Il libro di Enoch: essere come Dio

    The_Phillip_Medhurst_Picture_Torah_45._Enoch_translated._Genesis_cap_5_v_24._De_VosNel libro dei vigilanti il tema era l’origine del male. Nel libro delle parabole – facente sempre parte del libro di Enoch – il problema è invece il modo di ottenere la salvezza. La riflessione del libro delle parabole è ispirata dal fatto che se il male ha avuto origine dal cielo – perché gli angeli ribelli venivano da Dio – la soluzione al male deve venire ugualmente dal cielo. 

    Nel libro delle parabole si parla allora della figura di un misterioso salvatore, un figlio d’uomo, ossia un uomo il cui nome era noto prima della creazione ed è ora nascosto in Dio.   Infatti, gli uomini non possono entrare a contatto direttamente con Dio. Perciò Dio opererà attraverso questo mediatore che trasformerà il mondo instaurando cieli e terra nuova, nei quali non ci sarà più posto per il male e per i peccatori.

    Rispetto al libro dei Vigilanti, nel libro delle parabole l’origine del male è molto meno chiara e definita, anche perché sembra che all’autore del libro essa interessi ben poco. Il giusto è tale non tanto (e forse non solo) per scelta, ma perché eletto. Si tratta di un tema ben presente nel libro di Qoelet (cap. 2,26) dove si dice infatti: Egli concede a chi gli è gradito sapienza, scienza e gioia, mentre al peccatore dà la pena di raccogliere e d’ammassare per colui che è gradito a Dio. Ma anche questo è vanità e un inseguire il vento! Nel libro dei Vigilanti, ricordiamo, il male sulla terra prese origine dalla contaminazione causata dalla trasgressione angelica, che causò l’impurità tra gli esseri umani. In generale, anche nel libro delle parabole furono gli angeli scesi dal cielo ad insegnare agli uomini i segreti e il peccato.

    Tra questi angeli, l’autore distingue chiaramente il destino di Azazel e di Satana. Se il primo sarà gettato nella fornace ardente del fuoco eterno, il secondo possiede una natura tale da non poter essere distrutto. Satana appare così come un essere demoniaco e corrotto prima della trasgressione degli angeli – tra cui Azazel – che furono resi tali proprio da quella trasgressione.

    Se la trasgressione degli angeli consistette praticamente nel mettersi al posto di Dio, decidendo autonomamente di scendere sulla terra, anche il peccatore non è principalmente colui che trasgredisce la legge, bensì l’uomo che si mette al posto di Dio. Nel libro delle Parabole questa categoria di persone è costituita soprattutto dai potenti della terra. Il compito del figlio dell’uomo sarà dunque quello di rovesciare questi potenti dai loro troni. I buoni sono invece gli oppressi che attendono il giorno dalla salvezza. 

    In tale contesto, anche il tema dominante nel tardo giudaismo della porneia – ossia dee peccato sessuale – come causa e origine del peccato, come peccato più importante, perde la sua centralità. Per l’autore del libro delle parabolil peccato fondamentale è il presumere di essere come Dio, di arrogarsi le prerogative divine. Perciò, egli ha una concezione del male assai più elevata e profonda. (La prossima volta inizieremo la presentazione dei brani più significativi)

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