Matusalemme è un personaggio biblico menzionato in Genesi 5. Egli è noto per essere stato il figlio di Enoch e il nonno di Noè, il famoso costruttore dell’Arca durante il Diluvio Universale.
Tuttavia, la caratteristica più sorprendente di Matusalemme è la sua longevità straordinaria. Matusalemme visse per ben 969 anni ed è il personaggio più longevo della Bibbia.
Il significato simbolico del nome Matusalemme
Il nome “Matusalemme” – in Ebr. מְתוּשֶׁ֔לַח (metushelach) – è diventato un termine comune per riferirsi a qualcosa o qualcuno estremamente vecchio o longevo.
Tuttavia, il nome stesso ha un significato interessante nella lingua ebraica. Il nome Matusalemme è composto da due radici verbali ebraiche: mwt (מוּת) che significa “essere morto” e shlch (שָׁלַח) che significa “inviare”.
Questo accostamento verbale ha dato vita poi ad una lunga speculazione – che proseguirà negli apocrifi – della sua vita come missione in previsione della morte che il diluvio rappresenterà.
Il tema mitico della longevità della vita
La longevità di Matusalemme e di altri personaggi biblici come Noè e Adamo è un tema mitico ben presente nella Bibbia e anche in altre tradizioni religiose dell’Oriente Antico
Matusalemme è spesso visto come un simbolo di continuità e connessione tra l’antico mondo pre-diluviano e il nuovo mondo post-diluviano.
La sua vita incredibilmente lunga sembra essere stata un segno divino e un atto di grazia, permettendo a lui e ai suoi discendenti di svolgere un ruolo cruciale nella sopravvivenza dell’umanità dopo il Diluvio.
La longevità dei patriarchi biblici come Matusalemme può essere interpretata anche in un senso più profondo.
Essa potrebbe rappresentare la connessione tra l’umanità e la divinità stessa. La durata straordinaria della vita di Matusalemme potrebbe simboleggiare la possibilità di una relazione più profonda e duratura tra l’uomo e Dio, quale segno e garanzia di un’esistenza prospera e felice.
La famiglia di Matusalemme
Matusalemme è il figlio di Enoch e il padre di Lamech. Lamech, a sua volta, è il padre di Noè. Questa genealogia è particolarmente significativa perché collega Matusalemme direttamente alla storia dell’Arca di Noè e al Diluvio Universale.
Noè, sotto la guida di Dio, costruì l’Arca per sopravvivere al Diluvio insieme alla sua famiglia e a coppie di animali di ogni specie.
La connessione tra Matusalemme e Noè suggerisce che Matusalemme fosse ancora vivo al momento del Diluvio, ma morì poco prima dell’inizio della catastrofe. Questa congettura è supportata dalla Bibbia, che afferma che Matusalemme visse per 969 anni e morì poco prima dell’inizio del Diluvio.
La figura di Matusalemme nei libri di Enoch
Gli apocrifi di Enoch, d’altra parte, offrono ulteriori dettagli sulla vita e il ruolo di Matusalemme.
In queste opere, Matusalemme è ritratto come un saggio e maestro.
Gli apocrifi di Enoch presentano una narrazione più elaborata sulla relazione tra Matusalemme e suo nonno Enoch, che è noto per essere stato trasportato direttamente in cielo senza sperimentare la morte fisica (2 Re 2).
Inoltre, gli apocrifi di Enoch contengono informazioni dettagliate sugli insegnamenti morali e spirituali che Matusalemme ha trasmesso al suo popolo, spronando all’esercizio della giustizia e a alla rettitudine di vita. Questi insegnamenti colpirono in modo particolare Noè, elogiato nella Bibbia come un uomo giusto.