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Le trappole che ci impediscono di vivere

Per vivere una vita piena e felice

(Articolo di Letizia Cingolani) A tutti noi è capitato di incontrare persone che, nonostante l’apparente successo, appaiono come bloccate e insoddisfatte e, di contro, persone che nonostante i problemi più difficili riescono a vivere la loro vita in maniera positiva.

Cosa significa “essere in trappola”?

Nel comprendere la differenza fra queste due tipologie di persone può essere utile il concetto di “trappola”, sempre più attuale nel campo della psicologia e della psicoterapia.

Le persone “in trappola” sarebbero quelle bloccate all’interno di modi disfunzionali di pensare, sentire e di porsi in relazione.

Nel libro Reinventa la tua vita (Cortina ed, 2004) E. Young e J.S. Klosko, in una forma chiara e accessibile, identificano undici trappole ed i passi necessari al loro cambiamento.

Dopo essersi strutturate nell’infanzia, le trappole si consoliderebbero in età adulta sotto forma di convinzioni e aspettative sulla base delle quali ciascuno si rapporterà col mondo e con gli altri.

Il rapporto coi genitori

Ancora una volta sono cruciali le prime relazioni: se le nostre prime figure di riferimento non sono state in grado di accorgersi dei nostri reali bisogni in modo ripetuto,

è facile allora che esperienze di scarsa o eccessiva protezione, di abbandono, di denigrazione o di abuso si vadano a consolidare nella colonna vertebrale della personalità di ognuno.

Aver sperimentato un’eccessiva protezione, può minare ad esempio il senso di autonomia e generare la trappola della dipendenza,

sulla base della quale la persona pensa di non potercela fare da sola e finisce in età adulta col cercarsi partner da cui dipendere.

La paura dell’abbandono

Oppure può accadere che l’essersi sentiti abbandonati da piccoli, a causa di un lutto o di una grave trascuratezza, può portare le persone ad improntare tutte le future relazioni sulla base della paura di essere abbandonati.

Chi ha la trappola dell’abbandono tende a vivere con ansia tutti i rapporti, soprattutto quello di coppia, motivo per cui tende a chiedere eccessive rassicurazioni al partner e finisce quasi sempre con l’essere mollato.

È in tal modo che le nostre convinzioni ed aspettative diventano delle vere e proprie trappole.

Rapporti di coppia problematici

Sempre secondo gli autori, il campanello d’allarme che ci si trova davanti ad una trappola sarebbe quando, senza capire come e perché, ci ritroviamo come imbrigliati negli stessi problemi di sempre.

Questo vale soprattutto nel rapporto di coppia. Se infatti la scelta del partner è fatta sulla base di una trappola, questo rapporto non fa altro che rinforzare la trappola stessa.

Se finiamo sempre col metterci con persone che si interessano poco dei nostri bisogni, è possibile che stiamo ripetendo la trappola della “deprivazione affettiva”,

sulla base della quale finiamo per concludere che davvero non esiste nessuno in grado di pensare a noi.

Accorgersi del buono intorno a noi

Il motivo fondamentale del perpetrarsi delle trappole è la familiarità: tendiamo a prendere per vere le cose che conosciamo, seppur spesso molto deludenti, piuttosto che credere alla possibilità che esista altro per noi.

Per essere invece pienamente aperti a quello che di nuovo e di buono la vita può sempre riservarci, bisognerebbe di contro avere il coraggio di distruggere i pregiudizi formati negli anni.

Se imparassimo a chiederci quanto di quello che di brutto ci accade così spesso possa dipendere anche da noi,

questo ci consentirebbe di spostare tutta la nostra energia in direzione del cambiamento delle trappole che ci siamo costruiti in modo da poter vivere in modo pieno e costruttivo la nostra esistenza. 

(Articolo pubblicato in Rivista dell’ANAP)

La dr.ssa Cingolani riceve a Roma, in zona San Pietro. Se desideri contattarla, puoi scriverle a questo indirizzo mail: letizia.cingolani@libero.it

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