- כּוֹרֶשׁ – Kōresh – Ciro → “il sole”, simbolo di luce e liberazione.
- יְהוּדָה – Yehûdāh – Giuda → “lodato [sia Dio]”.
«Il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, perché facesse proclamare … : Chiunque tra voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e salga a Gerusalemme!» (Esd 1,1–3).
Ciro, fondatore dell’Impero Persiano, autorizza il ritorno degli esuli giudei a Gerusalemme e ordina la ricostruzione del Tempio distrutto da Nabucodònosor. Viene anche restituito il tesoro sacro depredato dal Tempio.
Secondo Sara Japhet, questo episodio collega idealmente la fine delle Cronache con l’inizio di Esdra: l’editto rappresenta la continuità della storia della salvezza.
Blenkinsopp sottolinea come Ciro venga presentato come “strumento di Dio”, non come liberatore politico. È Dio stesso a “risvegliare lo spirito” del sovrano persiano.
🧱 2. La lista dei rimpatriati (Esd 2)
- שֵׁשְׁבַּצַּר – Sheshbaṣṣar → “gioia nel sole”, forse il primo governatore nominato da Ciro.
- זְרֻבָּבֶל – Zerubbāvel → “nato in Babilonia”, segno dell’esilio ma anche del nuovo inizio.
- יֵשׁוּעַ – Yēšûa‘ → “il Signore salva”, forma aramaica di Gesù.
«Questi sono gli abitanti della provincia che tornarono dall’esilio, coloro che Nabucodònosor aveva deportato a Babilonia e che tornarono a Gerusalemme e in Giuda, ciascuno nella propria città» (Esd 2,1).
Il capitolo elenca meticolosamente 42.360 rimpatriati, più 7.337 schiavi e 200 cantori.
L’elenco – apparentemente arido – è invece una dichiarazione identitaria: il popolo ritrova il proprio nome, la propria discendenza e la propria terra.
H. G. M. Williamson osserva che le liste genealogiche in Esdra non sono meri censimenti, ma “riti di memoria collettiva”, segni di appartenenza all’Alleanza.
Fensham aggiunge che l’insistenza sui cantori e sui leviti mostra la centralità del culto nella rinascita nazionale.
🕍 3. La ricostruzione dell’altare e la prima liturgia (Esd 3)
- יֵשׁוּעַ – Yēšûa‘ (Giosuè) → “il Signore salva”.
- זְרֻבָּבֶל – Zerubbāvel → “nato in Babilonia”.
«Costruirono l’altare del Dio d’Israele per offrirvi olocausti, come è scritto nella legge di Mosè» (Esd 3,2).
Il primo gesto degli esuli non è ricostruire le mura, ma erigere un altare: segno che la vita del popolo riprende dal culto.
Si celebra la festa delle Capanne e si gettano le fondamenta del Tempio, con canti e suoni di trombe.
«Molti anziani, che avevano visto il primo tempio, piangevano ad alta voce… altri gridavano di gioia» (Esd 3,12).
Japhet parla di “teologia del ritorno del culto”: il popolo ritrova se stesso nel sacrificio e nel canto.
Boda sottolinea che l’altare, posto prima del Tempio, è segno della presenza di Dio che precede le strutture.
⚔️ 4. Le opposizioni e l’interruzione dei lavori (Esd 4)
- רְחוּם – Reḥûm → “amico, compassionevole” (capo della provincia persiana di Samaria).
- שִׁמְשַׁי – Shimšay → “solare, brillante” (segretario persiano).
«I nemici di Giuda e di Beniamino… si recarono da Zorobabele e dai capi famiglia e dissero: “Vogliamo costruire con voi”» (Esd 4,1–2).
I Samaritani offrono di partecipare alla ricostruzione del Tempio, ma Zorobabele e Giosuè rifiutano, affermando che solo Israele può edificare la casa del suo Dio. Così, da parte samaritana, seguono pressioni, lettere al re di Persia e accuse di ribellione. Il risultato è che i lavori vengono sospesi fino al regno di Dario.
Blenkinsopp interpreta questo episodio come la nascita della separazione tra Samaritani e Giudei.
Williamson nota che il rifiuto, teologicamente motivato, prepara il conflitto che dominerà tutta la storia post-esilica.
Clines parla di “purificazione identitaria”: il popolo definisce i propri confini religiosi e culturali.
📢 5. L’intervento dei profeti Aggeo e Zaccaria (Esd 5)
- חַגַּי – Ḥaggay – Aggeo → “festivo, della festa”.
- זְכַרְיָה – Zekaryāh – Zaccaria → “il Signore ricorda”.
«Allora il profeta Aggeo e Zaccaria, figlio di Iddo, profetizzarono agli Ebrei… e Zorobabele e Giosuè si misero a ricostruire il tempio» (Esd 5,1–2).
L’opera riprende grazie alla parola profetica. Il governatore persiano Tattenai interroga i Giudei, chiedendo chi abbia autorizzato la costruzione. Essi rispondono ricordando l’editto di Ciro. Viene inviata una lettera a Dario per verificare l’autenticità del decreto.
Boda sottolinea che la Parola profetica non sostituisce l’autorità politica, ma la ispira.
Japhet aggiunge che il racconto mostra la collaborazione tra profeti e autorità civili come modello di leadership spirituale.
🕊️ 6. Il decreto di Dario e la dedicazione del Tempio (Esd 6)
- דָּרְיָוֶשׁ – Daryāwesh – Dario → “sostenitore del bene”.
«Il re Dario emanò un decreto: si cerchi negli archivi… e fu trovato un rotolo nel quale era scritto: Ciro aveva dato ordine di costruire il Tempio di Dio a Gerusalemme» (Esd 6,1–3).
Dario conferma l’autenticità del decreto di Ciro e ordina di sostenere economicamente i lavori, persino fornendo animali per i sacrifici. Nel sesto anno del suo regno, il Tempio viene completato.
«Gli Israeliti celebrarono con gioia la dedicazione di questa casa di Dio» (Esd 6,16).
Segue la celebrazione della Pasqua (vv. 19–22), segno che il popolo è finalmente purificato e ristabilito nel culto.
Williamson e Japhet vedono in questa scena la conclusione della prima fase del ritorno: la restaurazione cultuale precede quella politica.
Fensham osserva che il tono gioioso contrasta volutamente con la distruzione finale di 2Cr 36, mostrando il compimento della promessa.
🧩 Appendice I – Cronologia degli eventi fino alla ricostruzione del Tempio
La cronologia di Esdra–Neemia è complessa per via della disposizione non lineare dei capitoli e delle diverse epoche dei sovrani persiani.
| Evento | Sovrano persiano | Data approssimativa | Riferimento biblico | Note storiche |
|---|---|---|---|---|
| Editto di Ciro – Ritorno degli esuli e inizio lavori del Tempio | Ciro II | 538 a.C. | Esd 1–3 | Primo gruppo guidato da Sheshbazzar e poi Zorobabele. |
| Interruzione dei lavori per opposizione dei Samaritani | Cambise | 530–522 a.C. | Esd 4,1–5 | Lettere contro la ricostruzione. |
| Ripresa dei lavori con Aggeo e Zaccaria | Dario I | 520 a.C. | Esd 5–6; Ag 1–2; Zc 1–8 | Il decreto di Ciro viene confermato. |
| Completamento e dedicazione del Tempio | Dario I | 515 a.C. | Esd 6,15–22 | Inaugurazione del Secondo Tempio. |
📜 Appendice II – I Re di Persia (relativi ai cc. 1-6)
| Re | Regno (a.C.) | Note |
|---|---|---|
| Ciro II il Grande | 559–530 | Editto di liberazione (538 a.C.) |
| Cambise II | 530–522 | Conquista d’Egitto; interruzione dei lavori a Gerusalemme |
| Dario I | 522–486 | Conferma del decreto di Ciro; completamento del Tempio |
| Serse I (Assuero) | 486–465 | |
| Artaserse I Longimano | 465–424 | |
| Dario II | 423–404 | |
| Artaserse II Mnemon | 404–359 |
🏛️ Governatori della provincia di Samaria (Yehud e Samaria)
| Governatore | Periodo | Fonte |
|---|---|---|
| Sheshbazzar | ca. 538 a.C. | Esd 1,8; 5,14–16 |
| Zorobabele | ca. 520–515 a.C. | Esd 3–5; Ag 1–2 |
| Tattenai (governatore persiano) | ca. 520 a.C. | Esd 5–6 |
| Neemia (governatore di Gerusalemme) | 445–433 a.C. | Ne 5,14; 12,26 |
| Sanballat (governatore di Samaria) | ca. 440–410 a.C. | Ne 2–6; papiri di Elefantina |











