Dall’altro lato della paura

    La paura blocca la vita

    «Tutto quello che hai sempre voluto è dall’altro lato della paura» 

    G. Addair

    Ogni cosa importante, ogni cosa bella e degna di essere vissuta, qualunque cosa si reputi di importanza vitale, ogni desiderio vero, ogni sogno da realizzare ritrova sempre e comunque oltre la paura. Si sa, da sempre.

    I vari tappabuchi

    Quando però si ha paura, la sensazione di cadere nel nulla, senza avere un motivo particolare per essere spaventati ed anzi proprio quando tutto sembra andare bene, è facile richiudere la crepa che si è aperta con il cemento a basso costo.

    Basta aprire il frigo o accendere la tele, fare una partita a fortnite, lasciarsi illuminare – o abbronzare come dice qualcuno – dallo smartphone o ancor meglio dall’I-phone. Passa subito tutto, ma per tornare.

    Il passo decisivo

    Quando si ha paura della paura significa che occorre fare IL passo fondamentale della vita, ritagliando nel mondo delle chiacchiere e delle opinioni comuni, la nicchia vitale e spirituale in cui ogni essere umano, unico e irripetibile, può vivere.

    Ma in genere si indietreggia e non solo si fa un passo indietro. L’ansia è così tanta che si fanno volentieri due o anche tre passi indietro, per tenere a bada il mare in tempesta.

    Così, al prossimo appuntamento, si dovranno recuperare quei due passi di scarto verso un limite, un confine che si ha sempre meno voglia di superare. È comprensibile.

    Ma la vita non fa sconti a nessuno, non esistono pass per entrare senza pagare il biglietto. Perché non c’è biglietto, né ingressi noti.

    Ognuno ha una porta da attraversare

    Ognuno ha la sua vita che conduce alla propria porta, più o meno stretta, serrata più o meno bene. Dipende dal tempo, dagli anni in cui essa è rimasta chiusa, senza neppure pensare cosa si celi oltre di essa. 

    Una porta, un mare, un deserto, tutte immagini simboliche che rappresentano bene quella fetta di vita inesplorata e futura che attende chiunque voglia diventare un essere umano che vive, davvero.

    Esempi illustri

    Decisero di esplorarla in tanti, diventati poi fari luminosi per ogni tempo.

    Abramo partì per una terra dove, un giorno, avrebbe visto una discendenza, ma posato con una donna che non poteva avere figli e che era costretto ad andare a letto con la schiava.

    Mosè attraversò un deserto che condusse alla libertà un popolo, senza che lui stesso però vi potesse entrare.

    Cristo stette nel deserto per quaranta giorni, prima di iniziare a cambiare per sempre la storia e ogni storia. Nessuno deve fare come loro, perché ognuno ha la sua via che conduce alla propria porta.

    Ma tutti quelli che sentono che nulla soddisfa, perché tutto è privato della propria radice, devono farlo, prima o poi.

    Piccoli compromessi …

    Tuttavia di un uomo come Abramo potremmo imitare la furbizia, perché le bugie – certamente non gravi come le sue – a volte servono per celare a chi sappiamo ciò che si vuole fare.

    Di uno come Mosè potremmo imitare l’umiltà che lo spinse a collaborare con uno che sapeva parlare bene, perché nessuno può illudersi di fare tutto da solo, quando c’è da attraversare un mare e occorre affidarsi non solo Dio, ma anche a persone che possiedono qualità che a noi mancano.

    Fidarsi anche degli inaffidabili

    Potremmo, infine, imitare lo stile di Cristo che continuò a fidarsi di quelli che lo lasciarono solo proprio in quei momenti, quando dovette affrontare il mare dell’ignominia umana, una volta per tutte.

    Magari, si può decidere, finalmente, di prendere quel po’ di buono che mamma e papà hanno saputo fare per indicare e preparare una strada che poi solo noi avremmo percorso. 

    Anche se la porta che porta all’altra sponda è chiusa, da sotto fuoriesce sempre una lama di luce che fa intuire la promessa luminosa che vi si cela. Auguro a tutti di incamminarsi verso di essa!

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