L’arroganza di chi usa Dio (Genesi cap. 4, vers. 24)

    «Sette volte sarà vendicato Caino
    ma Lamech settantasette.»

    Così termina il terribile canto di Lamech ed è proprio alla fine che esso diventa la metafora piena di una cultura e di una società prossime al tramonto e alla distruzione. Qui Lamech riprende il tema della protezione divina concessa a Caino, dopo che uccise Abele. Potremmo dire che, per quanto concerne Caino, Lamech ha ragione a dire che Caino sarà vendicato sette volte. Tuttavia, Caino esagera e, in un certo senso, sfrutta la protezione divina concessa ad un criminale omicida. Infatti, il numero sette, come si sa, è un simbolo numerico che indica la totalità. Dicendo così, Lamech dice che la protezione divina concessa a Caino è totale e perciò è come se Caino, paradossalmente, potesse agire ancora indisturbato. Il verbo sarà vendicato – al passivo – è un espediente letterario della lingua ebraica per nascondere l’agente, senza nominato, in questo caso Dio.

    La malizia di Lamech consiste nel prendere a pretesto della sua delirante teoria, una parola di Dio già fortemente distorta. Se Caino sarà vendicato (da Dio) sette volte – cosa che la Bibbia non dice – Lamech lo sarà per ben settantasette, ossia quasi infinitamente di più. Con ciò, l’autore intende raffigurare un mondo dove la visione di Dio viene distorta e piegata al proprio volere, un volere distruttivo, di violenza senza limiti e senza quartiere, diremmo noi oggi. 

    Questo è il contesto letterario e teologico delle parole di Gesù, che acquistano così tutta la loro valenza: «Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?».E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.» (Mt 18,21-22). Settanta volte 7 è un numero che indica una quantità imprecisata e imprecisabile di volte, ma comunque ben più, praticamente sempre

    Tale accostamento, sottrae il brano della Genesi dalle sue brume mitologiche e lo propone con forza nella sua valenza archetipica, ossia come lo schema di un comportamento umano che può ripetersi. Se si ripete l’atteggiamento sfrontatamente blasfemo e violento di Lamech, l’umanità è destinata ad auto-distruggersi; se prevale invece lo schema cristico, allora l’umanità fiorisce costantemente i tutte le potenzialità di amore e di luce che Dio ha infuso in essa. 

     

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