

CORSO DI EBRAICO ANTICO

Se vuoi verificare il significato originale della Bibbia, per capire meglio cosa accade nel mondo e uscire dall'ansia della precarietà, di una vita senza radici, il video corso di ebraico antico è ciò che fa per te!

CORSO BIBLICO

Pensi che la Bibbia sia un libro che parli solo del passato? Credi che la Bibbia non abbia nulla a che fare con la tua vita, oggi? Scopri il corso che ti farà cambiare idea e crollare tanti luoghi comuni

COME POSSO AIUTARTI?

Privacy Policy

error: Il contenuto è protetto