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Atto di fede e Antonella

Credere, vedere, andare oltre

(Articolo di Domenico Milani) Inizio subito col dire cosa è “Atto di Fede”, un bellissimo film Cristiano pieno di spunti per il nostro discernimento, un film (inutile dirlo) che non è stato pubblicizzato come meritava.

Un film che è tratto da una storia vera e che rompe gli schemi propagandistici della nostra società decadente, ormai alla sua ineluttabile fine.

Una società, questa occidentale, che ci vorrebbe imporre finanche la “buona morte” (l’eutanasia).

Non mi dilungherò sulla trama che analizza splendidamente la “genesi di un miracolo” ma, unicamente su uno dei tanti spunti che mi ha personalmente toccato ed interrogato.

Particolarmente perché pochi giorni dopo averlo visto la mia Testimone di Nozze, la carissima Antonella, è tornata alla casa del Padre Altissimo a 47 anni e dopo una lunga battaglia contro un tumore.

Perché a te sì e a me no?

La domanda che nel film la Prof fa al protagonista, John: “Perché a Te sì ed a mio figlio no?” è quella domanda che prima o poi tutti ci troviamo ad affrontare. C’è una risposta?

Nel film, praticamente alle battute finali, John risponde che Dio gli ha dato l’occasione per far fiorire la sua vita e quindi rendergli Gloria.

È una delle possibili risposte, ma non certo l’unica e, soprattutto, bisognerebbe però aver chiaramente presente cos’è realmente la Gloria di Dio..

Dio è amore

La risposta è più semplice di quanto si possa immaginare ma in questa sede non mi perderò in difficili quanto tediose spiegazioni teologiche, la Gloria di Dio è l’Amore, quell’Amore che Dante ci ricorda muover tutte le cose!

Nel film è l’Amore di Mamma Joyce che pone le basi affinché la Potenza dell’Altissimo possa manifestarsi inequivocabilmente. Ma non è un percorso semplice, tutt’altro …

Joyce entra nel profondo deserto, il suo deserto, in guerra con tutti, camminando su quel labile confine tra la razionalità, la Fede e la pazzia.

Guarigione di John

Una durissima battaglia in cui non solo otterrà la guarigione totalecompleta di John, ma guarirà lei stessa per prima. E non solo Lei, infatti il regista ci fa scoprire che tutto fa parte di un disegno più grande.

Noi diremmo che ci spinge a vedere realmente la realtà e non ciò che noi vediamo (o, piuttosto, vorremmo vedere), imperfettamente, direi umanamente.

Ora tornando a me, Antonella ha lottato, ne sono Testimone, e ha lottato come una Leonessa, con al fianco il Marito, Roberto, entrambi pieni di Fiducia nella Divina Provvidenza.

Eppure non c’è stato il tanto agognato lieto fine. Antonella ha “perso”, per dirla con il “mondo”.

Perché Dio non ha ascoltato le nostre preghiere?

Allora il passo è obbligatorio, perché Dio non ha ascoltato (solo apparentemente, poi lo vedremo nda) la marea di accorate preghiere che varie comunità Cristiane, Cattoliche e non, anche di loro Amici Atei,

Omosessuali e di altre Fedi (e questo, a ben osservare, era già un piccolissimo miracolo) che tutti uniti avevano chiesto la guarigione completa?

Antonella voleva vivere! E non è una mera questione egoistica, Antonella voleva vivere Roberto, il tanto atteso Marito con cui ha potuto gioire poco più di 7 mesi prima della brutta scoperta.

Tumore al seno con metastasi al fegato. Un giudizio inappellabile agli occhi del mondo.

Il solito calvario medico e il pressappochismo della “scienza medica”

Eppure loro non si sono persi d’animo, anzi, sono stati faro per tantissimi e nel dolore hanno saputo confortare e donare gioia al loro Prossimo. Questa domanda ha scosso anche me come un tornado improvviso.

In realtà, è doveroso testimoniarlo, in un primo momento si era gridato tutti “al miracolo” e, almeno parlando in termini medici, il miracolo c’era stato davvero.

Infatti gli esami clinici attestavano che persino le metastasi al fegato erano scomparse e i marcatori erano tornati sotto i livelli di guardia. I pochi mesi di vita iniziali sono divenuti 3 anni.

Come ha detto Roberto, anche questo è un dono!

Ma allora cosa è successo?.. È la domanda successiva  che ci angustia tutti, i famosi perché perché perché ecc..

E anche qui la risposta non è difficile, a ben volerla vedere realmente; un medico ha sbagliato! Si, un medico ha omesso di fare ciò che è nella sua vocazione e,

ha trascurato la cura verso i pazienti che a lui totalmente si affidavano (Attenzione non voglio essere giustizialista, la Giustizia spetta a Dio solo e il medico è comunque stato licenziato in tronco).

La bestia nera …

Questa superficialità ha fatto si che trascorresse del tempo, troppo tempo, tempo prezioso in cui Antonella si poteva operare, e così la “bestia nera” è tornata a colpire, implacabile.

Qualcuno, potrebbe obiettare che gli errori sono stati tanti, e non solo imputabili al medico, ma non siamo a discutere una causa ed a me, come a tutti coloro che erano legati ad Antonella, non importa il “perché” o il “per come”.

Il risultato è stato un disastro, senza appello!

È il mistero del male nel mondo, un mistero profondo. Eppure per chi ha realmente Fede in Cristo qualcosa stona.

Il male nell’anima

Sappiamo infatti dalla testimonianza riportata nei Vangeli che Gesù NON ha sofferto di mali, o per meglio esser precisi, non ha sofferto di mali dall’interno verso l’esterno, ma solo di mali che venivano dall’esterno, mali come odio e invidia, fino alla morte, e alla morte di Croce!

Questo ci dice (chiaramente) che NON è Dio che vuole il male per i Suoi Figli, anzi.. Il Sacrificio che Gesù ha offerto deliberatamente sulla Croce è per la guarigione e la Vita in sovrabbondanza a tutti, e tutti indistintamente.

Ma allora, ci viene spontaneo, le tante malattie?

Oggi sempre più si arriva a comprendere, e la scienza lo sperimenta, che c’è una profonda correlazione tra malattia fisica e malattia spirituale, diremmo c’è una dipendenza psicosomatica.

Il nostro corpo reagisce a più fattori, in primis le nostre ferite psicologiche, soprattutto quelle dell’infanzia. Non voglio con ciò ridurre tutto ad un discorso semplicistico e Simone, qui nel Blog ne ha ampliamente parlato.

Un dibattito più vivo che mai che continuerà a settembre. Di contro, ciò che voglio sottolineare è che Dio permette ma MAI manda delle malattie.

Questa è la visione IPOCRITA dei tradizionalisti e dell’Antica Alleanza (almeno a chi lo legge superficialmente).

La vera guarigione

Quindi quando parliamo di guarigione non dobbiamo ridurla ad un semplice fatto fisico/medico ma aprirci ad una più amplia visuale, la guarigione vera di noi stessi, in tutta la nostra persona fatta di Corpo e Anima uniti dallo Spirito.

E affrontando il periglioso cammino di guarigione, questo è fondamentale da capire, dobbiamo non solo volerla (Atto di Volontà), ma dobbiamo sforzarci di aprire le (nostre) porte a Dio.

Mamma Joyce la voleva ed ha persino lottato, come Giobbe, con Dio per il suo John. Ma non era sufficiente! Mancava un passo fondamentale.

L’abbandono totale

Mancava cioè l’ABBANDONO totale a Dio, come fu per Abramo. C’è un momento nella nostra vita in cui sperimentiamo che nulla è nostro ma tutto ci viene donato.

Questo è esattamente il momento in cui apriamo, anzi spalanchiamo le porte alla Grazia di Dio. Ora saremmo tutti portati a dire: «bene ora guariremo fisicamente … » NO!!! Non funziona così.

Nel momento in cui Ti abbandoni sai che tutto sarà per maggior Gloria a Dio, l’Amén.

Strade diverse, forme di amore diverse

Nel caso di John la guarigione totale e completa è un segno di contraddizione per l’Ovest addormentato, una goccia bianca nello stagno nero.

Nel caso di Antonella Dio ha evidentemente (intendo nel constatare i fatti) deciso diversamente.

Non riusciremo mai a capire pienamente perché ma se, contro ogni razionalità, sapremo aspettare capiremo sempre più. E così è accaduto.

Il giorno dei funerali di Antonella c’era una Chiesa gremitissima di persone sì in lacrime, ma di Amici che erano li per testimoniare il loro GRAZIE, ognuno (me compreso)

Se il seme non muore …

era lì perché doveva ad Antonellina l’esser arrivato ad una maggiore consapevolezza, una crescita che senza questo incontro provvidenziale nella vita non si sarebbe realizzato.

Sì, proprio come dice il Vangelo “se il seme non muore non porta frutto” ed è proprio il caso nostro. Tra l’altro confermato dalle letture liturgiche dei giorni successivi.

Antonella manca tanto, soprattutto a Roberto con cui era in simbiosi perfetta, una simbiosi talmente rara che accade una volta su mille.

Ma Antonella è tutt’altro che morta, ora è nella Terra dei veri Viventi, vede faccia a faccia Gesù ed è fuori dalle dinamiche del nostro tempo e spazio. Come ha detto bene Roberto in Chiesa, Antonella è con noi, nei nostri Cuori.

Lei che, poco prima di lasciarci, disse a Roberto “salutami tutti e di loro che li porto nel mio Cuore” e ancora “il mio Cuore è più grande del mio corpo”.

Le sue ultime parole, infine, sono state “una data, …domani” e all’indomani è entrata nella Luce eterna che è Dio.

L’esempio di Antonella

Antonella ha preso sul serio Gesù, ed ha fatto della sua (spesso dolorosa) vita un Capolavoro d’Amore, un Dono!

In conclusione, se è vero che Dio ha detto che restituirà cento volte tanto, Antonella è nella gioia eterna ed io non posso che  ringraziare di questo incontro nella mia vita.

Ho provvidenzialmente incontrato, ancorché per breve tempo (troppo poco), una “santa”, nel vero senso Biblico e gradito a Dio, cioè non una super eroina (sorta di super girl) ma una Donna Giusta.

Come ci ricorda bene San Paolo, tutti dobbiamo combattere la buona battaglia e, non è tanto questione di non cadere (peccare, nda) ma piuttosto di rialzarci e ancor più saper farci dono.

Papa Francesco è stato ancor più chiaro “chi non vive per Servire non serve per vivere”.

Antonella e, soprattutto, Roberto ci hanno Testimoniato questo, l’importanza di essere aperti al Prossimo, la capacità nelle nostre mille difficoltà di donare un Sorriso, anche una sola pacca sulla spalla.

E, come suggeriva spesso Antonella, “pregaci su”, ovvero quel doveroso bisogno di dialogo con Dio sempre e, non solo, a tratti e/o ore stabilite. 

È questo appunto un Atto di Fede, l’Atto di Fede di Antonella e Roberto. Grazie di vero cuore.

Voglio chiudere con questo mio pensiero “strampalato”; mi scuote e rincuora il fatto che ora ho la Testimone di Nozze che vede Dio, Amén!

Buone vacanze a tutti. Domenico MilaniTemplare

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