Il superfluo e l’indispensabile per la vita

    La vita e i suoi codici

    Quali sono gli elementi più indispensabili al mantenimento della nostra vita? L’aria e l’acqua, oltre che al cibo ovviamente.

    Se questo è il “boccone” essenziale, ossia biologico, per continuare ad esistere di giorno in giorno e se questo è ciò che ci unisce a qualsiasi altro essere vivente, tutto il resto è dunque “superfluo”.

    Un po’ di etimologia

    In greco, ciò che è superfluo è pleonexia, che poi in latino è stato tradotto con “luxuria” e applicato – nella lingua italiana – alla sfera dell’attività sessuale.

    Se ci abituassimo a “pensare biologicamente”, avremmo un criterio sicuro – e non morale o religioso – per capire ciò di cui avremmo veramente bisogno.

    Certamente, non potremmo andarcene via seminudi o aggrapparci al ramo di un albero, etc. etc.

    Nessuno ci chiede di farlo; sapere però che tutto – oltre ai bocconi essenziali – è superfluo, ci libera da tante preoccupazioni e soprattutto dalla paura di non vivere più se qualcosa ci viene improvvisamente a mancare.

    Liberi dalla paura

    Ci libera dalle parole “pleonastiche” nate dai bisogni “pleonastici”; ossia superflui. Ci libera dalla paura delle parole che qualcuno può dire su ciò che – proprio per processare quei bocconi – accade nel nostro corpo.

    Già! Qualcosa di semplicissimo, ma che come tutte le cose semplici, sono le più difficili da fare.

    Perché noi non nasciamo su un monte, ma in una famiglia, dove abbiamo ereditato dei “codici”, un “vocabolario biologico” preciso ed unico che ci guida nelle scelte e nei bivii della vita.

    Siamo vissuti e cresciuti, oltre che in una famiglia, in un contesto culturale, religioso assai definito – oggi forse un po’ meno – chiamato “occidentale”.

    Con-testi che si intersecano alla tramo del testo della nostra vita determinandone la direzione. Non qualcosa di negativo, per carità. Anzi, un contesto grazie al quale siamo quello siamo.

    Riconoscere e onorare

    Un contesto che però va riconosciuto ed anzi – nel caso dei genitori – perfino onorato, come recita il quarto comandamento.

    Onore e riconoscenza che ci permette poi di restituire il vero volto di babbo e mamma, spogliandoli di tutto ciò che abbiamo caricato sulle loro vecchie spalle.

    Solo così, sarà possibile apprezzare quel boccone che proprio da mamma abbiamo, all’inizio del nostro cammino, ricevuto con tanto amore!

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