Simboli ed archetipi, linguaggio universale

    È difficile se non impossibile risalire al fatto storico dietro ai racconti della Bibbia, i simboli ci aiutano invece a capirla in profondità

    In molte parti della Bibbia – sia dell’Antico che del Nuovo Testamento – è molto difficile risalire all’evento storico che sta alla base del racconto.

    È possibile risalire al fatto storico?

    Anzi, più l’evento storico è importante per chi lo racconta, più è difficile risalire ad esso attraverso l’esegesi biblica. Perché?

    Indubbiamente l’archeologia, la storia e la sociologia, soprattutto in questi ultimi anni, rappresentano una risorsa preziosissima per esplorare i contenuti della Bibbia, per capire cosa effettivamente accadde.

    Nel mio blog ho dedicato diversi articoli a tal proposito. L’ho fatto e lo rifarò ancora, perché il radicamento storico della Bibbia è di fondamentale importanza.

    La vita concreta degli autori biblici

    Proprio però a motivo del profondo radicamento storico di molti e fondamentali brani della Bibbia, diventa paradossalmente difficile capire come – per esempio – si svolse l’uscita degli Ebrei dall’Egitto, oppure l’ingresso nella Terra Promessa.

    Il radicamento storico, infatti, non si riferisce solo al contesto storico in cui certi fatti si svolsero, ma anche all’esistenza concreta di chi li raccontò e li mise poi per iscritto.

    Quando parlo di esistenza mi riferisco alla persona considerata nella sua totalità. E se alcune componenti della persona umana sono strutturalmente legate allo spazio e al tempo, altre invece sono universali e sovra-temporali.

     Il contesto in cui gli autori vissero

    La lingua, la società, il contesto politico culturale e pure religioso a cui gli autori della Bibbia appartengono definitivamente al passato. Di tutto questo si occupano gli esegeti – ossia gli interpreti della Bibbia – che applicano i metodi della  cosiddetta “esegesi storica-critica“.

    Questi studiosi cercano di risalire al contesto storico (sociale, culturale, religioso) in cui visse un autore della Bibbia, per stabilire cosa volesse dire, cosa volesse comunicare in relazione a quel contesto.

    L’importanza di questi studi è fondamentale, perché senza di essi rischieremmo di leggere la Bibbia in modo superficiale e, soprattutto, trasferendo acriticamente i suoi contenuti alla vita presente.

    Strutture appartenenti al passato

    Alcuni forse saranno sorpresi di vedere che ho incluso anche la religione nei contesti che appartengono definitivamente al passato. La religione, intesa come un insieme di strutture, una sua gerarchia e organi di governo, è infatti legata al tempo e allo spazio.

    Non è pensabile, per esempio, trasferire tout court nella società attuale l’organizzazione della Chiesa del I secolo d.C. In tal senso, secondo me, sbaglierebbe chi pensasse che si debba tornare alle origini, riproponendo forme e modi di vivere appartenenti al Cristianesimo primitivo.

    Il livello profondo della lettura biblica

    C’è un livello più profondo della religione, di ogni religione, che appartiene invece alla struttura umana di tutti i tempi e di tutti i luoghi. E’ il livello della psiche, dell’anima

    E’ il punto più profondo e più vero a partire dal quale non solo è possibile capire meglio noi stessi, ma anche i testi della Bibbia, dall’Antico Testamento al Nuovo Testamento.

    In tal senso, potremmo dire, è vero anche per la Bibbia che essa è fatta della stessa sostanza dei sogni. Infatti, la Bibbia è nata dal linguaggio del sogno, dalle profondità umane degli autori biblici, dalla soluzione dei loro conflitti e delle loro paure; dalla fede che supera l’angoscia.

    Gli archetipi

    Ed è proprio a questo livello che essa mantiene intatto anche oggi il suo universale messaggio. Eccoci allora tornati al punto di partenza, alla domanda iniziale. 

    I racconti più famosi e celebrati della Bibbia devono la loro universale diffusione perché chi li tramandò riconobbe in essi qualcosa che apparteneva alle profondità di se stessi. 

    Questi elementi si chiamano ARCHETIPI. Questi “elementi dell’anima” – così potremmo chiamarli – conferiscono a molti brani della Bibbia una validità universale e sovra-temporale.

    Poiché essi sono dei vissuti che accomunano tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Questo è il livello da cui occorre partire per far sì che la Bibbia torni a parlare agli uomini e alle donne di oggi.

    Certamente, è importante risalire all’evento storico che sta alla base del racconto. Anzi, questo è il punto di partenza ideale.

    Punto di partenza

    Un punto di partenza che però è tanto più difficile da riconoscere, quanto più quel fatto storico fu importante per Israele o per i seguaci di Gesù.

    Ciò a causa della continua meditazione, rielaborazione interiore, attualizzazione e ripresa degli eventi centrali narrati nella Bibbia.

    A causa, soprattutto, del riconoscimento o della proiezione su quei fatti (e non altri) di vissuti interiori profondi (o archetipici) comuni a tutti gli uomini e donne di tutti i tempi e di ogni luogo. 

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