Meditazione cristiana e Natale

    Albrecht Durer – Gesù bambino

    (di Melania Stefàni del CFMC) La meditazione è un’antica pratica che a noi, uomini e donne del terzo millennio, può essere di grande aiuto poiché riesce a ritemprare il nostro io più profondo, troppo spesso confuso, inquieto, preoccupato, stanco. Il tempo dedicato alla pratica meditativa, quindi, è un tempo prezioso, poiché ci consente di ascoltare noi stessi e ci rende consapevoli della nostra vulnerabilità, ovvero del nostro essere limitati e incapaci di controllare la nostra vita.

    La meditazione cristiana in alcuni casi si avvale delle tecniche orientali per raggiungere un adeguato stato di rilassamento. La sua finalità, però, va oltre il benessere psico-fisico. Infatti, mira a provvedere anche al benessere spirituale.

    Come prima cosa, per meditare, occorre fermarsi e sedersi. Il silenzio è parte integrante della pratica. Si tratta, però, di un silenzio capace di pervadere l’intero essere, anche se all’esterno ci sono suoni o rumori. Il meditante, quindi, cercherà soprattutto quel silenzio capace di placare il “rumore” dei suoi pensieri, e quello delle emozioni che abitano il suo animo.

    Gesù infante di Praga

    Dopo aver creato il giusto clima di pace interiore, ci si orienta verso il proprio “cuore profondo”: “Accosta anche tu le labbra alla sorgente del tuo cuore” (S. Bernardo). Possiamo definire il nostro cuore “lo spazio sacro” dove accogliere lo Spirito di Dio e interagire con Lui. Nella meditazione cristiana, lo Spirito Santo viene invocato a parole o canti; in alcuni casi è anche  stimolato dal “ruminare” alcuni frammenti della Parola.

    Abbandonandosi all’azione dello Spirito, il cristiano si arricchisce di ciò che lo Spirito stesso gli dona durante la meditazione: intuizioni, conforto, lacrime di liberazione, parole mute. E’ proprio lo Spirito di Dio che rinvigorisce e dà linfa al nostro spirito; Lui agisce attraverso modi e linguaggi che trascendono la nostra umanità, ma a noi sono comunque comprensibili. In questa particolare fase meditativa, è comunque necessario un totale affidamento al Signore: un senso di sincero abbandono deve rendere il nostro “io” umile e fragile per far sì che la tenerezza di Dio ci raggiunga e ci permetta di sentirci amati da Lui.

    Per i cristiani, il Natale rappresenta un’occasione speciale d’incontro con il Signore. Scrive don Luigi Verdi che Gesù è il “Dio caduto sul mondo come un bacio”. Un bacio è espressione d’amore. Utilizziamo, allora, la meditazione cristiana per far sì che a questo bacio divino rispondiamo con altrettanto amore.

    Fermiamoci e sediamoci davanti a quella mangiatoia, con Maria, Giuseppe e i pastori. Mettiamoci in silenzio davanti ad un Dio Bambino che, nella Sua grandezza, è voluto cadere sul mondo in un luogo poverissimo, proprio per mostrarsi a noi umile e fragile. Osservandolo, amiamolo profondamente. Nessuna preghiera o parola di senso compiuto. Solo un atteggiamento di amore e tenerezza per Lui.

    Rivivendo l’incanto di un evento unico, mettiamoci in ascolto e attendiamo fiduciosi che il Suo Amore raggiunga il nostro cuore. Lasciamo che, a livello profondo, sia puro scambio d’Amore. Questo Amore, conservato e custodito gelosamente nel nostro cuore, porterà nuova Luce, ogni giorno, nella nostra vita.

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