Dio cerca di fermare la violenza

    Quando la violenza si innesca, Dio può ben poco però

    Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato.

    (Gen 4,15)

    La cosa più evidente di questo versetto è che, mentre Caino si rivolge a Dio dandogli del tu (clicca qui), Dio risponde parlando con lui in terza persona.

    Non dice infatti chiunque ti ucciderà … bensì chiunque ucciderà Caino … in tal modo, Caino diventa la figura della coscienza di ogni uomo che – a causa di ciò che ha fatto – è costretto a vivere con un grande rimorso e soprattutto con la paura delle vendetta. 

    La risposta di Dio sembra segnata da una violenza inaudita, certamente non compatibile con l’intenzione – da leggere tra le righe – di un Dio che vuole proteggere Caino o comunque l’uccisore del proprio fratello.

    Eppure, la vendetta fino a sette volte – in Ebr. שִׁבְעָתַ֖יִם – indica proprio questo. Con queste parole, Dio vuole frenare la corsa dell’umanità verso un futuro pieno di violenza.

    Esse rappresentano una sorta di deterrente, brutale come brutali sono gli esseri umani quando la violenza degenera. Un deterrente più umano che divino, come umani erano gli autori di questo brano.

    Il sette – è un simbolo numerico che indica la totalità, perciò chi toccherà Caino avrà una punizione esemplare da parte di chi? Non da parte di Dio, perché egli dice chiunque …. subirà … c’è un messaggio da leggere tra le righe e che riguarda l’umanità, ogni singolo uomo.

    Se Caino ha ucciso, chi l’ucciderà non creda di vendicare Abele, poiché l’unico effetto sarà l’incremento della violenza.

    Una sorta di sinistra profezia che annuncia ciò che accadrà nei capitoli seguenti, che narrano le vicende umane prima del diluvio. Una profezia che, come ogni profezia, spaventi un po’ il lettore, costringendolo – non convincendolo – a comportarsi meglio.

    Il segno di Caino

    Infine, Dio per proteggere concretamente Caino imprime il famoso segno di Caino, che comunemente viene inteso come una sorta di marchio dell’omicida, di chi commette qualsiasi genere di violenza contro il fratello.

    Invece, esso è un segno di protezione, forse un tatuaggio, come alcuni suggeriscono. È il tentativo estremo di fermare la catena di violenza, la vendetta innescata da ciò che Caino ha fatto. Qualcosa che funga da deterrente contro l’intenzione di uccidere. Servirà?

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