Quando essere fragili significa essere davvero umani

29 Settembre 2021

Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?

Genesi 3,11

All’improvviso l’uomo si scopre fragile, tremante e tremendamente bisognoso di tutto e di tutti. Una condizione, questa, dovuta non tanto alla trasgressione di un comando.

Quando si decide di essere dio

Per meglio dire, la trasgressione consiste nella trasformazione e reclamata assoluta autonomia dell’uomo di fronte a Dio. Non un atto, non una decisione presa una volta per tutte. Si tratta, invece, di un percorso esistenziale di progressiva auto-esaltazione, auto-promozione. Un percorso in cui si nasce uomini e si diventa dèi.

Ma quando questa mortifera illusione finisce, quando accade qualcosa di inaspettato, di inatteso, allora salta tutto. Saltano le difese e i baluardi eretti contro l’angoscia, il sinistro motore interno che spinge ad una continua alienazione e superamento di sé. Ci si scopre allora fragili e tremanti, come un bambino. 

Chi ti ha fatto sapere … ? Hai forse mangiato … ? Hai forse tirato troppo le corde del tuo essere semplicemente un uomo? Hai forse stiracchiato tutto te stesso per cercare dentro di te ciò che ti faceva essere Dio? È vero. Noi siamo creati a sua immagine e somiglianza, siamo capaci di cose straordinarie, ma non siamo Dio.

Siamo e restiamo esseri umani

Siamo partecipi delle sue stesse prerogative, ma restiamo pur sempre umani. Il percorso della vita non conduce alla divinizzazione, ma ad una sempre più grande fragilità, ad una sempre maggiore fatica dell’esistere, finché – un giorno – chiuderemo per sempre gli occhi su questo mondo, per aprirli in un altro.

Per non pensare a tutto questo, occorre mettere in scena una vera e propria parodia; un percorso alternativo, parallelo, rispetto all’angoscia di essere poveri diavoli. Una parodia che si alimenta continuamente delle fatue promesse di coloro che illudono e deludono.

Finché, prima o poi, questi stessi agenti dell’angoscia ci abbandonano e ci accusano di essere dei falliti, dei buoni a nulla. Ci voltano le spalle, lasciandoci soli e semplicemente uomini. Quando ciò accade, le strade sono solo due.

Quanto tutto crolla …

UNO. Si indossa di nuovo la maschera, segno di riconoscimento tra angosciati. Allora tutto torna come prima, si rientra nell’allegra comare e si conduce – almeno in apparenza – la vita di sempre. Il problema grosso è che, prima, non si era conosciuta l’angoscia che scaturisce dal credersi onnipotenti … 

DUE. Abbandonarsi finalmente e senza riserve a Dio da cui abbiamo voluto staccarci, in nome di un copione trasgressivo da svolgere oppure in nome di una morale assurda da osservare; in nome di un potere da adorare, di un pugno di dollari da afferrare.

A Dio non importa cosa abbiamo fatto. Lui è il fondamento del nostro diritto di esistere, così come siamo, senza alcun cambiamento … purché però si diventi finalmente consapevoli di chi veramente siamo!

Photo by AllGo – An App For Plus Size People on Unsplash

Simone Venturini

Simone Venturini

Biblista

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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