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La simbologia del sole

La simbologia che parla di Dio e di noi

Le grandi religioni del mondo attestato che la suprema divinità del cielo si trasforma spesso in un dio della fecondità e della pioggia, oppure in una divinità solare.

Le divinità solari

Ciò accade in Africa, in India, in Australia, ma è in Egitto dove questo fenomeno è particolarmente in evidenza. Fin dall’epoca più antica, il dio sole assorbì diverse divinità, producendo per esempio la divinità solare di Amon Ra.

Così ovviamente anche in Mesopotamia, dove la divinità Shamash era raffigurata dal disco solare, significando la giustizia e alla preveggenza divina.

Il sole nella Bibbia

Nella Bibbia, il rigido monoteismo aristocratico e sacerdotale del re Giosia prima (fine VII sec. a.C.) e della classe giudaica rientrata dall’esilio babilonese poi, (seconda metà VI sec. a.C.) impose una profonda rilettura di questo uniforme panorama simbolico universale.

Nel racconto della creazione (Gen 1), infatti, il sole è semplicemente uno dei grandi luminari, che governano il giorno, come la luna governava invece la notte.

La simbologia del sole è importante a due livelli: indicava il perpetuarsi della vita, nei suoi cicli vitali di morte (tramonto-notte) e rinascita (aurora-giorno).

Il ciclo di morte e rinascita

Questo ciclo di morte e rinascita si coniuga spesso con la morte e rinascita di un Dio, ritualmente celebrata all’inizio dell’anno. La divinità muore, o viene fatta a pezzi – come Tiamat in Mesopotamia – per creare il mondo e gli uomini.

Attraverso il rito e il sacrificio, l’uomo sacrifica la vita di animali per garantire al dio la sussistenza perpetua e la garanzia della vita per il nuovo anno.

Un incrocio simbolico dunque, tra l’uomo e Dio, tra la mortalità e l’immortalità, tra il sole del giorno e la notte che comunque verrà.

Est ed ovest

Simbolicamente, il sole che sorge ad est, indica la direzione di chi si muove verso la rinascita, mentre l’ovest indica la direzione di chi si muove verso la morte, per poi rinascere.

Tobia, per esempio, si muove verso est, per andare da un suo parente e prendere dei soldi da portare al suo padre cieco. Il viaggio ha un carattere iniziatico (Tobia 6) e alla fine Tobia realizza se stesso, sposando Sara.

Giona, invece, si muove da est verso ovest, significando una esistenza fallita e avvitata intorno ad un’idea errata di Dio e che finirà non solo nella notte – assenza del sole – ma anche nel ventre della balena.

La simbologia solare di Cristo

Nel Nuovo Testamento, il simbolo del sole verrà pienamente assunto dai primi cristiani per parlare di Cristo riconosciuto come Dio (Lc 1,78; Mt 17,2; Ap 1,16).

Insomma, il sole parla di Dio, della sua luce che non tramonta anche se – per l’uomo – essa può temporaneamente eclissarsi. Il ciclo notte-giorno è la garanzia che il male e l’avversità sono solo una fase, seguita sempre da un’altra, più positiva e luminosa.

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