Personaggi principali
- Giuda Maccabeo (gr. Ἰούδας ὁ Μακκαβαῖος, Ioudas ho Makkabaios) 🛡️
Leader della rivolta anti-seleucide. - Eupòlemo (gr. Εὐπόλεμος, Eupólemos) 🕊️
Ambasciatore inviato a Roma (1Mac 8,17). - Giasone (gr. Ἰάσων, Iásōn) 🕊️
Secondo ambasciatore. - Demetrio (gr. Δημήτριος, Dēmḗtrios; nel contesto storico: Demetrio I Sotere) ⚔️
Roma: potenza, vittorie e “politica perfetta” (1 Mac 8,1–16)
«Giuda venne a conoscere la fama dei Romani: che essi erano molto potenti…» (1Mac 8,1)
«Essi hanno costituito un consiglio… trecentoventi consiglieri…» (1Mac 8,15)
«Affidano il comando… a uno di loro per un anno…» (1Mac 8,16)
Questi vv. 1–16 non sono ancora “trattato”, ma una presentazione programmatica: una sorta dilaus Romanorum, un “elogio dei Romani” che dipinge Roma come potenza invincibile, coerente, capace di dominare lontananze geografiche (Spagna, Media, Lidia…) e soprattutto dotata di un sistema politico efficace e senza invidia interna.
La ricerca moderna sottolinea che la descrizione è molto ideale, quasi “da manifesto”: Roma appare come potenza giusta con gli amici e terribile con i nemici. Proprio per questo, una parte della critica ha ipotizzato che l’intero capitolo 8 (o almeno alcune sue parti) possa essere una aggiunta/redazione successiva rispetto a un nucleo narrativo più antico. Coşkun riassume questa linea indicando come alcuni studiosi abbiano persino identificato tutto il capitolo a partire dalla laus Romanorum come possibile aggiunta, citando analisi letterarie che renderebbero coerente la sequenza narrativa anche senza 1Mac 8.
L’elogio presuppone un momento in cui Roma poteva ancora essere vista come “garanzia” contro i regni ellenistici. Questo clima è coerente con il fatto che 1Mac, almeno nel suo impianto, rifletta un tempo anteriore alla grande svolta del 63 a.C. (Pompeo a Gerusalemme), evento che avrebbe reso molto più difficile un elogio così ingenuo.
🧭 La missione diplomatica: perché Giuda guarda a Roma (1 Mac 8,17–21)
«Giuda pertanto scelse Eupòlemo… e Giasone… e li inviò a Roma a stringere amicizia e alleanza» (1Mac 8,17)
«…per liberarsi dal giogo…» (1Mac 8,18)
«Entrarono nel Senato…» (1Mac 8,19)
Il testo è esplicito: l’alleanza con Roma è cercata come leva geopolitica per indebolire la pressione dei “Greci” (cioè il potere seleucide e l’ordine ellenistico). La teologia qui passa attraverso la storia: la salvezza di Israele, in questo capitolo, arriva tramite una scelta diplomatica.
Coşkun colloca questa prima grande apertura diplomatica dopo eventi militari del 161 a.C. (nel quadro narrativo di 1Mac), e nota che — se ci fidiamo della cornice — siamo davanti alla prima grande formalizzazione dei rapporti con Roma.
📜 Il testo dell’alleanza: cosa promettono davvero le parti (1Mac 8,22–30)
«Questa è la copia della lettera… su tavolette di bronzo… documento di pace e alleanza…» (1Mac 8,22)
«Se verrà mossa guerra… la nazione dei Giudei combatterà…» (1Mac 8,24–25)
«Allo stesso modo, se capiterà prima una guerra alla nazione dei Giudei…» (1Mac 8,27)
«…aggiungere o togliere… di comune accordo… sarà vincolante» (1Mac 8,30)
Il dettaglio delle tavolette di bronzo serve a dare al testo un’aura di ufficialità e permanenza. Non è solo “archivio”: è un modo per dire a Gerusalemme (e ai lettori) che Giuda entra nella storia internazionale con un atto “scolpito”.
Coşkun cita un punto tecnico importante: la frase di 1Mac 8,29 («Secondo questi articoli…») potrebbe essere un raccordo redazionale; e discute anche 1Mac 8,30 come formula che “chiude” in modo molto diplomatico.
Il patto è soprattutto difensivo e comportamentale: aiuto reciproco in caso di guerra, divieto di sostenere i nemici, rispetto degli impegni. Il testo, però, non garantisce automaticamente un intervento militare romano immediato: il linguaggio (“come permetteranno le circostanze”) lascia margine e realismo.
⚠️ La “lettera” su Demetrio: minaccia politica e chiusura narrativa (1Mac 8,31–32)
«Perché aggravi il giogo sui Giudei…? … ti faremo guerra per mare e per terra» (1Mac 8,31–32)
Questi due versetti suonano come il sigillo finale: dopo l’alleanza, arriva la conseguenza più desiderata dal lettore — la pressione su Demetrio. Coşkun nota che 1Mac 8,31–32 non sembra parte del “foedus” in senso stretto, ma piuttosto un’aggiunta collegata a un decreto/lettera separata, utile a mostrare un’azione concreta a favore del nuovo alleato.
Sempre Coşkun riporta che alcuni studiosi vedono questi versetti come un raccordo di trama, mentre altri (tra cui, nella tradizione critica, Goldstein) difendono una sostanziale plausibilità, spiegando anche come certe comunicazioni potessero arrivare tardi o essere rielaborate. Nella discussione vengono citati riferimenti a Goldstein su pagine precise (ad es. pp. 368–369) proprio sul tema dell’autenticità/valore della lettera collegata.
📚 Bibliografia essenziale
- Altay Coşkun, «Friendship and Alliance’ between the Judaeans under Judas Maccabee and the Romans (1Macc 8: 17–32): A Response to Linda Zollschan’s Rome and Judaea», in Electrum. Studia z historii starozytnei (2018), pp. 85-125.
- Jonathan A. Goldstein, I Maccabees: A New Translation with Introduction and Commentary, Anchor Bible 41, Garden City (NY), Doubleday, 1976.
- Daniel R. Schwartz, 1 Maccabees: A New Translation with Introduction and Commentary, Yale University Press, 2022.











