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Storie della Bibbia come il diluvio hanno solo un valore simbolico?

Alcune precisazioni sul racconto più famoso della Bibbia

Oggi iniziamo a parlare del racconto più famoso della Bibbia: il diluvio universale.

La Bibbia deve la sua fama di libro più famoso del mondo soprattutto ad alcuni brani che fanno parte ormai dell’immaginario collettivo, del modo di pensare della gente, ispirando perfino i modi di dire che usiamo ogni giorno.

La grande notorietà del racconto

Frasi come “oggi diluvia” per dire che per tutto il giorno non ha mai smesso di piovere; “ai tempi di Noè” per parlare di qualcosa che è accaduto molto tempo fa; “l’arca di Noè” per dire una casa piena di animali, provengono tutte dal racconto del diluvio.

Per non parlare poi dei simboli che fanno parte ormai del nostro patrimonio culturale: “il ramoscello d’ulivo” che rappresenta la pace; “l’arcobaleno” che indica la comunione con Dio e la fraternità universale. 

Breve riassunto della storia biblica

Il racconto, come tutti sanno, narra che a causa della malvagità degli esseri umani Dio decise di distruggere l’umanità, mandando il diluvio.

Dio, però, avvisò per tempo Noè, ordinandogli di costruire per sé e per la sua famiglia una gigantesca imbarcazione – l’arca – che ospitasse anche le coppie di ogni specie di animali.

Una volta chiusa la porta dell’arca, cadde sulla terra tanta acqua da superare le cime dei monti più alti. L’arca, intanto, si fermò sulla cima del Monte Ararat.

Quando il livello delle acque iniziò a calare, Noé inviò prima un corvo e poi una colomba per verificare fino a che punto le acque si fossero abbassate.

Quando la colomba tornò con un ramoscello d’ulivo sul becco, Noè aprì la porta dell’arca e fece uscire all’aperto i componenti della sua famiglia e tutti gli animali che ripopolarono la terra.

Noè, allora, costruì un’altare sul quale offrì un sacrificio a Dio, che promise di non inviare più il diluvio sulla terra. Come simbolo della ritrovata armonia, Dio stese tra le nubi l’arcobaleno (Gen 6-9). 

Simbologia diffusa in tutto il mondo

Che tra le sue righe si trovino modi di dire, simboli e immagini ancor oggi d’uso comune, significa che si tratta di un racconto la cui rilevanza deborda ampiamente dai confini della religione, assumendo un valore archetipico ed universale.

Del resto, non esiste civiltà antica che non annoveri il racconto di una grande inondazione, i cui tratti si allineano a quelli del diluvio raccontato nella Bibbia.

Persino tra le tribù indiane del Nord America, si parla di uomini che diventarono così cattivi da uccidersi tra loro.

Dio, allora, pianse a tal punto che le lacrime divennero pioggia, causando un vero e proprio diluvio. 

Alcune precisazioni

Si tratta, indubbiamente, della catastrofe più famosa del mondo ed essendo il suo racconto così universalmente condiviso, esso meglio di ogni altro, può contenere elementi che lo sottraggono dalle nebbie del passato, proponendone la sconvolgente attualità. 

Anzitutto va detto che il racconto del diluvio non è la cronaca di un evento, così come il racconto della creazione.

Coincidenze storiche?

Anche se ci sono geologi che cercando di risalire al periodo storico in cui si verificò il diluvio universale è altamente improbabile che si tratti di un evento verificatosi in una certa epoca della preistoria.

Anche se qualcuno ha cercato l’arca sul monte Ararat, è altamente improbabile che un uomo di nome Noè abbia potuto costruire un’imbarcazione di legno capace di ospitare ogni specie di animali.

Del resto, anche in questo caso i documentari televisivi e le riviste che si vendono in edicola danno sempre ampio spazio a notizie di questo tipo: “Ritrovata l’arca di Noè!”, “Finalmente i geologi hanno scoperto quando è avvenuto il diluvio”, etc. etc. 

Il racconto del diluvio biblico non è originale

Quello che, però, i documentari quasi sempre non dicono è che il racconto del diluvio nella Bibbia non è quello originale.

Chi ha scritto, infatti, il racconto biblico del diluvio usò probabilmente dei racconti molto più antichi, come per esempio la famosa epopea di Gilgamesh, scritta all’incirca 4500 anni fa. (Continua)

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