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Angeli

Gli angeli sono esseri reali?

Angeli e demoni, un’alternanza abituale e per certi versi necessaria nella vita di ognuno di noi.

La parola “angelo” viene dal greco anghelos e significa messaggero.

Cercare dentro, anzitutto

Non si può, infatti, riscoprire il cielo senza prima aver gettato uno sguardo indagatore dentro noi stessi, alla ricerca dei fantasmi che abitano l’anima e che spesso, per comodità, abbiamo riconosciuto in persone ed immagini ben poco reali.

Del resto, non esiste ricerca interiore senza che si prenda coscienza di non essere dèi e che Dio è uno solo, sebbene sia sempre e tutto da scoprire.

Gesù ha superato tutte le insinuazioni diaboliche che cercavano di dissuaderlo, di sviarlo dalla sua missione, dal suo legame col Padre, unica condizione per fare qualcosa di buono su questa terra.

Presenze celesti, riscoperte oltre ogni mistificazione

Gli angeli che si avvicinano a Gesù nell’orto degli ulivi, non sono esseri celesti con ali e tuniche azzurre, ma una presenza celeste autenticamente riscoperta oltre ogni mistificazione e adulterazione umana.

Un Dio che è padre e che dà ai suoi figli ciò che ad essi serve e che, soprattutto, indica loro quale sia la strada da percorrere nel mondo, per svolgere la missione che da sempre è iscritta dentro di loro.

Un cielo foriero di bene e benedizione

Un cielo che serve e che non tiranneggia, né tantomeno spaventa. Una volta interiormente pacificati e al sicuro, Dio non può che benedire ciò che facciamo, all’insegna della piena realizzazione di ciò che da sempre siamo.

Un infinito che si apre e si estende fuori e dentro di noi e da cui sono spariti le nuvole della nostra immaginazione, i fantasmi delle nostre proiezioni interiori.

Dei cieli così, non solo benedicono, ma sono sempre foriero di ulteriori manifestazioni di Dio, quello vero,

quello che per una vita è stato allontanato dai tuoi occhi e dalle tue orecchie, unicamente attente ad ascoltare una musica già suonata.

Una visione immanentista?

Considerare sempre la redazione dei vangeli

No, solo estremamente realista, consapevoli che non ci si può nascondere dietro a un dito, Occorre ammettere con onestà che lo stesso Gesù di Nazareth,

la sua figura e la sua opera, sono state ampiamente e profondamente elaborate da generazioni di cristiani vissute negli anni che precedettero la stesura dei vangeli.

Occorre allora cercare il Gesù originale? Certamente, ma non per distruggere ciò che è venuto dopo,

ma solo per comprendere che – proprio come accade a noi – anche gli autori dei vangeli hanno messo molto della loro umanità, dei loro desideri e del loro modo di concepire Dio in ciò che scrissero.

Basta solo riconoscerlo. Basta solo dire che il Dio di Gesù continuerà, per sempre, a sfuggirci e solo ciò che sperimentiamo di lui, dentro e fuori di noi, fornisce la base sicura per ogni nostra conoscenza di lui.


Nel mio prossimo libro, che uscirà alla fine di settembre, dal titolo IN ASCOLTO DEL CORPO, PER RAGGIUNGERE L’ANIMA,

parlerò anche della realtà angelica e di come può essere spiegata a partire da considerazioni cosmiche.

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