Perché la preghiera spesso un funziona?

2 Luglio 2024

«In verità io vi dico: se uno dice a questo monte: «Sii sollevato e sii gettato nel mare», e se non dubita suo cuore, ma crede che quanto dice avverrà, gli sarà fatto»

Marco 11,23

ἀμὴν λέγω ὑμῖν ὅτι ὃς ἂν εἴπῃ τῷ ὄρει τούτῳ Ἄρθητι καὶ βλήθητι εἰς τὴν θάλασσαν καὶ μὴ διακριθῇ ἐν τῇ καρδίᾳ αὐτοῦ ἀλλ᾽ πιστεύσῃ ὅτι ὃ λέγει γίνεται, ἔσται αὐτῷ.

Analisi del testo greco

Le parole chiave del testo greco che meritano particolare attenzione sono:

  1. Ἄρθητι (Árthēti) – “sii sollevato” o “sii rimosso”. Questo verbo è un imperativo aoristo passivo del verbo αἴρω (airo) e indica un comando diretto e una trasformazione completa dell’oggetto (il monte). Il passivo indica che lo spostamento non è fatto solo dal soggetto che lo vuole, ma in collaborazione con Dio. Infatti, in Greco biblico, il passivo indica il soggetto divino senza nominarlo (sii rimosso da [Dio]).
  2. βλήθητι (blḗthēti) – “sii gettato”. Anche questo è un imperativo aoristo passivo – dal evrbo greco βάλλω (ballo) – e sottolinea l’azione decisa di trasferimento del monte. Essendo anche questo verbo nella forma passiva, vi si applica ciò che è stato detto sopra.
  3. μὴ διακριθῇ (mḗ diakrithḗ) – “non dubitare”. È un aoristo congiuntivo passivo – dal verbo διακρίνω (diakrino) che esprime l’assenza di incertezza interna. Il verbo indica un giudizio e un pensiero “altalenante”, che va avanti e indieto, senza certezza e senza costanza.
  4. πιστεύσῃ (pisteúsēi) – “credere”. Questo è il punto cruciale: la fede che ciò che si proclama avverrà. L’uso del verbo al congiuntivo – dal verbo πιστεύω – indica una possibilità condizionale, sottolineando la necessità di una fede attiva.

Materializzare i nostri desideri

Questo versetto indica in cosa consista la vera meditazione e la vera preghiera. Non si tratta di una richiesta di una cosa che manca, la convinzione profonda e senza oscillazioni o dubbi o andirivieni interiori che la cosa che si chiede SIA GIÀ presente.

D’altra parte l’espressione “nel suo cuore” – ἐν τῇ καρδίᾳ – indica che a ciò che si vuole dev’essere abbinata una forte emozione, una emozione che viene dal cuore, quella appunto che ciò che si chiede in realtà c’è già, basta solo connettersi a quella presenza e con i nostri occhi sperimenteremo la gioia di vedere davanti a noi, giorno dopo giorno, la materializzazione del nostro desiderio.

Ovviamente, in questo tipo di meditazione (preghiera) non siamo gli unici attori. Infatti, i verbo all’aoristo passivo “sii sollevato” e “sii gettato”, indicano chiaramente che l’agente vero di tutto questo processo di ottenimento del nostro massimo desiderio è Dio che organizza tutto “nel modo giusto e perfetto per noi”.

Se chiedi ciò che ti manca, avrai solo mancanza

Questo versetto del vangelo di Marco racchiude un segreto, per ottenere ciò che vogliamo. Spesso, infatti, noi chiediamo a Dio a partire da uno stato d’animo di mancanza: Ti prego donami la salute (perché implicitamente non l’abbiamo). Così, la nostra emozione – in genere tristezza e amarezza – sarà legata a ciò che ci manca e così ci legheremo ancor più ad una condizione di mancanza, della salute in questo caso.

Pregare e supplicare piangendo perché non abbiamo qualcosa, ci inchioda in una situazione di mancanza. Mentre invece mettersi in ascolto profondo di noi stessi, connettersi con la nostra anima, laddove vive Dio – l’Eterno – significa avere GIÀ quello che chiediamo, sperimentare già l’emozione legata all’ottenimento del desiderio tanto agognato.

Non parole quindi e, anche se si usano – magari recitando un Padre Nostro – occorre mettersi prima in questo stato emozionale elevato, legato alla visualizzazione dell’oggetto – del “pane” – che chiediamo. Prima o poi, i tempi non li decidiamo noi, apparirà davanti ai nostri occhi quello che da tempo chiedevamo. È la gratitudine sarà immensa!

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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