E’ sempre colpa di Satana?

    Oggi offro un breve stralcio del libro dove parlo della possessione diabolica e degli esorcismi di Gesù:

    «Al di là, dunque, della possessione diabolica, il brano dell’evangelista Marco [n.d.r. cap. 5 – l’indemoniato di Gerasa] parla di qualcosa che può riguardare drammaticamente ciascuno di noi, chiamando in causa le scelte che facciamo ogni giorno. Dietro lo sfavillio accuratamente celato di una vita piena di cose e di persone sorridenti può agitarsi un mondo come quello che abita l’inde- moniato di Gerasa. I sepolcri possono così diventare la cifra di una non vita e colui che vi abita il simbolo di una persona viva perché sta in piedi e fa tante cose, allegra solo perché ordina ai muscoli facciali di sfoggiare un sorriso smagliante ma freddo come il ghiaccio.

    Due sono le caratteristiche principali di una simile esistenza: la rivendicazione violenta di una libertà indefinita e la reclusione volontaria nel ghetto senza via d’uscita dell’angoscia. Due facce di una medaglia su cui sono impresse le effigi di una vita perduta e disperata. Chi, infatti, può vivere senza regole, senza vincoli, senza legami affettivi, agitando ogni giorno la bandiera di un’impossibile e infinita libertà? Quando la libertà viene confusa con l’anarchia totale e assoluta, essa si trasforma da promessa di felicità in un autentico inferno. Sono perfettamente comprensibili i tentativi dei conoscenti dell’uomo posseduto i quali cercano, con le migliori intenzioni, di porre dei limiti, giungendo quasi alla coercizione. Purtroppo, le manifestazioni del Male diventano sempre più devastanti quanto più forti e decisi sono gli interventi esterni per riportare il disgraziato a una vita normale.

    Non bastano quindi ceppi e catene, simboli di vincoli e regole, a delimitare uno spazio individuale calpestato da una vera e propria armata delle tenebre. Sì perché una vita senza limiti e regole è il mondo evocato dalle immagini dello sconfinato mare primordiale da cui sarebbe emersa la Terra (cfr. Genesi cap. 1, vv. 1-2), immagini che nei nostri peggiori incubi descrivono la condizione straziante dell’angoscia. Ma c’è angoscia e angoscia. C’è quella liberamente accettata quale occasione eccezionale per fare i conti con la propria fragilità per poi approdare a una vita nuova e più consapevole; e c’è un’angoscia invece da dove non si vuole né si può più uscire: è l’inferno quello che si sente, quello che fa male e che, pur non essendo fatto di fuoco e fiamme, nondimeno può essere eterno. Perché non esiste nulla oltre i cancelli oscuri della morte che non abbia avuto inizio mentre siamo ancora in vita. (Tratto da Il potere segreto della Bibbia, VandA Epublishing, 2017, pp. 141-142)

    Se vuoi continuare a leggere, acquista Il potere segreto della Bibbia, su Amazon o presso la Libreria Coletti a Roma, in via della Conciliazione n. 3a. 

    I commenti sono chiusi.