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Le favole che parlano di noi

Tutti noi abbiamo una favola preferita

(A cura di Letizia Cingolani) a volte è quella che la mamma o il papà ci raccontavano più spesso, più spesso quella che noi gli chiedevamo con insistenza di raccontarci il più delle volte.

Le favole hanno da sempre avuto il potere di farci entrare in un mondo magico, archetipico, il regno della fantasia e dell’immaginazione e di rivisitare da qui la nostra realtà, esorcizzandone le paure.

Pinocchio

Potremmo partire dalla favola del genio di Collodi, Pinocchio, una delle poche favole italiane esportate in tutto il mondo che esprime con forza la dolcezza di una paternità capace di trasformare un bambino di legno in un bambino vero.

L’abbraccio di Geppetto a pinocchio, nonostante tutte le sue disobbedienze, ricordano un po’ l’abbraccio del Padre nella parabola del figlio al prodigo.

Un messaggio rassicurante che proviene da un padre che, pur rappresentando la legge, pare dire “non c’è niente che tu possa fare e per cui io possa non amarti”.

Biancaneve e Cenerentola

Oppure c’è la rivisitazione dell’invidia materna chiaramente visibile in Biancaneve, odiata dalla matrigna perché più bella di lei.

E’ necessario che Biancaneve si allontani, si svincoli, per non rimanerne uccisa e trovare così la sua dimensione e la sua felicità.

Come non parlare poi di Cenerentola e del passaggio alla sessualità adulta in essa contenuta.

All’inizio Cenerentola frequenta passerottini e topoline, che rimandano nel lessico ad una sessualità infantile, tanto che questi termini sono ancora usati da qualcuno coi bambini per spiegare loro la diversità sessuale.

Quando cenerentola piange disperata per la sua inadeguatezza nel presentarsi al principe vestita di stracci, compare la fatina che trasforma una zucca,

simbolo della trasformazione del corpo femminile in età puberale, nella carrozza con cui arriverà dal principe, fino al fatidico momento dell’inserimento del suo piede nudo nella scarpetta.

Rivisitazioni moderne: Pretty Woman

Che le favole parlino di noi ed ispirino anche tutta la produzione cinematografica si vede anche da qui: Biancaneve e Cenerentola sono state ultimamente riproposte sotto forma di film per adulti con un consenso di pubblico che ne ha sottolineato l’immortalità nell’immaginario collettivo.

Per quanto riguarda quest’ultima, anche a film del passato come Pretty Woman, ne rivisitano chiaramente il canovaccio, arrivando così alla magia che deriva dal credere fino in fondo ai propri sogni e all’amore.

“E cosa succede dopo che lui ha salvato lei?”chiede Richard Gere a Giulia Roberts nella scena finale, “che lei salva lui” è la risposta.

Mary Poppins

Come non parlare poi della favola e della magia di Mary Poppins, una sorta di fatina venuta per salvare il padre di Jane e Michael e fargli riscoprire il bambino che rischiava di far morire dentro di sé.

Quest’ultima è stata da sempre la mia favola preferita, quella che mi facevo leggere sempre e che poi, come per magia, è diventata anche il mio lavoro: ascoltare, proteggere e dare espressione al bambino che sta dentro ogni uomo e ogni donna.

Il bambino dentro di noi

Le favole ci fanno ricordare del bambino che è dentro di noi, senza il quale non possono esserci libertà e gioia. Su questo il piccolo principe ha da insegnarci.

Chi non ha avuto ancora il piacere di leggerlo, può sempre recuperare, oppure ovviare con la recente e magnifica rivisitazioni cinematografica.

Ogni favola va bene, l’importante è non scordarsi mai di essere sempre anche bambini ed aggiungere più favola alla vostra vita. (Articolo pubblicato in Rivista dell’ANAP)

La dr.ssa Cingolani riceve a Roma, in zona San Pietro. Se desideri contattarla, puoi scriverle a questo indirizzo mail: letizia.cingolani@libero.it

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