Dove e quando i deuteronomisti iniziarono a scrivere?

    Tiglat Pileser III – Bitish Museum

    Molti studiosi ritengono che la storia Dtr . ossia deuteronomista – sia stata scritta durante l’esilio (fine VI sc. a.C.). Del resto, così pensava anche Noth, nei suoi primi studi sul dtr. Tuttavia, osserva Römer, è difficile spiegare testi dove l’avvento della monarchia presenta toni ottimistici, oppure la visione positiva della dinastia davidica. Questi ed altri testi suggeriscono un’epoca in cui il Regno di Giuda era ancora in vita. Alcuni studiosi, infatti, pensano che le origini della storia dtr siano da attribuire all’epoca di Ezechia (VIII sc. a.C.). Egli viene infatti presentato come il re più grande dai tempi di Davide (2 Re 18,1-6). Egli però osserva anche che è difficile pensare che in quell’epoca sia stata redatta una prima edizione della storia Dtr. Basti leggere 2 Re 18,5 per rendersi conto che anche in quel testo è facilmente riconoscibile la mano di un redattore vissuto dopo Ezechia.

    Certamente però, il fallito assedio di Sennacherib nel 701, un primo tentativo di centralizzazione del culto – consistita forse nella rimozione di alcuni simboli cultuali non accetti all’Assiria – diedero in un certo senso avvio alla corrente di pensiero che poi trovò espressione nella storia dtr. Ma la pressione assira ai tempi di Ezechia era troppo forte per permettersi di scrivere opere estese e ragionate come la storia dtr. La soluzione più plausibile è di collocare gli inizi della storia dtr sotto il re Giosia, Vi fu infatti un mutamento della situazione politica del Vicino Oriente nella seconda metà del VII sec. a.C. 

    A partire dal regno di Tiglat Pileser III (745-727 a.C.) l’influenza degli Assiri nell’area siri-palestinese fu in crescita continua. Il regno d’Israele, allora più ricco e sviluppato, fu ben presto sottomesso. Nel 722 a.C. il Regno del nord – Israele – perse definitivamente la propria autonomia, con la caduta di Samaria. Questo evento provocò un grande incremento demografico a Gerusalemme ed un aumento eccezionale delle dimensioni della città. Nel giro di pochi decenni Gerusalemme, che occupava solo pochi ettari di terreno, giunse ad estendersi per un’area di circa 60 ettari con una popolazione di 15.000 abitanti. La causa materiale di tutto questo grande sviluppo fu certamente l’arrivo dei rifugiati dall’ex regno del nord, ma non solo. Giuda era infatti entrato nel giro del mercato mondiale assiro. Ciò suscitò una vera e propria rivoluzione economica e politica. Giuda passò da una società agricola organizzata per clan, ad un sistema politico statale fortemente centralizzato. Così, per la prima volta nella sua storia, la corte del re diventò qualcosa di assai più complesso rispetto ai periodi precedenti. Una situazione siffatta fu raggiunta con ogni probabilità sotto il regno di Manasse (che durò 55 anni – 2 Re 21,1), periodo durante il quale la cultura e la propaganda neo-assira si radicarono profondamente nella mentalità giudaica.

    Poi, progressivamente la presenza assira in Giuda si indebolì, permettendo una certa autonomia politica e alimentando antichi sogni nazionalistici. Se è vero che Giosia salì al trono all’età di 8 anni (cfr. 2 Re 22,1), ciò significherebbe che il potere politico era indubbiamente in mano a sacerdoti, scribi ed importanti famiglie cortigiane. Le origini letterarie della storia dtr vanno probabilmente collocate all’interno di questi ambienti. Lo scopo di tale attività era di sostenere il “partito sionista” e le politiche nazionalistiche ed espansionistiche. Perciò si trattava di un’opera di propaganda. Possiamo pensare che, a quel tempo – ossia nella seconda metà del VII sec. a.C. – esistesse una raccolta di rotoli conservati forse in una biblioteca. Forse, si trattava di leggi che riguardavano la riorganizzazione politica, economica e religiosa della Giudea (Dt 12-25); di un racconto della conquista che rifletteva ambizioni militari e rivendicazioni territoriali di Giuda (Gs 3-12); di una cronaca dei re di Giuda e Israele che legittimava Giosia come un novello Davide (Samuele-Re). In tutti questi testi è riconoscibile chiaramente l’influenza della cultura neo-assira. Nel libro dei Giudici, invece, è difficile riconoscere la presenza di un’attività editoriale dell’epoca di Giosia.

    Alcuni studiosi hanno perfino suggerito che nel VII secolo esistesse anche una tradizione mosaica. Secondo Römer, essa potrebbe aver fatto parte della “biblioteca deuteronomista”. In tal caso, questa vita di Mosè, sarebbe stato come una sorta di manifesto anti assiro, in cui Mosè (Es 2) è la figura antagonista di Sargon – l’ipotetico fondatore della monarchia assira – e la liberazione dalla schiavitù egizia come allusione ai tentativi di Giosia di liberarsi del giogo assiro. 

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