Le religioni mesopotamiche – i Sumeri (Terza parte)

    Il primo racconto mitico del diluvio

    Il diluvio rappresenta una vera e propria “fine del mondo”. Si salvò un solo essere umano, Zisudra nella versione sumera e Utnapishtim nella versione accadica. A dfferenza del diluvio biblico, dove Noè abita sulla terra rinnovata, l’unico essere sopravvissuto viene divinizzato e vive in un luogo molto lontano. Zisudra a Dilmun, Utnapishtim presso “l’imboccatura dei due fiumi”. 

    Sono gli dei che decidono di distruggere l’umanità. An ed Enlil però notano il pio re Zisudra, al quale gli dèi forniscono istruzioni sulla costruzione dell’arca. Il diluvio dura sette giorni e sette notti, al termine del quale Zisudra si prostra davanti al dio solare, Utu. An ed Enlil conferiscono poi a Zisudra la vita di un dio e il soffio eterno degli dei, portandolo nel paradisiaco paese di Dilmun. Il motivo del diluvio è attestato in quasi tutte le religioni e culture del mondo. La causa possono essere i peccati degli uomini o semplicemente la ri-creazione del cosmo che si era deteriorato. Praticamente ciò che avviene ogni anno a Capodanno, avviene anche a livello macrocosmico. Un mondo e una fase finiscono ed inizia un mondo ed una fase nuovi. 

    La discesa agli inferi e gli annunaki

    Presso i Sumeri c’erano tre divinità celesti: Nanna-suen (la luna), Utu (il sole), Inanna (dèa della stella Venere e dell’amore). Quest’ultima sopravviverà a lungo, ben oltre il periodo numerico. Sarà Ishtar presso gli accadici e più tardi ancora Astarte, nome che comparirà anche nella Bibbia. Secondo la mitologia, Inanna sposerà il pastore Dumuzi, al quale però annuncerà un destino infame. 

    Inanna  decise un giorno di scendere agli Inferi per soppiantare la sorella maggiore Ereshkigal, signora del mondo sotterraneo. Inanna, già sovrana celeste, voleva infatti soppiantare la sorella e regnare anche nel mondo sotterraneo. Voleva penetrare nel palazzo di Ereshkigal, ma per farlo doveva superare sette porte. Ad ogni porta, Inanna si spogliava di qualche veste, finché non si presentò davanti alla sorella completamente nuda. Preoccupato, En-lil invia presso Ereshkigal due messaggeri con il “cibo della vita”, con il quale rianimano Inanna e si preparano a risalire, quando gli Anunaki la trattennero, dicendo che poteva risalire a condizione che qualcuno prendesse il suo posto. Risalì così sulla terra accompagnata dai demoni che l’avrebbero riaccompagnata agli inferi qualora non avesse trovato un suo sostituto. Trovando allora Dumuzi che, invece di essere triste per il destino della sposa, sedeva ricco e soddisfatto sul trono della città, la dea indicò ai demoni che sarebbe stato lui il suo sostituto. Alla fine, la dèa si impietosisce e permette a Dumuzi di stare negli inferi solo metà anno, mentre l’altra metà vi avrebbe soggiornato la sorella. 

    Si può riscontrare qui lo schema mitico dello hieros gamos – le nozze sacre – tra il re e la divinità, seguite dalla morte rituale del re per propiziare la fecondità universale. Il mistero celato dietro tutta questa è quello delle Tammuz, il primo sposo, per la quale la dea aveva stabilito delle lamentazioni nazionali, in cui si piangeva la discesa agli inferi di Tammuz – il 18 dell’omonimo mese (giugno-luglio) – e la sua risalita. Questa morte rituale del re, seguita dalle lamentazioni simboleggiava il ritorno del mondo al caos e la sua ricreazione. Quello di Tammuz, era un culto molto diffuso e attestato anche nella Bibbia (Ez 7,14). 

    Viene da chiedersi come qualcuno – Biglino – trovi una corrispondenza tra gli anaqim-anaqiti e gli annunaki, visto che i primi sono di discendenti umani di Anaq, mentre gli Anunaki sono le divinità sotterranee sumere. Quale sia poi il rapporto tra gli Anaqim/anunaki e gli elohim solo Dio – sempre la Bibbia ne parli, come dice Biglino  – lo sa!

    I commenti sono chiusi.