Il danno psicologico

    Essere informati su come difendersi è importante

    Molti anni sono passati da quando era considerato strano richiedere un risarcimento per i danni morali, psicologici o esistenziali subiti in relazione ad un particolare evento.

    Il concetto di danno non patrimoniale, sancito dall’articolo 2059 del codice civile, prevede infatti la possibilità di un “danno determinato dalla lesione di interessi inerenti la persona non connotati da rilevanza economica”.

    Di cosa si tratta?

    Se la persona ha quindi subito un danno “anche solo” morale, psicologico o esistenziale in relazione ad un determinato evento, avrà diritto di chiedere un risarcimento.

    L’importante è che l’evento in questione, quasi sempre di natura traumatica, abbia determinato un mutamento in senso peggiorativo del precedente equilibrio del corpo, della psiche o dell’esistenza della persona.

    Il danno morale è sostanzialmente costituito dalla sofferenza vissuta in relazione all’evento.

    Il padre che abbandona senza motivo il tetto coniugale generando uno stato di sofferenza nella moglie e nei figli molto probabilmente, qualora la moglie ne faccia richiesta, dovrà pagare loro i danni morali.

    Il trauma vero e proprio, lo stalking

    Si parla invece di danno psicologico vero e proprio quando l’evento determina una menomazione dell’intergità psico-fisica, ovvero un’alterazione delle funzioni corporee e/o mentali della persona.

    Se ad esempio una vittima di stalking versa semplicemente in uno stato di sofferenza per il torto subito ha diritto di chiedere i danni morali.

    Se invece comincia a non dormire più la notte, ad avere attacchi di panico e a non uscire più di casa per la paure di incontrare il suo persecutore, ha diritto di chiedere anche i danni psicologici.

    La cosa più importante in ambito medico legale è la dimostrazione del nesso causa effetto, per cui chiunque crede di aver subito danni di questo tipo, deve sempre allegare una documentazione medica e/o psicologica inerente i sintomi riportati.

    La documentazione richiesta

    Sarà quindi importante riportare anche al proprio medico di base i sintomi verificatisi a seguito di una particolare circostanza di vita, affinché questi possa produrne relativa documentazione, eventuale terapia e/o invio ad altre strutture.

    Avranno valore anche le perizie psicologiche, soprattutto se sostanziate dalla somministrazione di test, in quanto anche allo psicologo spetta il diritto di fare diagnosi psicologica.

    Più documentabile è il danno e più è probabile l’eventuale risarcimento qualora in sede legale si venga considerati effettivamente danneggiati.

    I traumi gravi e quelli esistenziali

    Il danno esistenziale è quello più grave e lo si può richiedere quando l’evento cambierà, per sempre o in parte, la nostra esistenza.

    Se, per esempio, un congiunto della persona in oggetto viene investito sulle strisce pedonali, questa avrà diritto di chiedere all’assicurazione del responsabile i danni non solo morali e psicologici,

    ma anche quelli esistenziali poiché quella perdita ingiusta cambierà per sempre la sua esistenza. Questo è il caso limite.

    Ma il danno esistenziale può essere chiesto ad esempio anche in situazioni di mobbing particolarmente grave, in seguito al quale chi viene trattato ingiustamente e/o umiliato (in modo ovviamente palese e documentabile),

    abbia cominciato a stare male, a sentirsi inutile e abbia sviluppato di conseguenza una depressione reattiva oppure un disturbo post traumatico da stress.

    Sentirsi riconoscere i propri diritti è importante

    Conoscere i proprio diritti è essenziale non solo perché non vengano lesi ma, come in questo caso, anche per saper riconoscere se e quando abbiamo subito un danno morale, psicologico e/o esistenziale.

    Se questo non potrà ridarci la serenità perduta, del tutto o in parte, potrà almeno darci il senso di avere un sistema costituzionale alle spalle che, pur con tutti i suoi limiti,

    è però disposto a riconoscerci il diritto alla salute inteso non solo come assenza di malattia, ma come uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale (O.M.S., 1946). (Articolo pubblicato in Rivista dell’ANAP)

    La dr.ssa Cingolani riceve a Roma, in zona San Pietro. Se desideri contattarla, puoi scriverle a questo indirizzo mail: letizia.cingolani@libero.it

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