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La scienza dice che la terra è tonda

La Bibbia, dicendo che la terra è piatta, smentisce la scienza?

Il primo capitolo della Genesi – il racconto della creazione – descrivono inequivocabilmente una terra piatta, immaginata come una distesa di acque al cui centro emerge la terraferma come un isolotto (Gen 1,1-4).

Perché gli ebrei credevano che la terra fosse piatta?

Tale visione era determinata dalla semplicità del punto di vista degli autori biblici, che si limitavano a guardare l’orizzonte.

La nota separazione di Israele dalle “genti”, impedì agli ebrei di evolvere nella direzione già intrapresa da tempo – almeno dal VI sec. a.C. – dalla cultura greca, che cioè la terra fosse sferica. E ciò almeno dal filosofo Pitagora.

Tentativi medievali di conciliazione

L’autorità assoluta della Bibbia, anche in campo scientifico, impedì fino al Rinascimento di accettare fino in fondo tale evidenza, come già il fatto che fosse la terra a girare intorno al sole e non il contrario.

Nel Medioevo, teologi e filosofi cercarono perfino di conciliare le due visioni del mondo – terra piatta/terra sferica – dicendo che, nella vita di tutti i giorni, era logico pensare che la terra fosse piatta, mentre astronomicamente la terra era inconfutabilmente sferica.

Ancor oggi, esiste chi ritiene la terra essere piatta e si sono dati anche un nome i terrapiattisti. Costoro portano prove che, a parer loro, dimostrerebbero in modo incontrovertibile che la terra sia piatta.

Qual è allora la verità che il testo biblico nasconde? Scientifica? In un certo senso sì, ma non sul piano geologico, bensì psicologico.

La “scientificità” della Bibbia

Le acque, nella Bibbia, simboleggiano il male e l’angoscia. La terraferma sarebbe invece la base sicura su cui è possibile vivere. La separazione tra i due ambiti, rende possibile un’esistenza precaria, perché sempre in balia delle acque del male.

È l’eterna lotta tra l’uomo e le sue paure, che cercano di dominarlo e di guidare gli affari della sua esistenza.

A parte, però, queste considerazioni sulle quali mi sono soffermato a lungo nel mio ultimo libro, è importante considerare che ciò che conta non è la verità scientifica, ma il punto di vista della persona che osserva il mondo in cui vive.

Dipende tutto dal punto di vista

Per gli ebrei era vero che la terra fosse piatta, mentre per noi oggi è vero che invece non lo è. La scienza ci ha detto come stanno le cose. Ma la verità non coincide (solo) con la verifica scientifica.

Il punto di vista determina l’angolatura dalla quale noi percepiamo il mondo e la vita. Chi, ancor oggi, considera la terra piatta dovrebbe essere una persona un po’ angosciata, perché crede che la sua esistenza è sempre in bilico sul baratro.

Il punto di vista di chi considera che la terra sia sferica, con tutto ciò che le leggi della fisica ci hanno detto, se ne sta al sicuro, sapendo di non stare per cadere nel vuoto.

Allargare i confini della propria coscienza

Insomma, Dio ha fatto la terra in modo tale da vivere al sicuro. Di fatto, però, la gente oggi è spesso in preda all’angoscia, perché?

Perché è vero che nell’esperienza quotidiana, quella concreta, quella spicciola, la terra è piatta. E se i confini della nostra esperienza sono troppo stretti e delimitano uno spazio assai circoscritto, è facile sentirsi davvero e subito in bilico, sull’orlo del precipizio.

Sta a noi allargare la nostra esperienza interiore, i confini della nostra spiritualità, per crearsi uno spazio circostante che non finisce, un po’ come quello di una sfera!

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