È possibile ricostruire la biografia di Gesù?

    In molti hanno provato a scrivere la vita di Gesù, il tentativo di Jossa è l’ultimo della serie

    Recentemente è uscito il nuovo libro di Giorgio JossaVoi chi dite che io sia? Storia di un profeta ebreo di nome Gesù(Studi biblici 195), Paideia, Torino 2018, pp. 368, € 27,00, ISBN 9788839409232.

    L’autore si chiede se sia possibile ricostruire una biografia essenziale della vita di Gesù, composta dagli eventi salienti, dal carattere della sua missione e dai motivi della sua crudele morte e Gerusalemme.

    La questione della biografia di Gesù

    Molti pensano che i vangeli non contengano elementi chiari ed univoci per una tale impresa, poiché composti in luoghi ed epoche diverse, con un profilo letterario e teologico peculiare a ciascuno di essi.

    Per ricostruire una biografia essenziale di Gesù, occorre allora scegliere uno dei vangeli. Giorgio Jossa sceglie quello di Marco, perché considerato il più antico e storiograficamente affidabile.

    La datazione di Marco e 7Q5

    A suo tempo ne – Il libro segreto di Gesù – affrontai anche io l’argomento della affidabilità storica di Marco, sostenendo l’identificazione di 7Q5 con Mc 6,52-53 e risalente intorno al  50 d.C.

    7Q5, lo ricordiamo, era un frammento in greco trovato nella settima grotta di Qumran, precisamente il quinto di un set di frammenti papiracei disposti in fila e fotografati.

    La ricostruzione di Giorgio Jossa

    Riassumendo brevemente i risultati dello studio di Jossa, il noto studioso sostiene che Gesù fu un profeta escatologico che annunciava il prossimo ed incombente Regno che Dio avrebbe instaurato sulla terra.

    Predicò, compì dei prodigi e si recò una sola volta a Gerusalemme – mentre nel Vangelo di Giovanni si menzionano tre soggiorni di Gesù nella città – dove iniziò a intuire il fallimento della sua missione.

    Proprio durante l’ultima cena, consumata prima della Pasqua, come riferisce Giovanni, proiettò la venuta del regno in un futuro imprecisato, identificandosi con il Figlio dell’Uomo di cui parlava il profeta Daniele (c. 7). 

    Gesù si dichiarò tale davanti al Sinedrio e fu per questo condannato di bestemmia. Il Sinedrio poi trafficò perché Ponzio Pilato lo condannasse perché aveva detto di essere il Re dei Giudei.

    I Vangeli sono stati profondamente elaborati

    Jossa, come qualsiasi altro specialista nel settore, sostiene che la sua analisi è scevra da qualsiasi orientamento confessionale. E così dovrebbe essere, quando si analizza qualsiasi opera dell’antichità.

    Il problema, però, nel caso dei vangeli, compreso quello di Marco, è che fin da subito essi subirono una elaborazione tale da parte dei seguaci di Gesù, che è praticamente impossibile ricostruirne la figura storica.

    Quando si prova a farlo, ne risulta una biografia fatta di pezzi, di elementi, giudicati originali, sulla base di argomentazioni storiche, ma anche con un buon margine di discrezionalità.

    Il vero messaggio di Cristo

    La figura di Gesù è ormai inseparabile dalla vita di quelli che ne compresero ed approfondirono la figura. Questo approfondimento è avvenuto su tanti livelli: letterario, simbolico, teologico, spirituale, etc.

    Certamente, lavori come quello di Jossa ci aiutano a capire la possibile evoluzione dalla presunta figura originale di Gesù a quello che fu poi l’elaborazione cristiana. 

    Ciò che però oggi, a mio giudizio, veramente serve è una lettura simbolica e profonda del messaggio di Cristo, per rilevarne la portata umana universale e come esso possa essere ancora rilevante per gli uomini e le donne di oggi.

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