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Baal, il dio della tempesta

MaratewariAvrete forse sentito parlare di “Baal“, la divinità cananea aspramente condannata dai profeti della Bibbia (cfr. per es. Geremia cap . 2, vers 23) che rimproveravano i loro contemporanei di indulgere in forme di culto pagane abbandonando invece il Signore, Yahvè. Baal è una parola ebraica che deriva dal Fenicio ed era usata per indicare il dio della tempesta adorato dai Cananei, l’antica popolazione che viveva in Palestina prima dell’arrivo degli Israeliti.

Recentemente gli archeologi hanno riportato alla luce un luogo di culto a Tel Burna. Il sito archeologico di Tel Burna si trova nella regione costiera della Shefela, che nell’età del ferro fungeva da confine tra i regni di Giuda e Filistea. Alcuni studiosi ritengono che il sito possa essere identificato con la biblica Libna. Qui gli archeologi, guidati da Itzhaq Shai della Ariel University, hanno scoperto un complesso cultuale risalente a 3300 anni fa in cui sono stati rinvenuti oggetti di culto molto interessanti, tra i quali uno scarabeo recante geroglifici egiziani e dei frammenti di due maschere che probabilmente erano usate durante le processioni liturgiche.

In una intervista rilasciata a Live Science Ithaq Shai sostiene che “Dai reperti, quali per esempio calici e ossi di animali, si possa ricostruire il modo in cui venivano celebrate le feste liturgiche. Alcuni ossi appaiono bruciati ad indicare probabilmente che veniva svolti sacrifici animali”. Shai ritiene che il complesso fosse dedicato proprio al culto di Baal, il dio della tempesta e a qualche altra divinità cananea. Le maschere erano usate probabilmente dai fedeli o sacerdoti di Baal che ne impersonavano le gesta.

La scoperta è molto importante per lo studio dello sfondo religioso dell’Antico Testamento, poiché essa permetterà di approfondire comprendere meglio il rapporto tra la fede degli Israeliti e l’influsso del diffusissimo culto di Baal.

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