Luis Alonso Schökel: il Biblista poeta e l’importanza della simbologia

    L’Istituto Biblico dove Luis Alonso Schökel insegnava

    Il 10 luglio 1998 si spegneva il Luis Alonso Schökel, aveva 78 anni; i suoi occhi erano affaticati per le molte letture, ma il vigore del suo spirito era rimasto integro e intatta la sua passione per la Parola di Dio. Tutta la comunità accademica del Pontificio Istituto Biblico si uniscono ai suoi amici

    Il P. Alonso iniziò il suo insegnamento al Biblico nel 1957, tenendovi, per quasi quarant’anni, corsi di Introduzione speciale all’Antico Testamento, di Ermeneutica biblica, di Esegesi e Teologia dell’Antico Testamento. L’ampio spettro dei suoi interessi culturali si rifletteva nella diversità delle discipline insegnate, nella apertura di orizzonti metodologici e tematici suggeriti per le Dissertazioni dottorali, nelle molteplici conferenze e lezioni tenute in tutto il mondo, e soprattutto nella variegata fisionomia della sua vastissima produzione letteraria, tradotta in molte lingue.

    Il contributo specifico di questo insigne biblista nel panorama esegetico fu quello di valorizzare la Scrittura come opera letteraria; egli si prefisse di metterne in luce la dimensione poetica quale porta aurea per coglierne il messaggio. La sua tesi di dottorato, pubblicata nel 1963 con il titolo Estudios de poética hebrea, è da considerarsi programmatica per la sua vita di ricercatore; nella maturità questo lavoro verrà ripreso nel Manual de poética hebrea (1987), che costituisce ormai un riferimento d’obbligo per lo studio letterario dell’Antico Testamento.

    L’amore per la bellezza della parola ha motivato e sostenuto le ricerche linguistiche del P. Alonso nel campo della traduzione della Bibbia. In collaborazione con un gruppo di esegeti e letterati spagnoli, egli curò dapprima la collana Los Libros Sagrados, che consisteva in una versione annotata dei vari libri biblici nella quale era particolarmente apprezzabile la qualità stilistica; assieme a J. Mateos, pubblicò poi la Nueva Biblia Española (1975), con un approccio innovativo di cui diede giustificazione teorica nel volume La traducción bíblica: lingüistica y estilistica (1977).

    Il Diccionario Biblico Hebreo-Español, completato nel 1994, rappresenta pure una novità, non solo per l’area di lingua spagnola, poiché, invece di privilegiare gli aspetti filologici, accordava attenzione speciale alle particolarità stilistiche e semantiche del lessico biblico. Non si può non ricordare anche il suo costante interesse per l’ermeneutica: oltre al saggio, ormai classico, La palabra inspirada (1966), egli raccolse in tre volumi (dal titolo Hermenéutica de la palabra) i suoi contributi più significativi in materia.

    Nei suoi Commentari ai Profeti (1980), a Giobbe (1983), ai Proverbi (1984) e ai Salmi (1991-1993), l’apporto più importante fu quello di evidenziare, anche in costante confronto con altre letterature, i pregi letterari della pagina biblica; sottolineando la forza del suo linguaggio simbolico, egli apriva a prospettive teologiche di grande suggestione.

    Si impegnò costantemente a comunicare i risultati dei suoi studi ad un pubblico più ampio di quello delle aule universitarie, con opere di divulgazione e di spiritualità biblica; l’amore per la Parola lo portava a parlare a tutti, e dalla sua testimonianza molti sono stati illuminati e di essa sono riconoscenti.” (Fonte: Pontificio Istituto Biblico)

    Il metodo di studio del compianto professore è secondo me, IL metodo principe per capire in profondità la Scrittura, laddove essa parla a tutti, cristiani e non, ebrei e non, credenti e non. La poesia, infatti, è abitata da simboli e condivide il linguaggio che solo nei sogni si palesa alla nostra coscienza. Se la Bibbia è così ricca di simboli, spesso solo enumerati ma mai sondati, significa che essa parla ad ogni uomo, perché ogni uomo è composto di simboli archetipici, oltre che di carne ed ossa. Questo è il solco da seguire e che il grande professore, di cui ho seguito i corsi mentre ero studente all’Istituto Biblico, ha così magistralmente ed umanamente tracciato.

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