Un libro scritto nelle notti insonni coi figli piccoli

    Un libro che pensavo mi schiudesse le porte dell’università …

    Sono molto affezionato a questo libro – edito da Città Nuova nel 2008 –  perché lo scrissi quando mio figlio Raffaele aveva neppure due anni.

    Ricordo che, la mattina alle cinque e trenta, quando si svegliava, lo mettevo nell’ovetto di fianco a me, mentre ero assorto a scrivere il testo del libro sul mio computer.

    Allora ero convinto che il mio destino fosse quello di diventare professore universitario e scrivevo proprio con quell’intenzione. Fu Piero Coda che volle ospitarlo nella collana “Contributi di Teologia” di Città Nuova.

    Gli inganni di un editore senza scrupoli

    Pensate che all’inizio questa casa editrice “cattolica” mi chiese un contributo di 4000 euro per pubblicare il libro! La cifra fu poi ridotta a 1400 euro, ma comunque sempre una somma esagerata! 

    Tra l’altro,  sottoscrissi un contratto che non prevedeva alcun pagamento di royalties, per la prima edizione. Capirete bene che il libro, anche se ebbe un discreto successo, mai vide la seconda edizione! (Per acquistarlo clicca qui).

    Il tema del bambino interiore

    A parte queste curiosità, il libro spiegava i primi quattro capitoli del vangelo di Matteo a partire dai simboli e metafore contenute nei racconti.

    Ricordo che, prima di scriverlo, lessi per almeno tre anni i libri del grande filosofo francese Paul Ricoeur, libri che mi hanno aiutato tantissimo ad aprire la mente e il cuore a nuove dimensioni della Bibbia che, prima, non conoscevo.

    Il tema di fondo del libro è quello del “bambino interiore”, ossia la condizione esistenziale di cui parla anche Gesù, necessaria per entrare nel “regno dei cieli”.

    Breve sinossi

    Ecco una breve sinossi: Nello studio del Vangelo il metodo storico-critico è uno strumento imprescindibile, ma per comprenderlo meglio occorre anche una lettura ermeneutica che ne evidenzi il messaggio.

    Il Vangelo di Matteo (1,18-4,17) è spiegato alla luce di metafore, simboli e immagini, che permettono al testo di presentarsi come progetto di vita anche per l’uomo di oggi.

    Nel testo ricorre frequente l’immagine del bambino, in termini simbolici:  l’invito a ritornare alla dimensione dell’infanzia, ossia dell’innocenza, purezza e fede infinita in Dio che permette l’accesso al Regno dei Cieli. (Dal sito di Città Nuova).

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