• us

Josè O’Callaghan e il famoso (e dimenticato)7Q5

Nel 1972 identificò il frammento di papiro 7Q5. Da allora fu letteralmente perseguitato da colleghi anche del Pontificio Istituto Biblico

Nel 1972 identificò il frammento di papiro 7Q5. Da allora fu letteralmente perseguitato da colleghi anche del Pontificio Istituto Biblico

Josè O’Callaghan nacque a Tortosa, Spagna, il 7 ottobre 1922. All’età di 18 anni (29 ottobre 1940) entrò nella Compagnia di Gesù e il 31 maggio 1952 fu ordinato sacerdote. Compì gli studi teologici nella Facoltà di Teologia di San Cugat del Vallés, conclusi con la Licenza in Teologia; conseguì poi il dottorato in Lettere e Filosofia all’Università di Madrid nel 1959 con la tesi pubblicata subito dopo col titolo Las tres categorías estéticas de la cultura clásica (Madrid 1960). Proseguì la sua formazione scientifica all’Università di Milano, dove studiò sotto la direzione della famosa papirologa Orsolina Montevecchi, e ottenne il Dottorato in Lettere classiche nel 1960 con la tesi Cartas cristianas griegas del siglo V (Barcelona 1963).

Per un decennio (1961-1971) fu professore di greco biblico nella Facoltà di Teologia di San
Cugat del Vallés. Fu in questo periodo che fondò nella stessa Facoltà il Seminario di Papirologia, che continuò a dirigere nel corso di tutta la sua vita accademica. Grazie alla generosità del suo cognato, Josep Palau Ribes, Padre O’Callaghan poté comprare un gran numero di papiri e fondare una rivista, Studia Papirologica, come pure due collane scientifiche: «Papyrologica Castroctaviana» e «Estudios de Papirologia y Filologia Bíblica».

Nel 1971 fu chiamato a Roma per insegnare papirologia al Pontificio Istituto Biblico, dov rimase fino al compimento del suo settantesimo anno, nel 1992, quando, diventato emerito, si trasferì a Barcellona. Dal 1983 al 1986 aveva anche ricoperto l’incarico di Decano della Facoltà Biblica. Quando era professore all’Istituto Biblico venne invitato varie volte a insegnare all’Università di Urbino.

Il famoso frammento 7Q5

Nelle sue righe è nascosto il segreto dell’originalità dei vangeli

Nel 1972 Padre O’Callaghan passò alla storia con la sua ipotesi che, tra i testi greci della settima grotta di Qumran, uno di essi (7Q5) fosse da identificare con un frammento del Vangelo di Marco («¿Papiros neotestamentarios en la cueva 7 de Qumr n?», Biblica 53 [1972] 91-100). La sua ipotesi è, a giudizio mio e di altro autorevoli studiosi, assai verosimile ed ho cercato di giustificarla ulteriormente nel mio “Il libro segreto di Gesù” (Newton Compton 2011). Purtroppo oggi la ricerca su questo frammento si è fermata, anche perché gli studiosi temono di dover rivedere la datazione del vangelo di Marco, che sarebbe stato scritto intorno all’anno 50 d.C. e non nel 70, come oggi comunemente si sostiene. Basandosi su questa identificazione, egli sostenne la possibilità che anche altri frammenti della stessa grotta 7 potessero essere testi del Nuovo Testamento.

Pontificio Istituto Biblico

Il glorioso Pontificio Istituto Biblico, dove anche io, dal 1990 al 2002 ho studiato

Quando era studente di filosofia a Sarrià (Barcellona), aveva conosciuto il P. José Maria Bover S.J., allora impegnato nella preparazione dell’edizione critica del Nuovo Testamento greco. Egli fu il primo a introdurre Padre O’Callaghan nel campo della critica testuale. Padre O’Callaghan divenne poi un collaboratore di P. Bover e pubblicò il suo Nuevo Testamento Trilingüe (BAC; Madrid 1977), come pure studi di introduzione alla critica testuale in catalano e in spagnolo. Forte della sua esperienza con Bover e delle sue ricerche di papirologia, Padre O’Callaghan fu autore di numerosi scritti nel campo della papirologia e della filologia classica del Nuovo Testamento, mantenendo in tutta la sua vita una stretta relazione con molti colleghi in questo campo.
Accanto ai suoi impegni accademici, Padre O’Callaghan trovò sempre il tempo anche per l’attività pastorale, sia a Roma che in Spagna. Nei suoi anni al Pontificio Istituto Biblico fu un membro sempre molto stimato e ben voluto nella comunità dei Gesuiti, dove egli ritornava volentieri annualmente nel mese di settembre anche dopo il suo ritiro a Barcelona, finché la salute glielo permise. Sabato, 15 dicembre 2001, passò a miglior vita nell’infermeria della comunità dei Gesuiti di San Cugat del Vallés (Barcelona), dopo lunga malattia causata da complicazioni diabetiche.

Lascia un commento