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Corso sul Pentateuco – Esegesi di Esodo 14 – “Il prosciugamento del mare”

In Esodo 14, come abbiamo detto, sono presenti due diversi racconti, fusi e adattati insieme dall’autore. Il primo, che abbiamo visto, è il racconto del vero proprio miracolo, la cosiddetta “apertura del Mar Rosso” attuata da Dio attraverso il suo servo Mosè. Il secondo, invece, è un miracolo un po’ più indiretto, potremmo dire, ossia le acque del mar Rosso che si prosciugano. Questo racconto, secondo gli esperti, è più difficile da riconoscere all’interno del brano. Gli esegeti, allora, si limitano a dire che esso è composto da tutti quei versetti che non appartengono al primo. 

L’unica parte narrativamente chiara è composta dai versetti 13,18-18; 14,5.6-7.10, ossia il motivo per cui il Faraone decide di inseguire gli ebrei, i preparativi per l’inseguimento, l’inseguimento e lo sgomento degli ebrei davanti a questo fatto. Il resto è meno coerente (clicca qui per il testo) ed inizia con la reazione di Mosè e il prosciugamento del mare. L’intervento di YHWH fa fuggire gli egiziani che muoiono quando le acque del mare tornano al loro consueto livello. Segue una conclusione di tipo teologico.

La caratteristica di questo racconto è che, a differenza del primo, qui è Mosè che parla e Dio agisce da solo, autonomamente. Lo scopo di YHWH è salvare Israele e non dare sfoggio della sua potenza davanti agli egiziani. Alla fine, elemento che manca nel primo racconto, Israele teme YHWH e crede non solo in lui, ma anche in Mosè che è suo servo.

Il prossimo passo è di vedere dove, nella Bibbia, si ritrovano gli stessi motivi e gli stessi interessi di ciascuno dei due racconti fusi insieme nel capitolo 14 dell’Esodo.

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