👑 I protagonisti e i loro nomi ebraici
- Manasse – in ebraico מְנַשֶּׁה (Menashé), significa “colui che fa dimenticare” (dal verbo nashah, “dimenticare”).
- Ezechia – in ebraico חִזְקִיָּהוּ (Ḥizqiyyahu), significa “Il Signore è la mia forza”. È il padre di Manasse.
- Amon – in ebraico אָמוֹן (’Āmōn), probabilmente legato al nome della divinità egiziana Amon, ma può anche significare “artigiano, fedele”. È il figlio di Manasse e suo successore.
🕍 Il regno di Manasse (33,1-2)
«Manàsse aveva dodici anni quando divenne re e regnò cinquantacinque anni a Gerusalemme. Egli fece ciò che è male agli occhi del Signore, imitando le pratiche abominevoli delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti»
Manasse sale al trono giovanissimo e regna più a lungo di tutti i re di Giuda. Ma la lunga durata del suo regno non è segno di fedeltà, bensì di decadenza religiosa. Il Cronista mette subito in evidenza la sua colpa: aver imitato i popoli idolatri.
Gli esegeti (Sara Japhet, H.G.M. Williamson, Boda) sottolineano che questo versetto introduce uno dei punti centrali della teologia cronistica: l’infedeltà porta inevitabilmente alla rovina, ma anche il più malvagio può convertirsi.
🌌 Idolatria e “milizia del cielo” (33,3-7)
«Egli ricostruì le alture che suo padre Ezechia aveva demolito, eresse altari ai Baal, fece pali sacri, si prostrò davanti a tutta la milizia del cielo e la servì».
Manasse ricostruisce gli altari demoliti da Ezechia, introdusse di nuovo i culti di Baal e di Asherah. Inoltre, si prostra davanti alla “milizia del cielo” (tsava ha-shamayim), cioè l’insieme degli astri concepiti come potenze divine.
Versetto chiave (2Cr 33,7):
«Pose un’immagine scolpita dell’idolo che aveva fatto nel tempio di Dio».
Il peccato raggiunge il culmine: Manasse introduce una statua idolatrica nel Tempio stesso, il luogo dove Dio aveva promesso di porre il suo Nome (vedi appendice terza).
📢 Il rifiuto della parola profetica (33,10)
«Il Signore parlò a Manàsse e al suo popolo, ma essi non prestarono attenzione».
L’ostinazione è totale: né il re né il popolo ascoltano la voce di Dio. Il Cronista non nomina i profeti (come in Re, dove compaiono esplicitamente), ma evidenzia la dinamica: Dio parla, ma Israele rifiuta.
⛓️ La prigionia e la conversione di Manasse (33,11-13)
«Nella sua angoscia placò il volto del Signore, suo Dio, e si umiliò molto davanti al Dio dei suoi padri. Pregò il Signore, che si lasciò commuovere, esaudì la sua supplica e lo ricondusse a Gerusalemme, nel suo regno. Allora Manàsse riconobbe che il Signore è Dio».
Qui sta la novità del Cronista rispetto al libro dei Re: Manasse si pente. Deportato a Babilonia dagli Assiri, prega, si umilia e viene perdonato. Questo è un messaggio teologico fortissimo: non esiste peccato irreversibile, se c’è sincera conversione.
🏗️ Riforme religiose dopo la conversione (33,14-17)
«Allora tolse gli dèi stranieri e l’idolo dalla casa del Signore, abbatté tutti gli altari che aveva costruito sul monte del tempio e a Gerusalemme, e li gettò fuori dalla città. Restaurò l’altare del Signore e vi offrì sacrifici di comunione e di lode».
Manasse, convertito, cerca di rimediare: elimina gli idoli e restaura l’altare di Dio. Tuttavia, il popolo continua a offrire sacrifici sulle alture, sebbene solo al Signore. Questo mostra che le riforme non penetrano profondamente nel cuore del popolo.
⚰️ La fine di Manasse e il regno di Amon (33,18-25)
«Egli [Amon] fece ciò che è male agli occhi del Signore, come aveva fatto Manàsse, suo padre. Amon offrì sacrifici e servì tutti gli idoli che aveva fatto Manàsse, suo padre».
Dopo la conversione di Manasse, ci si aspetterebbe continuità. Invece, il figlio Amon ricade nell’idolatria. Il suo regno dura solo due anni: viene ucciso dai suoi stessi ministri.
Il Cronista sembra suggerire che la conversione personale di Manasse non ha avuto un effetto duraturo sul popolo e sulla dinastia.
📑 Appendice I – Sinossi comparata con Re
| Evento | 2Cr 33 | 2Re 21 | Note sul Cronista |
|---|---|---|---|
| Regno di Manasse | 33,1-2 | 21,1-2 | Uguale introduzione |
| Idolatria (altari, milizia del cielo) | 33,3-7 | 21,3-7 | Cronache aggiunge il dettaglio della statua “nel tempio” |
| Rifiuto della parola profetica | 33,10 | 21,10-15 | In Re compaiono i profeti, in Cronache resta generico |
| Deportazione e conversione | 33,11-13 | — | Solo Cronache riporta il pentimento e la prigionia |
| Riforme religiose | 33,14-17 | — | Solo Cronache: restaurazione del culto al Signore |
| Morte e sepoltura | 33,18-20 | 21,18 | Cronache insiste su altre fonti (“Preghiera di Manasse”) |
| Regno di Amon | 33,21-25 | 21,19-26 | Molto simile, ma Cronache più breve |
➡ Il Cronista attinge a Re ma introduce elementi teologici nuovi: conversione e riforme.
🌌 Appendice II – La “milizia del cielo”
- In ebraico: צְבָא הַשָּׁמַיִם (tsva ha-shamayim) significa “esercito/corte celeste”.
- Può riferirsi sia agli angeli (come in 1 Re 22,19: la visione di Micaiahu) sia agli astri divinizzati (Dt 4,19; Ger 8,2).
- Nel caso di Manasse, il contesto è chiaramente astrologico-idolatrico: adorazione del sole, della luna, delle stelle.
- Questa espressione diventa quindi simbolo dell’idolatria astrale diffusa sotto influenza assira e babilonese.
🗿 Appendice III – La “statua dell’idolo” (2 Cr 33,7)
- Il termine ebraico è סֶלֶם הַסָּמֶל (selem ha-samen), cioè “immagine scolpita dell’idolo”.
- Potrebbe riferirsi a:
- Una statua di Asherah (come suggerito dal parallelo in 2Re 21,7).
- Un idolo astrale, legato al culto della “milizia del cielo”.
- Collocarlo nel Tempio significava violare il principio cardine di Deuteronomio 12: Gerusalemme come unico santuario.
🙏 Appendice IV – La “Preghiera di Manasse”
- Al v. 18 si legge: «Le sue preghiere, come Dio si lasciò placare, tutte le sue colpe… sono scritte nelle memorie dei veggenti».
- Questo versetto è alla base della tradizione apocrifa della Preghiera di Manasse, un testo greco (1° sec. a.C. – 1° sec. d.C.), conservato in alcune versioni della Settanta e nella liturgia cristiana orientale.
Contenuto della Preghiera di Manasse:
- È una supplica penitenziale: Manasse confessa i peccati, riconosce la giustizia di Dio e implora misericordia.
- Ha forti paralleli con i Salmi penitenziali (Sal 51) e con Daniele 9.
- Per gli esegeti cristiani antichi (Origene, Agostino) fu un esempio luminoso di pentimento radicale.
📚 Bibliografia generale su Cronache
- Sara Japhet, I & II Chronicles: A Commentary (Old Testament Library), SCM Press – Westminster John Knox, 1993.
- H.G.M. Williamson, 1 and 2 Chronicles (New Century Bible Commentary), Eerdmans – Marshall Pickering, 1982.
- Mark J. Boda, 1–2 Chronicles (Cornerstone Biblical Commentary), Tyndale House, 2010.
- Gary N. Knoppers, 1 Chronicles 10–29: A New Translation with Introduction and Commentary (Anchor Yale Bible, vol. 12A), Yale University Press, 2004.
- Ehud Ben Zvi, History, Literature and Theology in the Book of Chronicles, Equinox, 2006.
🌌 Sull’idolatria e la “milizia del cielo”
- K. van der Toorn, Sin and Sanction in Israel and Mesopotamia: A Comparative Study, Brill, 1985.
- John Day, Yahweh and the Gods and Goddesses of Canaan, Sheffield Academic Press, 2000.
- Moshe Weinfeld, Deuteronomy and the Deuteronomic School, Eisenbrauns, 1992 (capitoli sul monoteismo e contro i culti astrali).
🗿 Sull’idolo nel Tempio
- William G. Dever, Did God Have a Wife? Archaeology and Folk Religion in Ancient Israel, Eerdmans, 2005 (importante per comprendere il culto di Asherah).
- Judith M. Hadley, The Cult of Asherah in Ancient Israel and Judah: Evidence for a Hebrew Goddess, Cambridge University Press, 2000.
🙏 Sulla “Preghiera di Manasse”
- James H. Charlesworth (ed.), The Old Testament Pseudepigrapha, vol. 2, Doubleday, 1985 (contiene testo e commento alla Preghiera di Manasse).
- M. de Jonge (ed.), Outside the Old Testament, Cambridge University Press, 1985 (introduzione e traduzione dei testi apocrifi, tra cui la preghiera).
- Albert Pietersma – Benjamin G. Wright (eds.), A New English Translation of the Septuagint (NETS), Oxford University Press, 2007 (contiene la traduzione greca).











