Alla scoperta delle lettere ebraiche: mem (מֵם)

12 Luglio 2021

La lettera si trova in due forme distinte: quando è all’inizio o nel mezzo di una parola è מ, quando è alla fine la forma è invece  ם. Gli Ebrei attribuiscono, come sempre, un significato preciso a queste due diverse forme: la mem aperta מ rappresenterebbe la dottrina conosciuta del Messia, mentre quella chiusa ם la dottrina segreta.

Chiaramente per loro il Messia (in Ebr. מָשִׁיחַ maschiach) è ancora atteso, mentre per i Cristiani è venuto più di duemila anni fa nella persona di Gesù Cristo.

La lettera mem può essere scritta in due modi: מֵים oppure מֵם. Nella prima forma, essa assomiglia molto alla parola מַיִם (mayim) ossia “acque”. Mem, dunque, rappresenta il, “grembo della vita”, ossia le acque dalle quali – secondo il racconto della creazione – emerse la terra e tutto ciò che si trova in essa.

Tale aspetto vitale e fecondo, lega questa lettera alla “madre” (in Ebr. אֵם em), nome che si ottiene aggiungendovi solo una alef.

Per la ghematria, il metodo rabbinico che attribuisce un valore numerico ad ogni lettera ebraica, mem rappresenta la decina 40. Si tratta di un numero assai significativo e simbolico nella Bibbia ebraica e anche quella cristiana. La pioggia del diluvio cadde sulla terra per 40 giorni e 40 notti. Gli ebrei peregrinarono nel deserto per 40 anni.

Mosè stette sul Monte Sinai per 40 giorni. Gesù digiunò per quaranta giorni. Cosa rappresenta in numero 40? È il tempo della prova, in cui avviene il cambiamento profondo di una persona o di un popolo, come nel caso degli Ebrei. È una cifra tonda, perciò non va presa alla lettera, ma appunto nel suo senso profondo.

Un nome particolarmente importante contiene tutt’è due le forme di mem: מִרְיָם (myriam). È il nome della Madre di Cristo e di altre importanti donne della Bibbia (la sorella di Aronne, per esempio Numeri 15,21). Il nome viene da מַר e יָם (mar yam) che significa “amaro mare”, in altre parole “mare di amarezza”.

Non si può certo negare che la madre di Cristo non abbia avvertito in sé un “mare di amarezza”, vedendo il suo figlio appeso ad una croce!

Photo by Jonatán Becerra on Unsplash

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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