Giuseppe di Nazareth

12 Settembre 2023

Il nome di Giuseppe in ebraico è יוֹסֵף che si traslittera come “Yosef”. Il nome viene da una radice ebraica – יָסַף – il cui significato è “aggiungere, aumentare”.

Questo nome è legato a una storia importante narrata nel libro della Genesi, in cui il patriarca Giacobbe ha un figlio a Canaan e lo chiama Giuseppe. Quando Giacobbe spiega il motivo del nome, dice:

che YHWH aggiunga un altro figlio.

יֹסֵ֧ף יְהוָ֛ה לִ֖י בֵּ֥ן אַחֵֽר

Yosef YHWH li ben ‘acher

Genesi 30,24

Questo è un riferimento al fatto che Giacobbe aveva già undici figli da altre mogli e concubine, e Giuseppe era il dodicesimo, il quale, secondo la promessa divina, avrebbe “aggiunto” ancora più benedizioni alla sua famiglia.

Il significato profetico del nome Giuseppe si riflette anche nella vita del personaggio biblico. Giuseppe, nella Bibbia, diventa un potente esempio di crescita, successo e prosperità, sia nella sua vita personale che in quella di tutto il popolo di Israele.

Da schiavo in Egitto, diventa un potente governatore e salvatore della sua famiglia durante una carestia (Genesi 37-50). In questo senso, il nome “Yosef” si adatta perfettamente alla sua storia di aumento e prosperità.

La figura di Giuseppe

Giuseppe compare nei Vangeli di Matteo (1,18-25) e Luca (capp. 1-4 passim). Egli viene descritto come un uomo giusto, un falegname, che si trovava nella difficile situazione di essere lo sposo di Maria, la madre di Gesù, che era rimasta misteriosamente incinta.

Di lui i vangeli canonici – ossia Matteo e Luca – parlano molto poco e, dopo la nascita di Gesù, non sappiamo assolutamente più nulla.

Gli apocrifi

Per comprendere meglio la figura di Giuseppe, possiamo rivolgerci anche ai vangeli apocrifi, scritti religiosi non inclusi nel canone ufficiale della Bibbia, ma che forniscono ulteriori dettagli sulla vita di Giuseppe.

Un esempio di ciò è il Proto evangelo di Giacomo, un antico testo cristiano che offre una prospettiva più dettagliata sulla vita di Maria e Giuseppe prima della nascita di Gesù.

In questo apocrifo, Giuseppe ebbe una moglie prima di Maria, di nome Salome, dalla quale ebbe dei figli. Questi scritti apocrifi ci rivelano ulteriori dettagli sulla vita familiare di Giuseppe e suggeriscono che fosse un uomo già avanti con l’età quando sposò Maria.

La professione di Giuseppe

Non è egli il figlio del carpentiere?

οὐχ οὗτός ἐστιν ὁ τοῦ τέκτονος υἱός

Matteo 13,55

Il lavoro di carpentiere nell’antica Palestina era una professione rispettata ma non particolarmente remunerativa. Era un mestiere manuale che consisteva nella costruzione e riparazione di oggetti in legno, come mobili, utensili agricoli e strutture come case o recinzioni.

È plausibile che Gesù abbia imparato il mestiere di suo padre e lo abbia esercitato insieme a lui durante i suoi anni di giovinezza e prima dell’inizio del suo ministero.

Ciò che è noto è che Gesù era spesso chiamato “il figlio del carpentiere,” il che suggerisce che la prima comunità giudeo cristiana conoscesse la professione di suo padre, ovviamente in riferimento a Gesù.

Il sogno di Giuseppe

Nel momento in cui stava pensando a queste cose, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: ‘Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati’

Matteo 1,20-21

Questo sogno ha un significato non solo spirituale, ma anche psicologico e può essere analizzato da diverse prospettive:

Guida interiore: dal punto di vista psicologico, il sogno dell’angelo rappresenta una guida interiore per Giuseppe. L’angelo gli comunica un messaggio importante che lo aiuta a comprendere il significato e il proposito della gravidanza di Maria.

Questo tipo di sogno può essere visto come una manifestazione della psiche di Giuseppe, che cerca di elaborare la complessità della situazione e di trovare una soluzione.

L’archetipo dell’angelo: nella psicologia analitica di Carl Gustav Jung, gli angeli sono considerati archetipi, cioè immagini universali e simboliche presenti nell’inconscio collettivo dell’umanità.

Pur personalmente riconoscendo la loro realtà, gli angeli rappresentano comunque dei messaggeri divini o guide spirituali. Nel caso di Giuseppe, l’angelo è un simbolo dell’intervento divino nella sua vita e nella storia della salvezza.

Accettazione del destino: il messaggio dell’angelo nel sogno spinge Giuseppe ad accettare il destino e a compiere il suo ruolo nella storia divina.

Questo può essere interpretato come un processo di integrazione psicologica in cui Giuseppe accetta le circostanze straordinarie della nascita di Gesù e si impegna a svolgere il suo ruolo di padre putativo.

La morte di Giuseppe

Uno degli aspetti più intriganti della figura di Giuseppe è il mistero che circonda la sua morte. La Bibbia non fornisce alcun dettaglio sulla sua fine, e gli apocrifi sono altrettanto silenziosi in merito. Questo ha dato luogo a numerose speculazioni e teorie.

Alcuni studiosi suggeriscono che Giuseppe potrebbe essere morto durante la vita terrena di Gesù, poiché scompare dalla narrazione evangelica dopo l’episodio della presentazione di Gesù al Tempio.

Altri ipotizzano che potrebbe essere morto prima dell’inizio del ministero pubblico di Gesù o addirittura poco dopo il suo matrimonio con Maria.

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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