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Ciascuno di noi può essere un “satana” (Matteo cap. 4, vers. 10)

Storie prodigiose di Pierre Boaistuau, presentate alla Regina Elisabetta I nel 1560

Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto:
Adora il Signore Dio tuo
e a lui solo rendi culto».

Gesù chiama satana l’essere/entità con cui si è confrontato. Nel brano, viene chiamato in diversi modi: diavolotentatore ed ora satana. Anche questo nome è un titolo, un’etichetta più che una persona in carne ed ossa come Gesù. Da notare che Gesù viene chiamato dall’evangelista sempre col suo nome – il diavolo lo chiama anche figlio di Dio – mentre l’essere/entità con cui si confronta viene definito sulla base della funzione che espleta nei riguardi di Gesù.

Chiamandolo satana, l’evangelista si riferisce alla sua funzione di avversario – satan è una parola ebraica che significa avversario – perché si tratta del confronto finale, dove Gesù rimette a posto e definisce i punti di riferimento esistenziali. Solo Dio può essere adorato e a lui solo si può rendere culto. Adorarerendere culto sono i termini di un parallelismo chiarito dove a il Signore Dio tuo corrisponde a lui e ad adora corrisponde rendi culto. 

Dicendo questo, Gesù avverte l’uomo che la più grande avversità è il capovolgimento dei punti di riferimento. Quando, cioè, si rende culto ad un essere umano che si traveste da Dio e che, con il suo subdolo ragionamento, si vuole porre come unico e indiscusso riferimento della tua vita. Da questa avversità discende ogni altro problema e dramma umani, perché viene inficiata la più grande delle dignità umane: la libertà

Più che alle tentazioni di peccato, più che a pensieri vari, occorre dire vattene a chiunque vuole rubare la dignità umana, la sua inalienabile libertà, la possibilità di scegliere e di percorrere la strada che solo Dio ha tracciato per noi. L’avversario è dunque il diavolo? Si tratta di un essere personale? Sì, certamente. Se, però, pensiamo che il Male possa servirsi dell’uomo stesso, anche di me e di te che stai leggendo. Certamente, è un essere in carne ed ossa ogniqualvolta si serve di un essere umano per ostacolare il cammino di un altro essere umano; ogniqualvolta, l’invidia la gelosia che degenerano nell’odio distruggono per sempre la possibilità di diventare veramente quello che siamo e per cui siamo nati.

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