Cos’è l’Ebraico biblico?

    Una piccola introduzione per capire cos’è l’Ebraico biblico

    Oggi c’è una grande confusione riguardante la Lingua ebraica e la Bibbia ebraica che sempre più spesso genera discussioni infinite sul significato di alcuni testi biblici considerati contenere verità sconvolgenti.

    Storia della lingua ebraica

    Colgo allora l’occasione per offrire una introduzione progressiva alla Lingua ebraica, accanto al vero e proprio corso di Ebraico online.

    L’ Ebraico biblico era una lingua semitica parlata dagli Israeliti in Israele.

    Essa è attestata a partire dal X sec. a.C. e durò fin oltre il 70 d.C., anno in cui i Romani distruggono il Tempio di Gerusalemme.

    L’Ebraico biblico – o Ebraico classico – proseguì la sua evoluzione nell’Ebraico della Mishna, una lingua diversa ma complementare all’Ebraico. 

    L’Ebraico biblico è la lingua in cui fu scritta la Bibbia ebraica.

    Come sistema di scrittura, gli antichi ebrei adottarono l’alfabeto fenicio intorno al XII sec. a.C., che poi però si sviluppò e modificò fino a costituire il cosiddetto alfabeto proto-ebraico.

    La grafia di questo alfabeto, che continuò ad essere usato presso i Samaritani (nel loro cosiddetto “Pentateuco samaritano“), mutò poi in quella aramaica – la cosiddetta “scrittura quadrata” – presente nell’attuale Biblia Hebraica Stuttgartensia.

    Un testo originale senza consonanti

    In origine, la lingua ebraica classica – così come essa è attestata nella Bibbia ebraica – era provvista di sole consonanti. 

    Proprio a causa di ciò, molti sostengono che sia impossibile stabilire la pronuncia originale – e dunque il significato – dell’Ebraico biblico.

    Infatti, alcune consonanti – waw, he, yod – erano usate come indicatrici della pronuncia e del significato di una certa parola.

    Ciò, purtroppo, non è possibile per tutte i lemmi che costituiscono l’Ebraico biblico, anche se rappresentano comunque un’ottima guida.

    Il sistema vocalico della lingua ebraica e sue caratteristiche

    Durante il Medioevo, i Masoreti svilupparono un vero e proprio sistema di vocalizzazione della lingua ebraica, chiamato sistema tiberiense ancora in uso.

    Le caratteristiche principali della lingua ebraica sono le seguenti.

    Ogni sostantivo o verbo deriva da una radice composta in genere da tre sillabe;

    essa ha due generi: il maschile e il femminile; tre numeri: singolare, plurale e il duale.

    Solo l’ebraico, tra le lingue semitiche, presenta la singolare costruzione di waw+verbo che inverte il tempo del verbo. Perciò, un perfetto (passato) preceduto da waw diventa imperfetto (futuro).

    L’ordine degli elementi in una frase è: verbo-soggetto-oggetto. Il numero, genere e persona del verbo segue il numero, genere e persona dell’oggetto, ad eccezione di alcuni casi, il più celebre dei quali è elohim (sul quale abbiamo aperto una vera e propria inchiesta – clicca qui).

    Un’altra caratteristica sono i cosiddetti “suffissi pronominali”. Essi vengono uniti al verbo per indicare l’oggetto e ai nomi per indicare il possesso.

    Infine, l’ebraico biblico ha una forma assai singolare per indicare – in genere – il nostro complemento di specificazione: la catena costrutta. (Continua)


    Per chi volesse accedere al corso di Ebraico online, può richiederne informazione scrivendo a: venturini@simoneventurini.it

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