🔠 Personaggi principali
- יֹאשִׁיָּהוּ (Yō’šiyyāhû) – “Il Signore sostiene” (Giosia)
- חִלְקִיָּהוּ (Ḥilqiyyāhû) – “Il Signore è la mia parte” (sommo sacerdote)
- שָׁפָן (Šāfān) – “Coniglio” (scriba, funzionario reale)
- חֻלְדָּה (Ḥuldāh) – “Donnola” (profetessa a Gerusalemme)
- יְהוָה (YHWH) – “Colui che è” (Dio d’Israele)
📖 1. Il ritrovamento del Libro della Legge (2 Re 22,1-10)
Durante i lavori di restauro del Tempio, il sommo sacerdote Chelkia trova un “Libro della Legge” (probabilmente una forma primitiva del Deuteronomio). Lo consegna allo scriba Safan, che lo legge davanti al re Giosia.
Versetto chiave:
«Il sacerdote Chelkia disse allo scriba Safan: Ho trovato nel tempio del Signore il libro della legge.» (2 Re 22,8)
📚 Il ritrovamento non è casuale: simboleggia la riscoperta dell’alleanza, sepolta dall’idolatria. Secondo gli studiosi, esso coinciderebbe con i capitoli 12-26 del libro del Deuteronomio.
😢 2. La reazione di Giosia e la consultazione della profetessa (2 Re 22,11-20)
Giosia, ascoltata la lettura del libro, si strappa le vesti in segno di lutto e invia una delegazione dalla profetessa Culda. Lei conferma il giudizio divino su Giuda a causa dell’idolatria, ma promette che Giosia morirà in pace, senza vedere la catastrofe.
Versetto chiave:
«Quando il re udì le parole del libro della legge, si stracciò le vesti.» (2 Re 22,11)
📚 La reazione di Giosia è tipica dei gesti di lutto e pentimento biblici (cf. Genesi 37,34; Gioele 2,13). La consultazione femminile (Culda) è significativa: Dio si serve di una profetessa per confermare la sua parola.
🏛️ 3. L’assemblea e il rinnovamento dell’alleanza (2 Re 23,1-3)
Giosia convoca a Gerusalemme tutto il popolo. Legge il libro della legge e rinnova l’alleanza con il Signore, impegnandosi a osservare i comandamenti con tutto il cuore e tutta l’anima.
Versetto chiave:
«Il re salì al tempio del Signore… e concluse l’alleanza davanti al Signore, impegnandosi a seguire il Signore.» (2 Re 23,2-3)
📚 La scena ricorda le assemblee di rinnovamento dell’alleanza (cf. Gs 24). È un momento fondativo: la Legge torna a essere al centro della vita di Giuda.
🔥 4. Le riforme religiose di Giosia (2 Re 23,4-20)
Il re avvia una vasta campagna di purificazione: distrugge altari idolatrici, elimina i culti astrali, abolisce le pratiche pagane, abbatte i luoghi di culto sincretisti, persino a Betel nel regno del Nord. (Vedi appendice 2).
Versetto chiave:
«Giosia eliminò anche i negromanti, gli indovini, i terafim, gli idoli e tutti gli abomini che si vedevano nel paese di Giuda.» (2 Re 23,24)
📚 La riforma è di dimensione nazionale e radicale, volta a instaurare un monoteismo esclusivo. Tuttavia, esso non diverrà una realtà se non dopo il ritorno dall’esilio babilonese, all’epoca del cronista – l’autore dei libri delle Cronache – intorno al V secolo a.C.
🕎 5. La celebrazione della Pasqua (2 Re 23,21-23)
Giosia ordina la celebrazione della Pasqua a Gerusalemme come prescritto nel “Libro dell’Alleanza”. La festa diventa occasione di ritorno alla memoria fondante dell’Esodo.
Versetto chiave:
«Non era stata celebrata una Pasqua come questa dal tempo dei giudici.» (2 Re 23,22)
📚 La Pasqua è rito identitario: collega liberazione, Legge e rinnovata fedeltà.
⚔️ 6. La morte di Giosia (2 Re 23,28-30)
Nonostante la sua fedeltà, Giosia muore a Meghiddo in battaglia contro il faraone Necao II (609 – 595). Il popolo lo seppellisce con onore a Gerusalemme.
Versetto chiave:
«I suoi servi lo portarono morto da Meghiddo, lo condussero a Gerusalemme e lo seppellirono nel suo sepolcro.» (2 Re 23,30)
📚 La tragica morte mostra la fragilità politica di Giuda, stretto tra le potenze regionali (Egitto e Assiria/Babilonia).
📎 Appendice 1 – La Pasqua restaurata da Giosia
La Pasqua, interrotta da secoli di sincretismo, viene ripristinata in modo “ortodosso” a Gerusalemme. Il testo sottolinea che non vi era stata una celebrazione simile dai tempi dei giudici. Questo conferma l’intenzione centralizzante della riforma: un unico culto, un unico luogo, un unico Dio.
📎 Appendice 2 – Idolatria e termini ebraici
Giosia elimina numerose pratiche idolatriche:
- קָדֵשׁ (qādēš) – “prostituti sacri” legati ai culti cananei; si trattava di una sorta di prostituzione maschile. Erano probabilmente uomini che svolgevano pratiche sessuali legate al culto, forse travestiti o effeminati, associati al culto di Ashera. Nei culti cananei e mesopotamici, la sessualità era spesso legata alla fertilità della terra e all’ordine cosmico. Nei templi di divinità come Astarte/Ishtar/Ashera, erano presenti figure maschili e femminili dedite a riti sessuali.
- כְּמָרִים (kĕmārîm) – “satiri/alture consacrate”, sacerdoti idolatrici. Nel contesto del Vicino Oriente Antico, queste figure potrebbero riflettere spiriti selvaggi legati alla natura incontaminata, al caos o ai culti idolatrici. In Isaia 13,21 e 34,14, i “satiri” rappresentano creature selvagge e demoniache: simboli dell’abbandono e della desolazione totale. Luoghi precedentemente abitati diventano dimora di questi esseri, sottolineando il giudizio divino.
- מַרְכְּבוֹת הַשֶּׁמֶשׁ (markĕḇōt haššemeš) – “carri del sole”, simboli del culto solare.
- אוֹבוֹת (ʾōḇōt) – “negromanti”, evocatori di spiriti. Rappresentavano una sorta di “mdium” che cercavano di stabilire un contatto con i defunti. Il giudaismo biblico li condanna perché negano la mediazione esclusiva di Dio nella rivelazione e la sovranità sul regno dei morti (Sheol).
- יִדְּעֹנִים (yiddĕʿōnîm) – Erano probabilmente indovini capaci di “interpretare” i messaggi degli spiriti evocati, oppure astrologi e praticanti di divinazione che dichiaravano di possedere una sapienza segreta.
- תְּרָפִים (tĕrāfîm) – “idoli domestici” usati in divinazione.
- גִּלּוּלִים (gillûlîm) – “idoli” (letteralmente: “cose di sterco”, termine dispregiativo).
- תּוֹעֵבוֹת (tōʿēḇōt) – “abomini”, pratiche cultuali detestate da YHWH.
📚 La religione di Giuda non era ancora un monoteismo rigoroso. Coesistevano culti a YHWH, divinità astrali, culti agrari e riti di fertilità. La loro fioritura è spiegabile a causa di questi fenomeni:
- Sincretismo culturale – influenza cananea, assira ed egizia.
- Funzione agricola – culti legati alla fertilità e al ciclo stagionale.
- Funzione politica – alleanze religiose con potenze straniere.
La riforma di Giosia rappresenta dunque un tentativo di esclusivismo monoteista in un contesto pluralista e radicato in pratiche pagane.











