La vicenda di Onan: la Bibbia condanna l’autoerotismo?

4 Ottobre 2023

Allora Giuda disse a Onan: «Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello». Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello.

Genesi 38,8-9

Contesto storico

Per comprendere appieno il significato di questo passo, è necessario esaminare il contesto storico e culturale in cui si trova.

Nel mondo biblico, la legge del levirato era una pratica comune (cfr. Dt 25,5-10). Questa legge stabiliva che se un uomo moriva senza lasciare un erede maschio, il suo fratello doveva sposare la vedova e generare un erede per suo fratello deceduto, in modo da garantire la continuità della famiglia e l’eredità dei beni.

L’atto di Onan

Quando Onan si rifiutò di generare un erede per suo fratello, compiendo il dovere di cognato, commise un atto che oggi potremmo interpretare come una forma di contraccezione o “coito interrotto.”

Tuttavia, il testo biblico non condanna esplicitamente l’autoerotismo detto appunto anche “onanismo“. La sua azione era vista come un atto di disobbedienza alla legge del levirato e alla volontà di Dio, piuttosto che come un atto di autoerotismo o masturbazione.

L’interpretazione contemporanea

Alcuni sostengono che questo passo non tratta direttamente della masturbazione, ma piuttosto della disobbedienza di Onan a un precetto specifico. Di conseguenza, non dovrebbe essere usato per condannare la masturbazione in generale.

Altri interpreti ritengono che il passo possa essere applicato in modo più generico per sottolineare l’importanza della responsabilità sessuale e della procreazione all’interno del matrimonio.

Tuttavia, è importante notare che la Bibbia non menziona esplicitamente la masturbazione, e molte questioni etiche relative al sesso non sono trattate in dettaglio nei testi biblici. È sempre il contesto storico a dettare le regole di una possibile (e delicata) applicazione di un testo biblico a una situazione umana o sociale.

Onan e il senso di colpa

Il nome ebraico “Onan” (אוֹנָן) potrebbe essere collegato alla parola ebraica “awan” (עָוֶן), che significa “iniquità” o “colpa.” Di qui l’ingiusto e infondato senso di colpa che generazioni di uomini più o meno giovani hanno provato dopo aver praticato l’autoerotismo.

Come sempre, non è l’atto sessuale del singolo ad essere condannato, perché la sessualità è una realtà complessa e per certi versi anche molto fluida nelle sue fasi e tendenze,

È l’esagerazione, l’elevare una pratica ad uno status tale da avvitare un’intera esistenza per soddisfare un mero istinto sessuale: qui forse c’è qualcosa che non va.

Simone Venturini

Simone Venturini

Simone Venturini, nato a Fano, Biblista e Professore di Ebraico e Studi biblici è da sempre in prima linea nel settore della divulgazione e della formazione. Vive a Roma insieme alla sua famiglia ed ha ricoperto ruoli importanti nelle più prestigiose università e istituzioni pontificie di Roma. La sua mission è quella di dare alla gente gli strumenti indispensabili per approfondire la Bibbia e capire il senso della vita e della storia.

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