In che modo la Bibbia è parola di Dio?

    La Bibbia cosa contiene?

    In che modo la Bibbia è parola di Dio? In greco, “parola di Dio” è “logos tou theou”, dove “tou theou” è al genitivo e corrisponde all’Italiano “di Dio”.

    Il genitivo corrisponde al complemento di specificazione. Ora, però, in greco esistono due tipi di genitivi.

    Il primo è quello oggettivo, che appunto corrisponde al nostro complemento di specificazione, il secondo è chiamato SOGGETTIVO.

    In quest’ultimo caso, “tou theou” diventa il soggetto, perciò non parola “di Dio”, bensì “Dio che parla”, un bel cambiamento no?

    Ed in effetti, così dobbiamo considerare la Bibbia. Dio ha parlato, parla e parlerà sempre alla coscienza di uomini consapevolmente uniti a lui e ai fratelli.

    Quello che è contenuto nella Bibbia, è una manifestazione particolarmente autorevole del Dio che parla, lo si chiami YHWH o elohim poco importa.

    Dio parla nella e con la creazione, nella e con la storia, nella e con l’esperienza umana. Ovviamente, le categorie usate nei secoli in cui si è formata la Bibbia – dall’IX sec. a.C. al II d.C. – vanno attentamente valutate.

    Nessuno può dire che l’immagine di un Dio guerriero, che punisce e fa strage può essere in alcun modo attuale e vincolante.

    Quell’immagine faceva parte di un retaggio culturale, di un ambiente di vita che oggi non è più attuale.

    Anche Gesù apparteneva ad un certo ambiente, assai diverso dal nostro. La sua parola, le sue parole ne erano condizionate.

    Così anche Paolo di Tarso. Bisogna perciò fare attenzione quando le si ripresentano “tout court” senza alcuna mediazione culturale e, prima ancora, senza alcuna necessaria contestualizzazione.

    Perché Dio continua a parlare anche oggi e può dire cose nuove e diverse, a seconda dell’esperienza che l’umanità fa nelle varie epoche storiche.

    Ed è proprio la storia che viviamo oggi, la coscienza che siamo oggi a determinare cosa dobbiamo o possiamo fare di buono per noi e per gli altri.

    Ovviamente, il vangelo – opportunamente contestualizzato – è una guida insostituibile per i cristiani, a patto però che si sfugga alla deriva relativista e a quella fondamentalista.

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