L’Anticristo (Seconda parte)

    Si tratta di un testo apocrifo omiletico – una delle cosiddette “apocalissi apocrife” – che nell’Alto Medioevo serviva per ammonire i fedeli – con un forte accento anti-giudaico – a non lasciarsi ingannare, allorché l’Anticristo sarebbe venuto, prima della fine del mondo e dell’intervento cosmico di Cristo Giudice. Si basa molto sull’Antico e sul Nuovo Testamento, del quale riprende linguaggio e temi. L’opera viene attribuita a Sant’Ippolito di Roma, ma è chiaramente pseudoepigrafa. Ne offro alcuni stralci, perché parla di temi che poi sono stati ripresi nella mistica anche contemporanea che tratta di visioni e profezie sull’Anticristo. Oggi presento il testo che riguarda la venuta dell’Anticristo:

    A causa poi dell’aumento dell’iniquità, la carità di molti si raffredderà (Mt 24,12). Perciò il Signore, nell’Evangelo, annunzia l’incertezza e la confusione di tutti costoro quando dice: «Attenti a non lasciarvi ingannare, perché verranno molti in nome mio e diranno: “sono io” e anche “il tempo è giunto”. Ma voi non seguiteli. Quando poi udrete di guerre e sommosse, non lasciatevi spaventare, perché prima devono accadere tali cose, ma la fine non verrà subito» (Lc 21,8).

    Infatti, dopo che egli fu assunto presso il Padre, sorsero alcuni che dicevano: «Io sono il Cristo», come Simon Mago  e altro sei dei quali non si possono dare i nomi in questo tempo. Nei giorni ultimi della consumazione dovranno nuovamente levarsi falsi cristi e diranno: «Io sono il Cristo»; e sedurranno molti. E molti saranno gli uomini che vagheranno da oriente a occidente, da settentrione a mezzogiorno, dicendo: «Dove è qui il Cristo. Dove è lì il Cristo?». Ma coloro i quali hanno ingannevole sapienza né leggono con diligenza le scritture, né hanno giusto sentire, cercheranno un nome che non riusciranno a trovare. È necessario, infatti, che prima avvengano queste cose e solo allora sarà possibile vedere il figlio della perdizione, il Diavolo.

    E infatti anche gli apostoli che parlano divinamente e che confermano la Parusia del Signore nostro Gesù Cristo, accennarono in modo occulto all’apparizione di tali uomini detestabili ed esiziali, e in modo aperto annunziarono le loro azioni nefande. Pietro, il capo, pietra della fede, quegli che il Cristo Dio nostro giudicò beato, quel dottore della Chiesa, quel primo fra i discepoli, quegli che ha le chiavi del Regno, ci istruì dicendo: «Prima di tutto sappiate che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali condurranno la vita secondo le proprie concupiscenze … In mezzo a voi vi saranno falsi maestri, che introdurranno sette perniciose (2 Pt 3,3; 2,1). A queste dichiarazioni corrispondono quelle di Giovanni il Teologo, diletto del Cristo, quando annunzia: «I figli del Diavolo si riconoscono … ecco già da ora sono usciti in pubblico molti anticristi … Attenti a non lasciarvi ingannare … Non prestate fede ad ogni spirito, poiché molti falsi profeti hanno fatto irruzione in questo mondo (1 Gv 3,10; 2,18; Lc 21,8; 1 Gv 4,1). Ed anche Giuda, fratello di Giacomo, annunzia cose simili: «Alla fine dei tempi vi saranno dei derisori, che si comporteranno secondo le loro brame di empietà. Costoro sono i promotori di scissioni» (Gd 18 s.).

    Quando il Signore Gesù Cristo apparve secondo la carne della concezione della santa ed immacolata Vergine, scelse la tribù di Giuda, facendone la sua ascendenza. La Scrittura aveva già dichiarata la regalità di quella stirpe, secondo la parola di Giacobbe che si volge a Giuda, suo figlio, per benedirlo:«Giuda tu sei, ti loderanno i tuoi fratelli: la tua mano sulla cervice dei tuoi nemici. Si prosterneranno dinanzi a te i figli di tuo padre. Un leoncello è Giuda: dalla preda salisti, figlio mio. S’inginocchiò, s’adagiò come un leone e come una leonessa. Chi lo farà alzare? Non si dipartirà lo scettro di Giuda, né il bastone del comando dai suoi piedi … e a lui obbediranno i popoli» (Gen 49,8 ss.). Volgi attenzione alle parole di Giacobbe a Giuda e ti accorgerai che esse si sono adempiute nel Signore.

    Parimenti il patriarca parlò dell’Anticristo, poiché, come annunziò la profezia che riguardava Giuda, si volse anche al figlio suo Dan. Giuda era il suo quarto figlio, Dan era il settimo. Che cosa disse di lui: «sia Dan una serpe sulla strada, una cerata sul sentiero, che morde il cavallo al calcagno, e il cavaliere cade all’indietro» (Gen 49,17). E chi era il serpente se non quell’antico seduttore del quale nella Genesi è detto che corruppe Eva e ingannò Adamo?

    L’Anticristo certamente nascerà dalla tribù di Dan, simile a un re tiranno che appronta le sue schiere contro gli altri, giudice aspro demonio, come dice il profeta: «Dan difenderà la causa del suo popolo, come ogni altra tribù di Israele (Gen 49,16). Ma qualcuno sostiene che ciò che è stato scritto di Sansone, nato dalla tribù di Dan, giudice del suo popolo per venti anni. Ma, sebbene, in parte Sansone compì queste cose, la profezia si adempirà pienamente nei tempi dell’anticristo. Dice infatti Geremia: «Da Dan si sente lo sbuffare dei suoi cavalli! Tutta la terra trema per l’eco dei nitriti dei suoi destrieri» (Ger 8,16). E Mosè ripete: «Dan è un giovane leone che si lancia da Basan» (Dt 33,22). E si faccia attenzione a non ritenere che ciò è stato scritto del Salvatore: «Dan – è dichiarato – è un leoncello»: il profeta esplicita così il suo pensiero quando nomina la tribù di Dan  dalla quale nascerà l’Anticristo. E, infatti, come il Cristo nato dalla tribù di Giuda, l’anticristo nascerà dalla tribù di Dan. E come il leone, per sua natura regale ed illustre, è stato dichiarato il Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo, Figlio di Dio, similmente come leone è preannunziato dalla Scrittura il Diavolo, a causa della sua violenza e della sua tirannia.

    In ogni cosa quel seduttore intende imitare il Figlio di Dio. Leone è il Cristo, leone è l’anticristo. Il Cristo è re dei terrestri, l’anticristo nascerà sopra la terra simile a re. Il salvatore è presentato come agnello, ed anche egli apparirà sotto le specie di agnello, pur restando lupo dentro di sé. Il salvatore è circonciso ed anche egli nascerà sotto la legge della circoncisione. Il Cristo inviagli apostoli a tutte le genti ed anche egli invierà falsi apostoli. Come il Cristo riunì le pecore disperse, egli riunirà la nazione degli Ebrei. Il Cristo concesse a coloro che in lui credono la croce preziosa e vivificante: anche egli darà un proprio segno. Apparve il Signore sotto la specie umana: anche egli nascerai Giudei. Il Cristo presentò la sua carne come tempio e la portò a resurrezione il terzo giorno, ed egli anche farà sorgere un tempio di pietra a Gerusalemme. E facilmente colore che prestano attenzione comprenderanno i suoi inganni … 

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    Non è difficile riconoscere lo stile omiletico di questo testo. Esso contiene il clichet letterario che l’Anticristo è la versione apparentemente simile, ma in realtà opposta, a Cristo. Quello che fece Cristo, farà anche l’Anticristo, ma con intenzioni opposte. Tutta l’omiletica cristiana, lungo i secoli e in certi ambienti, farà ricorso ai topo letterari contenuti nel brano di questa antica apocalisse apocrifa. Si parte sempre dalle parole di Cristo contenute nei vangeli, nelle parti apocalittiche, per annunciare il clima umano che si respirerà quando sorgerà l’Anticristo. Poi si passa a parlare del modo in cui nascerà, si manifesterà e opererà. Qual è il valore di testi come questi? Oltre ai clichet letterari che, ieri come oggi, si ritrovano in certa predicazione, il senso di queste righe infiammate è quello di prestare attenzione a ciocche accade intorno a noi, per cogliervi i segni non dell’Anticristo, della fine del mondo, ma di ciò che contrasta con il messaggio evangelico di Cristo e di ciò che invece gli è conforme

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