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Meditazione cristiana: dalla mente al cuore

Nel Cristianesimo spesso si dicono tante preghiere, ma la meditazione è altra cosa

(A cura di Melania Stefani) E’ noto che la meditazione sia una pratica sana che mira ad equilibrare le persone. Utilizzando tecniche specifiche, ciò che si vuole maggiormente ottenere è una certa “pulizia” dai troppi pensieri che affollano la mente e che spesso si tramutano in tensioni od emozioni negative.

La mente è il punto di partenza

Ma per il meditante che cerca di raggiungere un maggiore dominio di sé, la mente è proprio l’ostacolo maggiore. C’è chi la paragona ad una scimmia dispettosa: più cerchi di tenerla a bada, più lei si diverte a saltellare qua e là, distraendo e rendendo vani gli sforzi che si fanno per acquietarla. Comunque, avanzando con la pratica, ogni tecnica può dare buoni risultati.

Nell’ambito delle varie tecniche meditative, quella Cristiana si presenta in modo diverso poiché la mente non viene messa completamente da parte, ma viene utilizzata per “accogliere” quanto può avvicinare a Dio, ad esempio l’ascolto o la lettura della Sua Parola, o il vedere immagini che riportino a Lui.

I sensi spirituali

Queste operazioni, infatti, avvengono dapprima con la mente, per mezzo dei nostri sensi esterni, ma poi la razionalità deve essere messa da parte per lasciare ai nostri “sensi spirituali”,  interni, di esercitare un altro tipo di ascolto e un’altra vista. In tal modo si raggiunge una dimensione più profonda dell’essere, quella dove lo Spirito del Signore può manifestarsi: il nostro cuore.

A differenza delle altre tecniche meditative, quindi, la Meditazione Cristiana prevede un andare oltre la pacificazione del corpo-mente-emozioni, ed è lo Spirito, nel silenzio d’ascolto, a dare quel surplus di benefici spirituali di cui l’essere umano ha maggiormente bisogno. Della Meditazione Cristiana ne parla anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) all’interno della sezione riservata alla “Preghiera nella vita cristiana” (nn. dal 2705 al 2708).

Bibbia e varietà di metodi

Il CCC afferma che “la meditazione mette in azione il pensiero, l’immaginazione, l’emozione e il desiderio” (2708) e ciò può avvenire con l’aiuto dalla “Sacra Scrittura, particolarmente il Vangelo, le sante icone, i testi liturgici del giorno o del tempo, gli scritti dei Padri della vita spirituale, le opere di spiritualità, il grande libro della creazione e quello della storia, la pagina dell’«Oggi» di Dio” (2705).

Circa il metodo, il CCC specifica che i metodi di meditazione sono tanti quanti i maestri spirituali” (2707). In effetti, a differenza di alcune tecniche orientali ben precise e codificate, quando si parla di Meditazione Cristiana si riscontra che non esiste un metodo specifico e riconosciuto come esclusivo, poiché i modi attraverso cui si cerca di arrivare dalla mente al cuore sono vari.

I principali metodi

La Chiesa Cattolica vanta un grande numero di maestri spirituali, a partire dai Padri del deserto (nell’esicasmo, ad esempio, si pratica la cosiddetta preghiera di Gesù o preghiera del cuore), e passando attraverso grandi santi del passato (come S. Teresa d’Avila, S. Ignazio de Loyola, S. Francesco di Sales, e tanti altri, che hanno anche scritto opere dove tracciano dei percorsi da loro intuiti), si arriva a maestri più moderni (come il benedettino John Main, il gesuita Mariano Ballester, il monaco trappista Thomas Merton, ecc.).

Esistono anche scuole come il Centro di Formazione alla Meditazione Cristiana (CFMC), che è presente in Italia da 25 anni e si fonda su due tipi di spiritualità: quella ignaziana e quella delle Figlie della Croce.

Aldilà delle diversità, giungere al cuore

In questo vasto scenario di approcci alla Meditazione Cristiana, il comune denominatore tra tutti è quello di stimolare la parte più profonda dell’essere affinché, dandole ossigeno per un più ampio respiro, si lasci avvicinare e permeare il più possibile dallo Spirito di Dio.

Sono soprattutto gli insegnamenti di Gesù che istruiscono e danno l’orientamento. Quando Lui parla al nostro cuore, in modo inspiegabile comprendiamo che possiamo abbandonarci alla misericordia e alla provvidenza Dio, alla Sua onnipotenza e al Suo Amore.

Noi e Dio

Il cammino necessario affinché ogni persona  possa armonizzare se stessa (e divenire un essere equilibrato nei suoi quattro livelli corpo-mente-emozioni-cuore profondo), inizia proprio dalla “comunione” tra il nostro cuore e il cuore di Dio.

E, come avviene tra due persone che si amano, è soprattutto l’Amore che suggerisce le soluzioni, che afferma delle certezze, che indica anche le giuste e necessarie correzioni per portare benessere non solo alla persona che medita ma, di riflesso, anche a chi gli sta accanto.

La meditazione permette di fare chiarezza

“Meditare quanto si legge porta ad appropriarsene, confrontandolo con se stessi (…) si scoprono i moti che agitano il cuore e li si può discernere. Si tratta di fare la verità per venire alla luce: «Signore, che cosa vuoi che io faccia?»” (2706)

Anche se il CCC inserisce la Meditazione Cristiana tra le forme di preghiera – insieme alla preghiera vocale e a quella contemplativa (2721) – ci sembra opportuno osservare che essa è qualcosa di diverso, e forse non è errato ritenere che non sostituisca la preghiera. Del resto, lo stesso CCC sostiene che “la meditazione è soprattutto una ricerca” (2705).

A nostro parere, in definitiva, la Meditazione Cristiana è un mezzo che aiuta l’uomo nella sua perenne ricerca, non solo di pace e benessere interiori, ma anche del senso della propria vita.

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