Scienza e Bibbia in contrasto?

    Quale possibile via per un dialogo tra scienza e Bibbia? Il caso della creazione

    (Articolo di Giovanni Bonagiuso) Un’analisi biblica appropriata non contrasta con la teoria evoluzionista, fintantoché quest’ultima non travalica i propri confini.

    La Chiesa e il controllo del reale: Linneo

    In concreto, quando i biologi parlano di “natura che si organizza da sola”, di “sperimentazione “, “creatività dell’evoluzione”, questo modo di esprimersi risulta assolutamente accettabile sotto il profilo teologico.

    La Chiesa, specie quella anglicana, fanaticamente impegnata a non farsi sottrarre il CONTROLLO del REALE sposò ad un certo punto il sistema di Linneo – sostenitore del Fissismo – ossia la classificazione dei tre regni della natura.

    Il fissismo, inoltre, teorizzava che ogni specie è sempre uguale a se stessa e che non vi sia alcuna evoluzione, basandosi su una lettura letterale della Bibbia

    La Chiesa vi riconobbe il modo per inquadrare concettualmente la multiforme varietà delle specie viventi entro uno schema logico finalizzato al dominio della realtà.

    Essa si sentiva mancare la terra sotto i piedi, se nella realtà fosse mancato un tassello, una zona d’ombra che sfuggisse alla sua presa totalizzante.

    Il sistema cartesiano

    È in fondo per questo che i Gesuiti, gli Oratoriani e i seguaci del Padre Mersenne aderirono entusiasticamente al sistema di Cartesio.

    Non solo perché Cartesio affermava che l’idea di Dio fosse innata nella mente umana, ma anche perché il suo era un sistema razionalista che inquadrava il reale in uno schema dove tutto è programmabile e prevedibile.

    In tal modo però, la Chiesa finì per generare anche nel pensiero laico, l’equivoco che il fissismo fosse l’interpretazione della Bibbia in tema di specie viventi.

    Cosa dice in realtà la Bibbia?

    Ma stanno veramente così le cose? Il fatto stesso che nella Genesi ci sia una processualità nello sviluppo delle forme di vita, non avalla affatto una visione fissista delle specie:

    Dio disse: La terra PRODUCA germogli, erbe CHE PRODUCONO seme ciascuno secondo LA PROPRIA SPECIE. E così avvenne. E la terra PRODUSSE germogli, erbe che PRODUCONO seme, ciascuna secondo la PROPRIA SPECIE ,e alberi che fanno frutto con il seme, secondo la PROPRIA SPECIE.

    Gen 1,11-12

    Notiamo che, oltre a conoscere la nozione di specie, il brano presenta proprio una concezione evolutiva in senso lato.

    Le piante e gli animali non sono infatti creati direttamente da Dio, bensì è la terra a produrli.

    Creazione ed evoluzione si oppongono?

    Se così stanno le cose, la vera antitesi tra Scienza e racconto delle origini, non è tra Creazionismo e Evoluzionismo, ma tra Evoluzionismo e Fissismo.

    Dio non interviene nel meccanismo evolutivo, non è il Dio tappabuchi chiamato a colmare le lacune evolutive, o gli anelli mancanti, ma colui che rispetto al meccanismo evolutivo, da una sorta di input.

    Egli, cioè, getta le premesse, lasciando poi che la materia si strutturi secondo le sue proprietà biologiche.

    Un Dio “colma lacune”, invocato a riempire le discontinuità cosmiche, è quanto di più lontano vi sia dal resoconto biblico.

    Lo stesso processo si verifica con gli animali:

    Dio disse:La terra PRODUCA esseri viventi secondo la loro SPECIE: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la LORO SPECIE .E così avvenne .Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro SPECIE, il bestiame ,secondo la PROPRIA SPECIE,e tutti i rettili del suolo secondo la loro SPECIE.

    Gen 1,24-25

    Dio dunque, crea le piante e gli animali non in modo immediato.

    Dio crea le premesse della vita

    La terra li fa nascere da sé. I racconti extra biblici della creazione, come la ierogamia, il coito celeste, il cielo che copula con la terra sono lontani da questo modo di vedere.

    Viene tuttavia preso sul serio quanto c’era di vero in questa visione: ossia lo statuto proprio e la forza creatrice della materia.

    Il narratore di Genesi 1 aveva forse già intuito che le creature non dovevano essere state create in modo diretto da Dio, bensì che Dio ha posto nella realtà la forza di sviluppare e produrre vita.

    Ciò non significa avviare le premesse di un assurdo concordismo ossia la possibilità di rilevare ovunque elementi utili per un confronto con la scienza.

    Significa, invece, dire che Dio resta l’agente nascosto e in gran parte indecifrabile, in tutta questa grande opera che è sotto i nostri occhi, che reca comunque i segni di qualcosa che sfugge e sfuggirà sempre alla mente umana.

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